1999, l’anno magico di Heinz-Harald Frentzen

16 luglio 2014 08:22 Scritto da: Alessandro Bucci

Attivo in Formula 1 dal 1994 al 2003, Heinz-Harald Frentzen è passato da giovane promettente a pilota dato per finito, salvo poi ritrovarsi possibile Campione del Mondo, per poi finire nel dimenticatoio. E’ il 1999 l’anno in cui, al volante di una competitiva Jordan 199, il tedesco di  Mönchengladbach ebbe la chance di vincere il Campionato del Mondo, vedendo svanire il sogno al penultimo appuntamento stagionale.

Frentzen 1999 Francia

Heinz-Harald Frentzen – 1999 – Foto EspnF1.com

Figlio di madre spagnola e padre tedesco, Heinz-Harald Frentzen, classe 1967, iniziò a tredici anni la carriera sulle quattro ruote, correndo per cinque anni sui go-kart, prima di approdare nel 1986 alla Formula Ford 2000 tedesca. Fu l’ex pilota di Formula 1 Jochen Mass a notare il giovane ragazzo, facendolo debuttare nel suo team junior nella categoria tedesca della Formula Opel Lotus. Frentzen vinse il titolo nazionale, ma non brillò mai eccessivamente nel campionato europeo.

Nel 1989 il passaggio in Formula 3, dove Heinz-Harald ebbe modo di misurarsi con due giovani piloti che avrebbe poi affrontato in Formula 1: stiamo parlando dell’austriaco Karl Wendlinger e del tedesco Michael Schumacher, con il quale Frentzen ebbe dei conti in sospeso anche fuori dalla pista. I due pupilli teutonici arrivarono secondi a pari punti dietro all’astro nascente Wendlinger, che Heinz-Harald ritroverà come compagno di squadra in Sauber nel 1994. Nel 1990, Frentzen approdò al campionato Sport prototipi, facendo parte contemporaneamente del team Junior della Mercedes assieme ai suddetti rivali di Formula 3. Il tedesco di Mönchengladbach ottenne buoni risultati, ma la decisione di lasciare la stella a tre punte per disputare il campionato internazionale di Formula 3000, fece molto probabilmente sgranare gli occhi al padre Heinrich-Harald, figura molto importante nella carriera di Frentzen, dal momento che lo finanziò economicamente nei suoi primi passi con il kart. Le prestazioni messe in mostra nella Formula 3000 non furono certamente esaltanti, così come i risultati ottenuti nella categoria giapponese, ma Mercedes in qualche modo riuscì a portare Heinz-Harald in Formula 1, affiancandolo al più quotato Wendlinger in seno al team Sauber, motorizzato con propulsori della stella a tre punte.

La prima stagione del tedesco al volante della scuderia elvetica fu comunque positiva, nonostante i numerosi ritiri, in uno degli anni più tragici che la Formula 1 ricordi. Con il compagno di squadra Wendlinger messo fuori gioco da un terribile incidente occorsogli a Montecarlo, Heinz-Harald riuscì a guadagnarsi il ruolo di prima guida a suon di risultati, battendo spesso il più esperto Andrea De Cesaris, chiamato a sostituire lo sfortunato giovane austriaco. Il miglior risultato stagionale ottenuto da Frentzen nel 1994 fu un quarto posto al Gran Premio di Francia, mentre l’anno successivo colse il primo podio a Monza, alle spalle di Johnny Herbert e Mika Hakkinen. I tre anni spesi da Heinz-Harald nel team Sauber misero in evidenza le qualità del giovane tedesco, spesso veloce e costante, in grade di insidiare le prime posizioni con vetture inferiori alla concorrenza. Risultati che valsero al tedesco il passaggio in Williams Renault nel 1997, a fianco dell’astro nascente Jacques Villeneuve, figlio del mai dimenticato Gilles.

