Le vittorie di Thierry Boutsen in Formula 1

19 agosto 2014 18:03 Scritto da: Alessandro Bucci

In Formula 1 dal 1983 al 1993, Thierry Boutsen ha ottenuto tre vittorie nella sua decennale carriera, esordendo per la Arrows e passando poi a team di prestigio quali Benetton e Williams, prima di chiudere la sua avventura nella massima serie al volante della Jordan. Ritenuto un ottimo collaudatore, il pilota di Bruxelles ha ottenuto diversi successi con le ruote coperte, dovendo tuttavia ritirarsi dalle corse nel 1999 a causa di un incidente alla 24 Ore di Le Mans.

Thierry Boutsen 1989

Dici Thierry Boutsen e, se sei un patito della Formula 1 degli anni ’80 e ’90, ti si scalda subito un po’ il cuore. Il talento di Bruxelles, infatti, è stato uno di quei piloti non particolarmente considerati dal grande pubblico, ma che hanno fatto parte di quella massima serie “magica”, trainata da un certo “Magic” Senna. Molto competitivo sul bagnato e giudicato ottimo collaudatore, Thierry Boutsen è quasi certamente il pilota belga più importante tra i ventuno che hanno sino ad ora corso in Formula 1.

Boutsen nacque a Bruxelles il 13 luglio 1957 e la sua carriera automobilistica iniziò all’età di diciotto anni, quando entrò a far parte della scuola per piloti Pilette, a Zolder. Thierry capì che la sua strada era quella del pilota professionista ed abbandonò così gli studi di ingegneria, preparandosi a debuttare in Formula Ford 1600 nel 1977. Boutsen comprò una vettura e corse tramite i propri mezzi. Ed i fatti gli diedero subito ragione: l’anno seguente, il pilota belga riuscì a vincere il campionato salendo sul gradino più alto del podio addirittura  in quindici gare su diciotto. Il passaggio alla Formula 3 avvenne nel 1979 e, sebbene il primo anno non fu dei più facili per Thierry, il secondo vide il pilota belga terminare la stagione al secondo posto nella classifica Piloti, dietro ad un certo Michele Alboreto, avversario che Boutsen ritroverà anche nella massima serie. Nel 1981 Thierry passò alla Formula 2 partecipando anche alla 24 Ore di Le Mans, durante la quale ebbe un terribile incidente causato dal cedimento di una sospensione. Purtroppo un commissario di percorso, Thierry Mabillat, morì in quelle circostanze, mentre Boutsen uscì miracolosamente illeso dai rottami della sua vettura.

Il 1983 fu un anno importante per il belga di Bruxelles, dal momento che passò alle vetture da turismo disputando il campionato europeo, ma esordì anche in Formula 1, arrivandoci come pilota pagante. 500.000 dollari la cifra che Boutsen sborsò alla scuderia Arrows per correre con loro a partire dal Gran Premio del Belgio, sesta gara del calendario. La A6 motorizzata Ford-Cosworth non era certo una delle vetture più competitive del lotto e, nonostante due finali vicinissimo alla zona punti -rispettivamente al Gran Premio degli U.S.A. e del Canada-, Boutsen chiuse la stagione con zero punti conquistati e due ritiri. Andò leggermente meglio l’anno successivo, con tre finali a punti, in particolare i quinti posti del GP di San Marino e del Gran Premio d’Austria, ma gli otto ritiri pesarono molto alla fine della stagione. Nel 1985 arrivò il primo podio in carriera per Thierry, secondo ad Imola con l’Arrows motorizzata BMW, in circostanze alquanto bizzarre: Bousten chiuse infatti terzo dovendo spingere la vettura oltre la linea del traguardo. Fu poi classificato secondo, ad un giro di distacco da Elio De Angelis, in quanto Alain Prost fu squalificato. La stagione proseguì con un quarto posto al GP di Germania ed altri discreti piazzamenti, si trattò della miglior stagione di Boutsen con il team di Milton Keynes. Il pilota belga, quell’anno, vinse anche la 24 Ore di Daytona al volante di una Porsche 962, a conferma dell’eccleticità del talento di Bruxelles, a suo agio in diverse categorie. Il 1986 andò decisamente peggio: l’Arrows A8 equipaggiata BMW sembrò inizialmente poter ambire alla zona punti, sebbene qualche problema di affidabilità, ma ben presto il team britannico capì che non ci sarebbe stata trippa per gatti e l’introduzione dell’A9 non cambiò le carte in tavola, con entrambi i piloti a secco di punti al termine del campionato.

