Prost Grand Prix, l’esperimento del Professore

3 agosto 2014 08:30 Scritto da: Alessandro Bucci

Nel 1996, il quattro volte Campione del Mondo Alain Prost, rilevò la Ligier per iniziare un’avventura che sarebbe durata cinque anni. Se la carriera nei panni di pilota per il francese è stata un’autentico capolavoro, non si può dire lo stesso dei risultati ottenuti dal “Professore” in veste di team manager: 83 GP nella massima serie, zero vittorie, miglior risultato nel Costruttori un sesto posto nell’anno del debutto.

Burti Prost Grand Prix 2001

E’ buffo pensare che la Ligier, storica scuderia francese attiva per ben vent’anni in Formula 1, abbia visto la vittoria dell’alfiere Olivier Panis al Gran Premio di Montecarlo nel 1996, anno nel quale la scuderia si apprestava a salutare la massima serie. Un successo che mancava dal 1981, colto da Jacques Laffite al GP del Canada.
Sul finire del ’96 il team fu venduto ad Alain Prost, presenza fissa del Circus, in procinto di iniziare un nuovo percorso come costruttore, un sogno che il Professore cullava da tanto tempo. L’affare (si parla di circa trenta milioni di dollari) non fu dei più semplici, dal momento che venne preceduto da complesse trattative tra l’allora boss della Ligier Flavio Briatore, tra il Patron della Formula 1 Bernie Ecclestone, tra il governo francese e dal fornitore di motori Peugeot, propulsori che il team inizierà ad usare solamente nel secondo anno di vita.

Sostanzialmente, nell’anno d’esordio in F1 1997, il team francese utilizzò progetti e vettura programmati dalla Ligier l’anno precedente. La Prost Grand Prix JS45 motorizzata Mugen Honda e gommata Bridgestone, sbalordì in parte la concorrenza grazie alle prodezze del pilota francese Olivier Panis, autore di due ottimi podi nelle prime sei gare. Non andò altrettanto bene al nipponico compagno di squadra, Shinji Nakano, vittima di ben quattro ritiri consecutivi nei primi sei appuntamenti della stagione.
La svolta del mondiale, purtroppo in negativo, arrivò al GP del CanadaPanis si fratturò le gambe e dovette cedere la propria vettura al pilota Minardi, Jarno Trulli. Ironia della sorte, Nakano centrò la zona punti per la prima volta proprio a Montrèal.

L’abruzzese si comportò molto bene, ottenendo due sudati quarti posti rispettivamente a Silverstone ed Hockenheim, mentre Nakano ritrovò la zona punti dopo tante sofferenze al GP d’Ungheria. Jarno Trulli si trovò addirittura in testa per due terzi di gara in Austria, fino al cedimento del propulsore, ma la prodezza del pilota italiano resterà nella memoria degli appassionati.

Al Nurburgring, in occasione del GP di Lussemburgo, Oliver Panis tornò alla guida della Prost ed ottenne subito un punto. Mentre a Jerez Michael Schumacher e la Ferrari videro infrangersi i loro sogni di gloria contro la Williams Renault di Jacques Villeneuve, la Prost Grand Prix chiudeva la stagione al sesto posto nel costruttori con ben ventun punti nel carniere, ben sei in più rispetto alla passata stagione, quando il team si chiamava Ligier.

Il 1998 fu un anno di svolta per la Prost Grand Prix, dal momento che la monoposto fu interamente progettata dallo staff del “Professore”. L’ex pluri Campione del Mondo F1 fece un grosso investimento per rafforzare la squadra, ingaggiando l’esperto direttore tecnico Bernard Dudot e raddoppiando l’organico della squadra. Alain Prost inoltre trasferì la sede del team da Nevers a Guyancourt, un sobborgo di Parigi. L’aumento degli sponsor consentì alla Prost Grand Prix di disporre di un budget adeguato per sopravvivere nella massima serie.
Per affiancare la bandiera Olivier Panis, venne ingaggiato Jarno Trulli, autore di una buona parentesi di stagione nel 1997. La AP01 motorizzata Peugeot e gommata Bridgestone fu, tuttavia, un autentico disastro: il primo ed unico punto iridato arriverà solamente al tribolatissimo Gran Premio del Belgio grazie a Jarno Trulli. Molti i ritiri per la casa francese e, soprattutto, l’amarezza di aver fatto un grosso passo indietro rispetto all’annata precedente, ancora pesantemente influenzata dalla Ligier. Per la Prost Grand Prix l’anno si chiuse con il nono posto nel costruttori, dinanzi a Minardi e Tyrrell. Alain Prost, particolarmente turbato da un’annata a dir poco deludente, si rivolse al famoso progettista britannico John Barnard, con lo scopo di servirsi della sua compagnia.

Il 1999 non vide grosse novità per il team del “Professore”, eccezion fatta per l’inserimento di un nuovo propulsore Peugeot più potente del predecessore. La AP02 andò incontro a numerosi ritiri nelle prime sei gare, ma collezionò anche qualche punto grazie ad un sesto posto di Panis al GP del Brasile ed al sesto posto di Jarno Trulli al Montmelò. Alain Prost decise tuttavia di apportare modifiche all’interno della squadra, causando qualche malumore: l’assunzione dell’ex direttore tecnico Footwork Alan Jenkins, portò alle dimissioni di Bernard Dudot. Nella seconda parte di stagione la Prost Grand Prix si rivelò più affidabile e, oltre ad un sesto posto di Panis ad Hockenheim, arriverà anche l’insperato podio al tribolatissimo Gran Premio d’Europa sul tracciato del Nurburgring. Jarno Trulli concluse la gara al secondo posto, alle spalle della Stewart di Johnny Herbert.

