Buon compleanno, Daniel! La favola sorridente di Ricciardo

1 luglio 2014 12:30 Scritto da: Alessandro Bucci

Nei primi otto GP della stagione, l’australiano di Perth  ha messo in ombra il titolatissimo compagno di squadra Sebastian Vettel. Non in molti avrebbero scommesso su questo scenario all’interno della Red Bull, ma la Formula 1 si dimostra spesso imprevedibile e, in questo caso, non ha fatto di certo eccezione. Nel giorno del suo compleanno, andiamo a ripercorrere l’inizio di stagione del sorridente ragazzo di origini italiane.

Ricciardo Daniel 2014

Solamente sino ad un anno fa, Daniel Joseph Ricciardo, classe 1989, era forse più famoso per il suo gigantesco sorriso a trentadue denti che per i risultati ottenuti in pista, nonostante un palmares di tutto rispetto.
Per chi avesse la memoria corta, l’australiano esordì ufficialmente in Formula 1, nella semi indifferenza generale, al Gran Premio di Silverstone del 2011, al volante di una scarsamente competitiva HRT. Un’occasione giunta per mano della famiglia Red Bull, di cui Daniel fa parte da qualche anno, per fargli fare quanta più esperienza possibile e prepararlo al debutto con la Toro Rosso l’anno seguente.

Una scommessa che pagò immediatamente: una volta titolare nella Scuderia Toro Rosso, Ricciardo andò subito a punti nell’evento inaugurale di Melbourne, lasciando ben sperare per il proseguo della stagione. In realtà, i successivi punti arriveranno solo al Gran Premio del Belgio, causa una STR7 non proprio competitiva. Ma, se non altro, la seconda parte di stagione si rivelò decisamente migliore della prima, con diversi piazzamenti in zona punti.

All’epoca, in molti videro in Ricciardo un pilota onesto e sufficientemente competitivo, tanto da meritarsi insieme al compagno “JEV” una riconferma in seno alla Scuderia Toro Rosso.
L’anno successivo per il giovane australiano andò un po’ meglio, grazie anche alla STR8, una vettura più performante rispetto al modello precedente, anche se non proprio affidabilissima. Daniel ottenne un settimo posto sia in Cina che Italia, ma il miglior piazzamento stagionale per la Scuderia fu quello colto da Vergne, sesto in Canada. Tuttavia apparve chiaro che, tra i due, in termini di prestazioni, quello che poteva fare di più la differenza sulla lunga distanza era Ricciardo. Ma furono soprattutto i risultati ottenuti in qualifica nel corso della stagione a far pendere l’ago della bilancia sul  sorridente Daniel, diventato l’unico vero candidato a sostituire il veterano – e connazionale – Mark Webber alla Red Bull Racing.

Per Ricciardo si aprirono dunque le porte di Milton Keynes ed ebbe modo di raggiungere il Campione in carica Sebastian Vettel, certamente un compagno non facile con cui misurarsi. Nei test pre stagione del 2014, Daniel si presentò spumeggiante e ansioso di scendere in pista con la RB10, sfoderando fior di sorrisi che, in un primo momento, sembravano quasi irritare il tedesco numero 1 del team austriaco.

Il Mondiale ha inizio come di consueto a Melbourne, tappa casalinga per Daniel. Un’ottima occasione per ben figurare sin da subito, visto oltretutto il calore del pubblico. Ricciardo va vicino a compiere l’impresa, beffato all’ultimo istante dal ruggente Hamilton. Il numero 3 della Red Bull (dal 2014 entrano in vigore i numeri personalizzati) si accontenta della prima fila mentre Vettel esce mestamente in Q2. Molti pensano ad un caso, ad un Sebastian sfortunato, poi in gara accade l’impensabile: il Campione del Mondo in carica subito out per un guasto alla power unit mentre Ricciardo di gran carriera chiude secondo, nel tripudio generale, salvo poi venire squalificato per consumo irregolare di carburante. Una beffa, un sonoro pugno nello stomaco. Ma Daniel non si fa scoraggiare e, calato il suo solito sorriso, si mette al lavoro per il GP successivo.

