F1 Story | La breve avventura della Leyton House in F1

26 giugno 2014 11:11 Scritto da: Alessandro Bucci

Spesso chiamata March, la Leyton House Racing ha disputato ufficialmente due stagioni di F1, cogliendo come miglior risultato un secondo posto.

Leyton House Capelli

Quando si parla del team Leyton House Racing, non si può non citare la scuderia March, dal momento che, persino gli addetti ai lavori, non sono sicuri di quale nome attribuire alle vetture schierate dal 1987 al 1989.
Le fonti ufficiali circoscrivono il periodo della Leyton House dal 1990 al 1991, ma a fine anni ’80 si era soliti chiamare la March con il nome dell’azienda immobiliare giapponese che sponsorizzava il team: Leyton House.
La March, fondata nell’aprile del 1969 da Max Mosley, Alan Rees, Graham Coaker e Robin Herd, ha ottenuto solamente tre vittorie in ben duecentotrenta GP disputati: Jarama 1970 con Jackie Stewart, Zeltweg 1975 con Vittorio Brambilla e Monza 1976 con Ronnie Peterson. Il ritiro della scuderia è avvenuto senza troppo clamore alla fine della stagione 1992, in seguito ad un campionato non proprio esaltante, con solamente tre punti conquistati.
Nel 1988 con Adrian Newey e il Modello 881, piccolo e compatto, la March ha ottenuto delle prestazioni ragguardevoli e sembrava pronta nuovamente per puntare alle prime posizioni, ma presto si manifestarono cattivi presagi dal punto di vista finanziario. La March, dopo il suo ritiro dalla F1, ha poi continuato come casa costruttrice di vetture monoposto a Bicester, in Inghilterra e come rivenditore di auto da corsa di tutti itipi tra la Formula Atlantic e Indy.

Facciamo un salto indietro nel 1987, quando Cesare Gariboldi, manager del team di Formula 3000 che aveva vinto il campionato con Ivan Capelli, già sponsorizzato dall’azienda immobiliare giapponese Leyton House, riuscì a ottenere l’appoggio del proprietario della Leyton House, Akira Akagi, per formare un nuovo team di Formula 1. Akagi, appoggiandosi alla struttura della March, ribattezzò la squadra March – Leyton House e la squadra scese in pista con il solo pilota milanese, conquistando un punto al prestigioso GP di Montecarlo.
Fu il 1988 l’anno chiave per il team anglonipponico, con l’arrivo del progettista Adrian Newey in sostituzione di Gordon Coppuck. La scuderia andò incontro ad un anno brillante con parecchi piazzamenti a punti e addirittura due podi colti da Ivan Capelli, rispettivamente un secondo posto al GP del Portogallo ed un terzo al GP del Belgio.

Il pilota lombardo non solo conquistò diciassette punti, piazzandosi al settimo posto del campionato piloti, ma duellò in più di un’occasione con i top driver. Celebri le immagini che vedono Ivan Capelli alle prese con le mostruose McLaren Honda di Senna e Prost.
Nel 1988 il gruppo March acquistò la Ralt ed Herd abbandonò la presidenza dell’azienda lasciandola a John Cowen che cedette ad Akagi la divisione March Racing che si occupava di Formula 1 e Formula 3000, il cui nome fu cambiato in Leyton House Racing Ltd.
Cowen organizzò il gruppo in quattro divisioni: March Merchandising Ltd., Ralt, Comtec e March Engineering, alla fine del 1989 Herd, l’ultimo dei soci fondatori, lasciò la March.

A partire dal 1989, dopo la morte di Gariboldi, nella sigla delle vetture Leyton vennero aggiunte le iniziali CG al numero identificativo.
Conclusa la stagione 1989 al dodicesimo posto del campionato costruttori, con quattro punti conquistati ed un podio ottenuto da Mauricio Gugelmin al Gran Premio del Brasile, la March divenne ufficialmente Leyton House Racing nella stagione 1990.

La coppia di piloti formata dal brasiliano e da Ivan Capelli, in auge dal 1988, fu confermata, così come la scelta del motore Judd. L’inizio di stagione, molto difficile a causa dei problemi legati al telaio CG901, vide entrambi i driver faticare molto nelle qualifiche, con diverse mancate qualificazioni e risultati di gara deludenti. In seguito al GP del Brasile, l’amministratore delegato Ian Phillips abbandonò la sua posizione per motivi di salute e il direttore tecnico Adrian Newey fu licenziato. Il team manager Harry Mandel diede le dimissioni e molto personale ex March uscì dalla scuderia.

Dopo sei gare disputate, il miglior risultato registrato dalla scuderia era un decimo posto di Ivan Capelli al Gran Premio del Canada. Fu in Francia, a Paul Ricard, in seguito al disastroso week-end messicano, che il team ebbe un exploit davvero sorprendente: il pilota lombardo si qualificò settimo, mentre Gugelmin decimo. Nelle fasi di gara, entrambe le Leyton House si ritrovarono momentaneamente in testa non avendo effettuato il cambio gomme, con Capelli a guidare la corsa. Il brasiliano numero quindici dovette ritirarsi al cinquantottesimo giro a causa del cedimento del motore, mentre il milanese fu raggiunto da Alain Prost e vide svanire i suoi sogni di gloria. Tuttavia la Leyton House uscì dall’appuntamento francese con il secondo posto di Capelli giunto ad otto secondi e sei decimi dal fuoriclasse francese della Ferrari, dinanzi a “Magic” Senna.

