Wolff: “Ecclestone sbaglia ad ignorare i social network”

L’amministratore delegato Mercedes AMG F1 Toto Wolff, è convinto che, attraverso Facebook e Twitter, sia possibile captare milioni di potenziali spettatori. Di parere contrario il Patron della Formula 1 Bernie Ecclestone, il quale snobba i social network poichè non forniscono un profitto immediato. Uno scontro generazionale che è destinato a far discutere ancora a lungo.

Wolff Toto Mercedes 2014 ab

Facebook e Twitter. Due social network che hanno letteralmente invaso la vita degli internauti, tanto da arrivare a segnare un’epoca ed a cambiare le abitudini delle persone. Progressivamente, nel corso degli anni, la F bianca all’interno del quadrato blu e l’uccellino azzurro, rispettivi simboli dei due social, sono diventati sempre di più icone invasive, tanto da trovarcele scritte persino sulla tazza del caffè la mattina. Due mondi diversi, sia per funzionalità che per utilizzo ma che, secondo Toto Wolff, potrebbero avere uno scopo molto simile: fare crescere prepotentemente l’audience della Formula 1. Di parere contrario Bernie Ecclestone che non crede nell’impiego dei social network come strumento per ottenere più spettatori e quindi maggiori introiti.

Toto Wolff ha ribadito a più riprese all’imprenditore britannico che sarebbe un errore per la Formula 1 ignorare i social media esclusivamente per motivi di denaro, ma Mr E. ha sempre respinto al mittente queste proposte. I milioni di persone che utilizzano piattaforme come Twitter e Facebook non attirano Ecclestone che non vede alcun profitto immediato in essi. Come già evidenziato in un precedente articolo, la Formula 1 ha perso il 30% del pubblico televisivo in Italia e sembra che anche in Germania la massima serie non se la passi proprio benissimo in questi termini. Il Regno Unito sembra, invece, essere in crescita.

“Stiamo avendo una tale crescita esplosiva delle attività on line – ha ribadito Wolff ad Autosport – ma Bernie ha risposto: quei ragazzi non pagano e la metà dei nostri profitti è la TV. Il modello dei social network, così com’è, non funziona proprio ancora per noi e al contempo non si può monetizzare, ma posso dire che ognuno dei miei sponsor sta vedendo la propria immagine crescere anche se i dati televisivi sono in diminuzione. Anche i grandi  servizi come Twitter non hanno trovato il modo di monetizzare, ma è solo una questione di tempo prima che lo facciano” ha chiosato l’amministratore delegato della Mercedes AMF F1.

6 Commenti

  1. Visto che i giovani vivono letteralmente sui social credo che sia importante usarli….povero vecchietto! Potrebbe comprare qualche paio di scarpe in meno a sua figlia…e badare più alla formula1!!!

  2. Il problema che si mette un giocattolo come la F1 massima espressione della tecnologia e in cui l’età media dei piloti e’ di 25ni in mano a uno di 80nni suonati .. cosa e’ che puo’ dire ? .. piu che questo ..? lui nella sua visione ovviamente miope ha fatto palate di denaro con i vecchi media … e non ha ne la voglia ne la prospettiva di capire che quei media da qui a pochissimi anni spariranno o comunque si trasformeranno.
    Cosi’ come e’ avvenuto per la telefonia e per il computer per i mezzi di comunicazione in genere.

  3. Ecco chi è bernie riassunto in ”quei ragazzi non pagano e la metà dei nostri profitti è la TV.” – ”non si può monetizzare”..Si avvicina il giorno in cui commenterà dietro delle sbarre

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