Arriveranno sette podi complessivi al volante della ultra competitiva FW19, compresa la prima vittoria in carriera, al Gran Premio di San Marino. Il tedesco chiuderà la stagione al secondo posto dietro all’iridato canadese, con 42 punti conquistati. In realtà sarebbe stato un terzo posto finale, ma la squalifica infilitta a Schumacher per l’arci nota manovra commessa ai danni di Villeneuve, a Jerez, consentì al figlio di Heinrich-Harald di finire in seconda posizione. L’anno successivo Frentzen faticò con la Williams Mecachrome FW20, ma è opportuno sottolineare il podio colto nel GP inaugurale di Melbourne e la maggior costanza nei piazzamenti che Heinz-Harald mise in mostra nei confronti del più titolato compagno di squadra, Jacques Villeneuve.

Nel 1999 avvenne il passaggio nel team di Eddie Jordan, a fianco di un altro Campione del Mondo, Damon Hill. Nonostante un secondo posto nel rocambolesco Gran Premio d’Australia ed un terzo in quello successivo ad Interlagos, Frentzen era molto probabilmente ignaro delle sue future possibilità iridate, sebbene la Jordan 199 motorizzata Mugen-Honda si fosse dimostrata sin da subito una vettura in grado di ambire alle prime posizioni. Ad Imola un testacoda tradì Heinz-Harald, mentre sul tracciato del Principato il tedesco colse un buon quarto posto, in una giornata che vide Schumacher compiere un soliloquio magistrale. Il Circus si spostò poi a Catalunya, dove un semiasse mise fuori gioco Frentzen, smanioso di recuperare il terreno perduto in Canada. Sfortunatamente per l’ex pilota Williams, la gara di Montréal si rivelò potenzialmente drammatica, con un brutto incidente occorsogli nelle fasi finali di gara, per la rottura dei freni.

Scongiurato fortunatamente il peggio, Frentzen scese in pista a Magny-Cours, dove piazzò la sua Jordan in quinta posizione nelle rocambolesche qualifiche del GP di Francia. A causa delle avverse condizioni climatiche, in gara successe di tutto, tra duelli in pista con il coltello tra i denti e Safety Car. Heinz-Harald riuscì persino a mettere il cambio in folle durante una fase concitata della corsa, salvo poi rimettersi in carreggiata, ma fu un capolavoro di strategia del team Jordan che permise a Frentzen di trionfare in condizioni di bagnato. La leggenda vuole che il buon Eddie contattò un illustre sconosciuto mandato opportunamente nelle campagne francesi, per avere informazioni sul meteo, ignorando gli aggiornamenti ufficiali. Una volta appurato che la pioggia non sarebbe aumentata di intensità, contrariamente a quanto comunicato dai monitor, il muretto consigliò a Frentzen di non rientrare ai box: e così, mentre tutti andarono a rifornire per il secondo pit-stop, il tedesco numero 8 della Jordan proseguì la sua corsa, andando a vincere. E’ altresì vero che l’ex pilota Williams fu molto bravo nel gestire il carburante durante la Safety Car, non essendo più costretto a rifornire e tagliando il traguardo in prima posizione.

All’inaspettata vittoria sul tracciato di Magny-Cours, seguirono diversi piazzamenti a punti, tra i quali un bel terzo posto ottenuto nel Gran Premio di casa, ad Hockenheim, dove Heinz-Harald rischiò di centrare la Pole position, beffato nel finale per un niente dal Campione del Mondo in carica Mika Hakkinen. Mentre Frentzen issava la sua Jordan al terzo posto della classifica Piloti con 33 punti conquistati, il più esperto compagno di squadra Damon Hill languiva in decima posizione con un misero bottino di 5 punti, apparendo sempre più demotivato e spento, messo in ombra dall'”eterno scudiero” Frentzen.
Il grave incidente occorso all’alfiere della Ferrari Michael Schumacher, a Silverstone, aprì di fatto le opportunità mondiali del tedesco della Jordan. Con l’asso di Kerpen fuori gioco dalla corsa iridata, solamente il galoppino Eddie Irvine o le McLaren Mercedes di Hakkinen e Coulthard, avrebbero potuto giocarsi l’alloro mondiale. A SPA, il tedesco di Mönchengladbach, chiuse con un buon terzo posto che gli permise di rimanere a contatto con David Coulthard nella lotta al titolo, ma sarà all’autodromo di Monza che Frentzen si porterà a sole dieci lunghezze dal leader del campionato Hakkinen, trionfando dinanzi al pubblico italiano, complice un errore del finlandese, in lacrime sotto le fronde del parco monzese.