Da quel momento la stagione della Leyton House migliorò decisamente e arrivarono altri discreti piazzamenti, alternati sfortunatamente da diversi ritiri. Gugelmin colse un sesto posto al Gran Premio del Belgio e la scuderia chiuse il mondiale al settimo posto della classifica costruttori con sette punti conquistati, merito soprattutto del podio di Ivan Capelli in Francia.
Il team fu poi promosso alla sesta posizione finale a causa di un’irregolarità riscontrata alla scuderia Larrousse, rea di aver utilizzato illegalmente telai Lola.

La stagione 1991 vide subito un cambiamento importante per quanto concerneva l’impiego dei propulsori: la Leyton House passò infatti dal suo storico motore Judd ai nuovi Ilmor V10, senza contare che l’intero staff e il progetto della vettura videro diversi aggiornamenti che avrebbero dovuto consentire alla scuderia di fare un salto di qualità: non sarà così. Undici ritiri per la Leyton House nei primi sei GP della stagione, l’unica gara finita dal team fu ad Imola con il dodicesimo posto di Gugelmin.
Il primo punto iridato arrivò solamente al Gran Premio d’Ungheria grazie ad Ivan Capelli, mentre il compagno di squadra brasiliano sfiorò la zona punti in ben due occasioni.

Nel settembre del 1991, il proprietario del team Akira Akagi, fu coinvolto in uno scandalo finanziario che comprendeva la Banca Fuji e venne arrestato. La squadra fu da quel momento gestita dal socio Ken Marrable, ma arrivare alla fine del campionato fu ardua impresa. A partire dal penultimo appuntamento stagionale tenutosi a Suzuka, il posto di Ivan Capelli fu preso dal test driver esordiente Karl Wendlinger. Il pilota austriaco portò degli sponsor importanti al team, in forte crisi economica.
La Leyton House concluse la sua ultima stagione in Formula 1 al dodicesimo posto con solamente un punto conquistato. I tristi accadimenti legati all’arresto dei responsabili giapponesi della Leyton House e all’abbandono del programma Formula 1, segnarono l’uscita di scena del marchio dalla massima serie.

Al termine della stagione 1991 la scuderia tornò a chiamarsi March e confermò Karl Wendlinger affiancandolo a Paul Belmondo. La March Ilmor disputò tutto sommato una stagione dignitosa portando a casa tre punti con il giovane pilota austriaco al Gran Premio del Canada. Il ritiro dalla Formula 1 arrivò tuttavia poco prima della stagione 1993 a causa delle limitate risorse a disposizione.
Nella primavera del 2009 si parlò di un possibile ritorno della March in Formula 1, essendo previsto un allargamento dei team per il campionato 2010. La March inviò alla FIA la domanda d’iscrizione al campionato del mondo F1 per la stagione 2010 nel mese di maggio, ma non venne tuttavia inclusa nell’elenco diramato dalla FIA.

Photo from F1-facts.com.

 

 

7 Commenti

  • Una macchina di cui Ivan Capelli si ricorderà senz’altro.

  • Newey È la F1 da 25 anni…
    guardate la differenza di ala tra la mclaren turbo e la leyton…imbarazzante…
    e poi parliamo di velocità di punta….ehhh mazzone?
    ricordo capelli a suzuka nell’88 dove andò a prendere prost che era in testa passando gente come fossero chiodi compreso berger turbo ferrari…sul dritto..:)
    non se ne fece niente perchè il motore cedette…

  • Articolo bellissimo, complimenti! Il ricordo di Le Castellet è indelebile, è come se a venti giri dalla fine del prossimo GP una Caterham fosse al comando in condizioni di asciutto e senza safety car. Prost riuscì a superare uno straordinario Capelli solo per una perdita di potenza del motore Judd, e per me fu una gioia infinita…se non sbaglio quella fu la prima di un trittico di vittorie estive che proiettò Prost in testa alla classifica, anche se non bastò per il Mondiale.

  • CavallinoRampante

    C’è poco da fare… leggendo certi articoli la rabbia, guardando la F1 attuale, aumenta in maniera esponenziale :(

  • Ivan e’ stato uno dei migliori piloti Italiani del periodo, vinse l’europeo di F3 ed il mondiale di F3000. Purtroppo in F1 non ebbe mai a disposizione una vettura top e arrivo’ in Ferrari con il team in profonda crisi tecnica. Ricordo che avevano a disposizione il cambio ” trasversale” solo per Alesi mentre l’altro, meno competitivo, lo davano a Ivan. Nel 1993 passo’ in Jordan dove dopo un bruttissimo crash a Kylami abbandono’ la F1.

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