Tribune vacanti in pista? Arriva la pazza idea dei “Fan-Bot”

30 luglio 2014 12:06 Scritto da: Davide Reinato

Per ora è solo in fase di sperimentazione nel Football sudcoreano, ma se la pazza idea finisse sotto mano a Bernie Ecclestone?

fan-bot

Il prodotto Formula 1  è in calo. Lo dicono i dati d’ascolto, così come le tribune desolatamente vuote. L’insuccesso di pubblico nelle ultime gare è certamente l’emblema di questo Circus che non riesce ancora a convincere del tutto. E la conferma che qualcosa deve forzatamente cambiare, ci è stata data dalla nascita del “Popularity Working Group“.

Nei giorni scorsi, anche il Presidente del Gruppo Daimler – Dieter Zetsche – ha puntato il dito contro Ecclestone, a suo dire uno dei responsabili per la pessima gestione e promozione della Formula Uno. Se gli spalti restano vuote anche in quelle sedi storiche del motorsport, allora il campanello d’allarme inizia a farsi sentire. “In quale azienda il boss può sempre fare tutto da solo? Immaginavo che il marketing della F1 potesse essere seguito da un professionista dei nuovi media. C’è ancora un grande potenziale, soprattutto sul lato digitale. Abbiamo bisogno di cambiamenti in tal senso in Formula 1″.

E mentre Ecclestone continua a fare muro verso i social media e il resto del mondo internet, dall’altra parte del mondo si collaudano i tifosi robotici. Nel campionato di baseball della Corea del Sud, sono stati collaudati i primi “Fan-Bot”, una serie di figure umanoidi, imbullonate alle sedie degli spalti, con alle mani un tabellone luminoso che possono alzare sopra la testa. Qual è lo scopo? Tramite un collegamento internet, il tifoso – pagando una piccola cifra – può entrare nel Fan-Bot e guardare l’evento dal suo punto di vista, scrivere messaggi sulla sua tavoletta luminosa e persino mostrare una foto del proprio volta che, tramite lo schermo, appare dritta sulla faccia del fanbot.

L’utilizzo in Formula 1 potrebbe portare i tifosi anche all’interno dei box, piuttosto che al muretto o in altra posizione privilegiata della pista. Considerando che la chiusura a internet, da parte di Ecclestone, arriva proprio dalla difficoltà di monetizzare il prodotto, chissà che una pazza soluzione come questa non possa attirare la sua attenzione.

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