Al Nurburgring, in occasione del Gran Premio d’Europa, tutto sembrò volgere a favore dell’ex pilota Sauber, scattato dalla Pole conquistata grazie ad un giro fantastico al sabato. Tuttavia lo spegnimento del motore di Gené causò una seconda ripartenza, ma il tedesco riuscì a mantenere comunque la prima posizione. Fu un problema elettrico sulla Jordan 199 a fermare Heinz-Harald che salutò mestamente la compagnia con la vettura ferma sul prato. Una vera e propria beffa per il numero 8, dal momento che, tra i piloti pretendenti al titolo, solo Hakkinen riuscì a conquistare due piccoli punticini, in una gara che passerà alla Storia della Formula 1 per i numerosi colpi di scena.

La penultima gara della stagione si corse in Malesia, sull’inedito tracciato di Sepang. Michale Schumacher, recuperato dall’infortunio che lo aveva tenuto lontano dalle piste per sei gare, tornò al volante della Ferrari e, giusto per mettere le cose in chiaro, realizzò la Pole position al sabato, precedendo il compagno Irvine, in lotta per il Campionato. Per Frentzen fu un vero e proprio disastro, relegato alla quattordicesima posizione da un assetto completamente sbagliato. Il tedesco della Jordan riuscì comunque ad arpionare un sesto posto in gara, ma il week-end malese decretò la fine dei sogni iridati per il figlio di Heinrich-Harald.
Il conclusivo Gran Premio del Giappone assegnò il secondo Titolo Mondiale a Mika Hakkinen. Frentzen chiuse quarto e conquistò il terzo posto finale nel Campionato Piloti, con 54 punti conquistati. Probabilmente la miglior stagione di sempre per Heinz-Harald, l’unica che lo abbia visto pretendente all’iride nella massima serie.

Successivamente il pilota di Mönchengladbach disputò un’altra stagione e mezzo con il team di Eddie Jordan, conquistando complessivamente due podi, prima di approdare nel finale di stagione alla Prost, in uno scambio di sedili con il francese Jean Alesi. Heinz-Harald si qualificò molto bene a SPA, cogliendo un miracoloso quarto posto, ma lo spegnimento del motore lo relegò all’ultima fila, vanificando l’impresa del tedesco. Nel 2002 Frentzen passò alla scarsamente competitiva Arrows, cogliendo come migliori risultati due sesti posti, fino al ritiro della scuderia dalla F1 al Gran Premio di Germania. L’anno successivo Frentzen vestì i colori della Sauber, ritornando dove tutto era iniziato. Resta impresso nella memoria il podio conquistato nel rocambolesco Gran Premio degli Stati Uniti, dove Heinz-Harald seppe sfruttare al meglio, ancora una volta, le condizioni di bagnato. Dopodichè il ritiro dalla Formula 1, per passare alla categoria DTM.

6 Commenti

  • lewis_the_best

    la cosa incredibile è che ai tempi dello junior team mercedes wendlinger e frentzen erano molto piu quotati di schumacher mentre poi in f1 le cose sono andate in modo totalmente diverso.

  • La Jordan di quell’anno comunque era stata la più competitiva di sempre…conservo ancora a casa il modellino della 199.

  • Complimenti, gran bell’articolo.
    Quello del 1999 resterà nella storia come il Mondiale che nessuno voleva vincere, tanto che l’iride venne sfiorata dal costante Frentzen, alla guida di una vettura che non consentiva sogni di gloria, e, addirittura, dal mitico Irvine, che se da un lato fu un pò fu sfortunato, dall’altro in diversi frangenti dimostrò di non saper sfruttare l’occasione della vita.

    • Mi chiedo ancora se la mancata gomma al pit di Irvine un fatto sfortunato o una cosa voluta

      • Più che altro abbastanza indifferente, perché Irvine in quel gran premio in condizioni di pista umida non riusciva a tenere il ritmo di Gené su Minardi (attenzione non di Badoer sempre su Minardi, che fece un garone), poi certo ai box ci fu il patatrac, ma Eddie perse al massimo 1 o 2 punti per quell’erroraccio…

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