In Malesia tutto sembra essere tornato alla normalità: Vettel piazza il secondo tempo e Ricciardo fissa il quinto, Melbourne appare già come la classica euforia del primo GP. In gara la sfortuna sembra non voler abbandonare il pilota di Perth che, durante il terzo pit stop, viene rispedito in pista con la gomma anteriore sinistra fissata male. Fortunatamente l’australiano, accortosi dell’inconveniente, si ferma immediatamente nella corsia dei box e viene riportato dagli uomini Red Bull verso la sua piazzola di sosta. Ricciardo riparte così nelle retrovie ma, sulla sua vettura si piega l’alettone anteriore, e Daniel si vede costretto al ritiro. Vettel chiude terzo e fa comparire il nome di un pilota Red Bull nella classifica Piloti, pareggiando, in qualche modo, i conti.
Si va poi in Bahrain ed ecco il colpo di scena che con ti aspetti: sul tracciato di Sakhir, illuminato a giorno, Ricciardo porta la sua RB10 in terza posizione dietro alle due solite Mercedes, mentre Vettel manca le Q3. 2-1 per Daniel, ma l’“unsafe release” della Malesia costa ben dieci posizioni di penalità in griglia all’australiano. Ennesimo colpo basso, ma Ricciardo non perde lo smalto e chiude la corsa con un eccellente quarto posto in rimonta, mentre il compagno di squadra, giunto sesto alla bandiera a scacchi, gli ha anche dovuto dar strada al 50° giro, su ordine del team.

Il circus della Formula 1 si sposta in Cina e il buon Daniel, in condizioni climatiche bagnate, pensa bene di precedere Vettel in qualifica, conquistando la prima fila, accanto al Poleman Lewis Hamilton. Nuova beffa per il quattro volte Campione del Mondo, costretto a mandar giù un boccone decisamente amaro. In gara, su pista asciutta, il guizzo migliore lo ha Vettel al via ma, al 25° giro, quasi fosse una maledizione, il tedesco è costretto a lasciar strada al compagno Ricciardo per problemi alla RB10, mandando in onda una specie di replica del GP precedente. L’australiano chiude quarto con un vantaggio consistente su “Seb”.

In Spagna e a Monaco la musica non accenna a cambiare, con l’ex pilota STR sempre davanti al compagno di squadra, sia in qualifica che in gara (ben due i podi consecutivi del pilota di Perth, entrambi terzi posti), anche se va sottolineato il problema alla power unit avuto da Vettel nel tracciato del Principato, guasto che – di fatto –  ha costretto “Seb” al ritiro. Un vero e proprio dominio quello di Ricciardo nei confronti del “cannibale” Sebastian, una prova di forza che non accenna a finire nemmeno in Canada dove l’australiano vince il suo primo GP in Formula 1. Vettel, giunto terzo al traguardo, ha dimostrato grande sportività congratulandosi pubblicamente con il più giovane compagno di squadra ma, nelle fasi successive alla gara, era abbastanza evidente la sua espressione piuttosto perplessa. Daniel, con la sua inaspettata vittoria – agevolata dai problemi Mercedes – ha interrotto la formidabile striscia vincente del team tedesco, un risultato che assume ancor più valore agli occhi degli uomini di Milton Keynes.

In quanti, ad inizio stagione, avrebbero scommesso su un episodio del genere? Decisamente più quotato era Sebastian Vettel, ben più blasonato per rompere un dominio clamoroso come quello messo in mostra dalle frecce d’argento.

In Austria – al Red Bull Ring – sede dell’ultimo GP disputato, Vettel specchiandosi dopo la corsa avrà probabilmente visto le sembianze di Mark Webber, visto che è stato nuovamente costretto al ritiro per noie tecniche, sorte che toccava molto spesso al suo ex compagno di squadra australiano. I problemi tecnici ed un difficile adattamento nei confronti della RB10 stanno mettendo a dura prova il quattro volte Campione del Mondo, ma nulla va ovviamente tolto all’eccellente avvio di stagione di Daniel Ricciardo.

Sino ad ora, il confronto in qualifica, vede il numero 3 in vantaggio per 6 a 2 rispetto a “Seb”, mentre in gara il vantaggio dell’australiano è di 5 a 2 nei confronti del tedesco, se consideriamo che nella prima gara della stagione Vettel si è dovuto ritirare con Ricciardo squalificato al termine della corsa.

Molti ex piloti e addetti ai lavori si sono detti convinti che l’asso tedesco riuscirà, nella seconda parte di stagione, a sopravanzare costantemente il più giovane compagno di squadra. Almeno per il momento, la realtà sembra ben diversa. Non resta altro che stare a guardare l’evolversi di questo interessante ed appassionante duello in seno al team Red Bull, sicuramente uno degli aspetti non scontati di questa stagione 2014 dominata dalle Mercedes AMG F1 di Nico Rosberg e Lewis Hamilton.

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