Alonso: “Essere un lottatore fa parte del mio DNA”

12 agosto 2014 07:24 Scritto da: Alessandro Bucci

Fernando Alonso è indiscutibilmente uno dei piloti più forti in circolazione, ritenuto da molti addetti ai lavori il numero uno in quanto a completezza e per la sua capacità di massimizzare molto spesso il risultato. L’asturiano ha sempre dimostrato molta determinazione e cuore nel corso della sua carriera, ma è soprattutto negli anni difficili in Ferrari che è stato costretto a lottare più duramente, dimostrando di essere un combattente come pochi. Sul sito ufficiale della Ferrari, ‘Nando si è lasciato andare ad alcune interessanti considerazioni sul suo conto, non raccontando nulla di nuovo, ma tracciando un ritratto fedele del suo approccio alle corse ed alla vita.

GP UNGHERIA F1/2014

Il due volte Campione del Mondo, Fernando Alonso, rincorre il titolo iridato da ben otto anni, senza contare che non vede la bandiera a scacchi per primo dal GP di Spagna 2013. Una situazione tutt’altro che facile quella dell’asturiano della Ferrari, ma ‘Nando non si è mai perso d’animo, dimostrando più volte di essere uno dei più grandi talenti che abbiano mai corso in Formula 1, sicuramente degli ultimi vent’anni. Sulle deludenti prestazioni della F14T sono già stati scritti fiumi di parole, ma l’asso di Oviedo continua a guardare avanti, conscio di avere le risorse personali per poter tornare ad indossare la corona di Campione del Mondo in futuro, dopo esserci già andato vicino nel 2010 e nel 2012.

Il secondo posto ottenuto al Gran Premio d’Ungheria 2014, ultima tappa prima della pausa estiva, non può che aver fatto bene allo spagnolo della Ferrari che, sul sito ufficiale della scuderia, ha espresso il suo pensiero: “Mi definisco un lottatore perché fa parte del mio carattere, del mio Dna il lottare sempre e pensare che sempre c’è una possibilità: quando le cose vanno bene per cercare di fare di più, quando vanno male per cercare di rimediare. Non solo in Formula 1, ma anche nella vita di tutti i giorni c’è sempre una lotta”.

Lo spagnolo si è espresso anche circa i pericoli legati alla sua professione, come gli incidenti: “La paura in Formula 1 non esiste, c’è sempre rispetto per la macchina, la velocità, quello che facciamo, ma non c’è mai paura. Sul bagnato, con pochissima visibilità, ti senti scomodo, ma non provi paura, vorresti solo togliere l’acqua per andare più veloce. La macchina, alla fine, è il tuo ufficio. Quando me la sono vista brutta? Quando fai incidenti o errori troppo alla vista di tutti e vorresti sparire per qualche settimana per fare in modo che non ti veda nessuno. Succede in tutti gli sport, specie in F.1 e negli sport più mediatici questo aumenta, poi ricordi che accade a tutti e non ci pensi”.

Fernando non ha mai dimenticato di ringraziare papà José Luis, figura chiave per la sua carriera e in questa intervista a cuore aperto non ha certo fatto eccezione: “Devo dire grazie a tante persone che mi hanno aiutato, ma in particolare a mio padre che mi è sempre stato accanto, prima in go kart, poi nelle monoposto. Anche se non c’è fisicamente in tutte le gare o nelle mie giornate di lavoro, lui è sempre lì: qualsiasi cosa mi accada a livello personale o lavorativo io lo chiamo e ha sempre il suo punto di vista. Al 99,9% ha ragione e lo ascolto sempre con grande interesse”.

Alonso, come tutti i campioni di razza, corre esclusivamente per la vittoria, dando il massimo ad ogni evento: “La vittoria mi fornisce un effetto motivante. Quando le cose vanno bene hai una settimana di grande motivazione ed esaltazione dove vuoi fare ancora di più con il tuo team e i tuoi ingegneri. Hai più idee e creatività, ti alleni più intensamente perché vuoi ripetere la vittoria e riprovare certe sensazioni. È importante vincere ogni tanto perché ti ricarica le batterie”.

4 Commenti

Lascia il tuo commento

Devi aver fatto il Log In per poter inserire un commento

Se non fai parte della community, registrati qui!