Whiting riprende Lauda: “Capisce davvero poco di sicurezza”

12 luglio 2014 10:45 Scritto da: Alessandro Bucci

Il Gran Premio di Gran Bretagna ha visto una lunga interruzione della gara nel corso del primo giro, a causa del violento incidente occorso a Kimi Raikkonen. E’ stato infatti necessario riparare il guard rail danneggiato dalla F14T del finlandese, dal momento che il regolamento stesso lo impone. Il Presidente non esecutivo della Mercedes, Niki Lauda, ha criticato la decisione della direzione gara di sospendere così a lungo la corsa, ma Charlie Whiting non sembra aver preso molto bene le parole dell’austriaco…

Charlie Whiting 2

E’ destinata a spaccare in due il pubblico la questione emersa domenica scorsa, in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna. Stiamo parlando della lunga sospensione della gara avvenuta in seguito al terribile incidente di Kimi Raikkonen, in zona Wellington Streight, nel corso del primo giro. Il guard rail contro il quale ha impattato il finlandese, dopo aver perso il controllo della sua Ferrari, ha richiesto un intervento di riparazione, durato quasi un’ora.

Niki Lauda, personaggio notoriamente senza peli sulla lingua, aveva espresso la sua opinione creando il partito degli scontenti:  “La F1 è eccessivamente regolamentata. Questo eccesso di cura mi fa impazzire e questo piccolo problema al guard rail ne è un altro esempio. Fermare la gara per un’ora è sbagliato ed è un male per lo sport. È tutto folle. Interrompere la gara per un’ora perché una delle barriere è danneggiata è ridicolo”. Parole che hanno incontrato il favore di molti appassionati e tifosi, visibilmente contrariati dalla lunga attesa. “Kimi ha fatto un errore ed ha colpito il guard rail. Garantisco che nessuno lo avrebbe colpito nello stesso punto. Ci sono troppe regole. Un sacco di gente se ne andrà a casa o spegnerà il televisore. Non è bene per la Formula 1!”, ha tuonato Lauda, sostenendo di avere il favore del Patron della Formula 1: “Ho parlato di questo con il boss della F1, Bernie Ecclestone e lui concorda pienamente con me. Dobbiamo tornare a corse normali”.

La risposta del direttore di corsa e delegato alla sicurezza, Charlie Whiting, non è tardata ad arrivare: “Il commento di Niki non è stato affatto utile, anzi in questo modo ha dimostrato di capirne davvero poco di sicurezza. E’ ridicolo sostenere che un incidente non possa ripetersi nello stesso punto. Se dopo il Gp d’Ungheria del 2009, avessimo pensato che era impossibile che qualcuno altro venisse colpito da una molla come accaduto a Massa, non saremmo mai intervenuti per rafforzare le visiere del casco. Riguardo domenica, invece, dovremmo solo essere soddisfatti dei progressi fatti in questo campo visto che Kimi è uscito praticamente illeso nonostnate la monoposto quasi completamente distrutta“.

Se da un lato le parole di Lauda possono suscitare comprensione, dall’altro lato non sono apparse particolarmente brillanti in merito all’eventualità che un incidente possa ripetersi o meno nello stesso punto, dal momento che la storia stessa dimostra che è un’eventualità possibile. Solamente per fare un paio di esempi, basti pensare al noto “accatastamento” in Canada nel 1990 con la vettura incidentata di Nannini che venne colpita dalla Tyrrell di Alesi, uscito nello stesso punto del toscano, oppure quando, al GP del Brasile 2003, molte macchine uscirono di pista tutte nella stessa curva, anche se va detto che in entrambe le occasioni c’era la pioggia a complicare le cose.

La presa di posizione di Whiting può sollevare diverse critiche, soprattutto da parte dei fan ma, d’altro canto, il dirigente sportivo britannico ha semplicemente applicato il regolamento. Sarebbe auspicabile, in termini regolamentari, una via di mezzo che consentisse ad entrambe le visioni di trovare punti d’accordo, ma non sembrano esserci segnali incoraggianti all’orizzonte. Resta quindi una grande frattura tra chi vorrebbe una Formula 1 ruggente e senza troppe regole e chi, invece, sembra quasi essere ossessionato dalla parola sicurezza, scivolando, talvolta, nell’eccesso o nel ridicolo.

9 Commenti

  • Io sto con Whiting, un guard rail danneggiato può essere estremamente pericoloso, come la F1 degli anni ’70 ci insegna. Sul fatto che un incidente non possa capitare due volte nello stesso punto vogliamo parlare degli incidenti accaduti al tamburello (Senna, Berger, Piquet), dove in teoria non sarebbe mai dovuto succedere nulla?

  • Un uomo davvero intrattabile!

  • Solamente su un punto sono daccordo con Lauda,ovvero sui tempi di riparazione.

    Immaginate se la stessa identica cosa fosse successe in Italia… Apriti cielo. Con titoloni del tipo: “I soliti italiani incompetenti” e cose del genere.

    Del resto sono per “la sicurezza prima di tutto”, però è un fatto che va evidenziato.

    Due pesi e due misure, come al solito

  • Dette proprio da Lauda quelle parole non hanno alcun senso.
    Se al posto degli attuali piloti in pista ci fossero stati 20 Niki Lauda e la barriera non fosse stata ripristinata la gara non si sarebbe corsa affatto…(vedi Gp del Giappone 1976).

  • lewis_the_best

    Whiting sei solo un coniglio!!! È grazie a te che appena ci sono due gocce d’acqua si devono fare la partenze sotto regime di safety car!!!

    io sto con Nicky! Rivoglio i cavalieri del pericolo! Whiting vattene!

  • ha ragione whiting… non è con la legge della probabilità che si è raggiunto l’elevato standard di sicurezza odierno.. lauda se la poteva risparmiare, tanto più lui che dovrebbe conoscerne rischi e conseguenze..

  • Basta che Lauda si prenda realmente la responsabilità di quel che afferma. Facile dire “garantisco io” a cose fatte e senza effettiva responsabilità. Io ritengo molto corretto il ripristino delle protezioni. L’unica critica è che mi è parso a livello di attrezzature e organizzazione fossero un po’ carenti.
    Come sempre Lauda non si smentisce.

  • paragonare la visiera di un casco ad un guard rail..lol..

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