Nelle ultime due gare della stagione, la scuderia di Prost andò incontro a quattro ritiri. Un disastro, ma va ricordata la grande prestazione di Panis nel GP del Giappone quando, scattato dalla sesta piazza in griglia, si portò in terza con una partenza memorabile.

I nove punti conquistati nella stagione permisero alla Prost Grand Prix di concludere al settimo posto nella classifica costruttori e il 2000 si profilò come un anno abbastanza cruciale per il team francese. Anno nuovo, vita nuova: Alain Prost si sbarazzò di entrambi i piloti e chiamò l’esperto connazionale Jean Alesi, affiancandogli il debuttante Nick Heidfeld, fresco campione di Formula 3000, soprannominato “the quick” per le sue doti velocistiche. La AP03 sarebbe dovuta essere la vettura della riscossa, ma la realtà fu ben diversa: sette ritiri nelle prime sei gare del Mondiale e addirittura una squalifica nel GP d’Europa per Nick Heidfeld, trovato sottopeso alle verifiche. Alan Jenskins salutò la scuderia in seguito al Gran Premio di Monaco e i rapporti tra il team e il fornitore di motori Peugeot sembrò incrinarsi. I punti parevano un miraggio e l’imbarazzante collisione tra Alesi ed Heidfeld a Zeltweg, fu il segnale più evidente che qualcosa non andava.

Nel Gran Premio di Germania, la gara entrata nella Storia per via dell’invasione di pista di un ex dipendente Mercedes e per la mirabile rimonta di Rubens Barrichello sotto la pioggia, Jean Alesi fu vittima di un terribile incidente a causa di una collisione con la Sauber di Pedro Paulo Diniz. Fortunatamente il francese ex Ferrari se la cavò senza troppi problemi.  Il 2000 fu probabilmente l’annata peggiore per la Prost Grand Prix, fanalino di coda nella Classifica Costruttori.

Nel 2001, Alain Prost fece un ultimo tentativo affidandosi ai motori Ferrari, ribattezzati Acer per motivi legati allo sponsor. La AP04 beneficiava anche del blocco del cambio a sette velocità del Cavallino Rampante, le gomme Bridgestone vennero accantonate in favore della Michelin, in occasione del ritorno del marchio nella massima serie.
Il direttore tecnico Henri Durand progettò una vettura apparentemente competitiva e l’ingresso nel team di Pedro Paulo Diniz, appena ritiratosi dalle corse, portò lo sponsor Parmalat alla Prost Grand Prix, mossa che permise al team Prost di colmare il grosso vuoto lasciato dalla partenza dello storico sponsor Gauloises. Nick Heidfeld si accasò alla Sauber ed il suo posto venne preso dall’ex Minardi Gaston Mazzacane. Le premesse per una stagione decisamente migliore rispetto a quella precedente sembravano esserci, ma la realtà fu ancora piuttosto dura con la squadra francese: sebbene l’affidabilità fosse decisamente migliorata, soprattutto per quanto riguardò la monoposto di Jean Alesi, la zona punti continuava a sfuggire ai due piloti, quasi sempre relegati al centro gruppo. Dopo sole quattro gare Mazzacane fu spedito altrove e il suo posto venne rilevato dal brasiliano Luciano Burti. L’ex pilota Jaguar verrà tristemente ricordato per due terribili incidenti, rispettivamente quello nelle fasi di partenza ad Hockenheim e la collisione con Irvine a SPA. In Germania, il brasiliano centrò in pieno la Ferrari di Michael Schumacher che procedeva lentamente a causa di un problema al cambio e la Prost decollò in aria salvo poi centrare due Arrows in fase di discesa, ma fortunatamente non vi furono feriti.

Nelle Ardenne invece, mentre Burti cercava di sorpassare l’irlandese della Jaguar, vi fu un contatto tra i due e il brasiliano perse il controllo della AP04 finendo violentemente contro i muri di gomme. Furono attimi di terrore e persino Eddie Irvine si impegnò per aiutare i soccorsi, aiutandoli nell’estrazione della vettura.

Il pilota fu costretto al ritiro dal Mondiale per via delle contusioni e il suo posto venne rilevato dal debuttante Tomas Enge. Alesi invece centrò qualche volta la zona punti, rimediando un sesto posto al GP di Montecarlo, un quinto posto nella gara successiva a Montreal ed infine marcò un punto ad Hockenheim. Al Gran Premio d’Ungheria tuttavia, il francese si accasò alla Jordan e vi fu uno scambio di sedili, con Heinz-Harald Frentzen che passò alla Prost. Il tedesco centrò una splendida seconda fila nelle qualifiche del GP del Belgio, ma fu costretto ad arretrare in griglia per via dello spegnimento del motore. La stagione finì con i soli quattro punti conquistati da Jean Alesi al nono posto della Classifica Costruttori.

I problemi finanziari iniziarono a crescere quando la mancanza di risultati e la rottura del rapporto con Pedro Paulo Diniz, lasciarono il team privo di concreti sostegni economici. Nel 2002 il team fu costretto a dichiarare bancarotta e la Prost Grand Prix sparì per sempre dalla massima serie. “…è una sconfitta, un fallimento totale per la Francia. Mi hanno linciato, non si è fatto vivo nemmeno uno sponsor o un investitore francese…” dichiarò con delusione il Professore ai giornalisti in seguito alla chiusura della scuderia, avvenuta in concomitanza alla sconfitta nel trotto di Varenne a Vincennes.

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