Nonostante una brutta annata per Thierry -la quarta con il team Arrows-, la scuderia Benetton dimostrò interesse nei suoi confronti che ripagò subito le aspettative della squadra italiana andando a punti nell’inaugurale GP del Brasile. Il 1987 fu un buon anno per Boutsen che, al volante della competitiva B187 Ford Cosworth, chiuse all’ottavo posto nella classifica Piloti con 16 punti conquistati, sei finali a punti compreso un podio nel conclusivo Gran Premio d’Australia. La stagione successiva fu ancora meglio per Thierry, nove volte in zona punti, con cinque terzi posti e 27 punti totali che gli consentirono di chiudere il campionato in quarta posizione, miglior risultato mai raggiunto in carriera dal pilota di Bruxelles. Nonostante un 1988 da ricordare, a Boutsen continuava a mancare la vittoria, obiettivo che raggiunse nel 1989 con la Williams Renault, scuderia con la quale firmò un contratto biennale. Le prime cinque gare del Mondiale non riservarono grandi sorprese a Thierry che andò incontro a due ritiri, ma riuscì a portare l’FW12C a punti sia a San Marino che negli Stati Uniti, preludio a quella che sarà il suo primo successo nella massima serie.

Gran Premio del Canada 1989, prima vittoria per Boutsen in Formula 1 – Piazzata la sua Williams Renault in sesta posizione nelle qualifiche ad oltre un secondo e tre decimi dal Poleman Prost, Thierry dimostrò di trovarsi molto a suo agio in gara, in condizioni di bagnato. Una serie di circostanze fortuite, tra le quali la squalifica di Mansell e Nannini e la rottura della sospensione per il francese della McLaren già al secondo giro, sfoltirono un po’ la concorrenza. Inoltre, la pista che andò ad asciguarsi, vide diversi concorrenti andare ai box per montare le slick, scelta non condivisa dalla Williams che passò così a condurre con Patrese seguito da Boutsen. Senna iniziò a rimontare rapidamente e approfittò del cambio gomme dell’italiano della Williams per portarsi in seconda posizione, sopravanzando poi Warwick (momentaneamente in testa) nel corso del 39º giro e prendendo il comando. Ayrton Senna condusse sino a tre giri dal termine, quando dovette ritirarsi per la rottura del motore. A passare in testa fu proprio Boutsen che conquistò così la sua prima vittoria in carriera davanti al compagno di squadra Patrese. A completare il podio, l’italiano Andrea De Cesaris su Dallara.

La stagione 1989 continuò tra ritiri e terzi posti, una vera e propria altalenta per Boutsen che vinse il suo secondo GP in carriera nel conclusivo appuntamento di Adelaide, stabilendeo così il suo primato personale di punti in una stagione chiudendo con 37 punti al 5° posto nella classifica Piloti.

Gran Premio d’Australia 1989, seconda vittoria in carriera – In un’atmosfera surreale, dovuta allo scontro tra Senna e Prost in lotta per il titolo nel GP del Giappone, si corse ad Adelaide, con il “Professore” laureatosi Campione del Mondo a Suzuka tra le polemiche. Boutsen qualificò la sua Williams in quinta posizione ad oltre un secondo e un decimo dal Poleman Senna, ma fu in gara che il pilota belga sfoderò tutte le sue armi, ancora una volta in condizioni di bagnato. Il GP d’Australia vide una seconda ripartenza a causa di un incidente verificatosi nel primo giro, con Prost che si rifiutò di prendere parte alla gara per via delle condizioni climatiche ai limiti del realistico. A guidare la corsa fu l’immancabile Senna, abile come nessun altro a danzare sulla pista bagnata, ma al 13° giro accadde l’impensabile, con il brasiliano che tamponò violentemente la Brabham di Brundle e per il fuoriclasse della McLaren la gara terminò lì. A prendere il comando fu dunque Boutsen, bravissimo a chiudere la corsa in testa nonostante il nubifragio con un pesante distacco su Nannini e Patrese.  

Il Campionato 1990 fu tutto sommato positivo per Boutsen, con tre podi complessivi e parecchi piazzamenti a punti, sesto nella classifica finale con tre punti in meno rispetto alla passata stagione. La terza ed ultima vittoria in Formula 1 arrivò a Budapest, angusto tracciato ungherese nel quale l’anno prima un certo Mansell aveva regalato grande spettacolo.

 Gran Premio d’Ungheria 1990, terza vittoria in carriera – Il pilota belga partì subito a marce alte conquistando la sua prima ed unica Pole position in Formula 1, precedendo il compagno Patrese di appena 36 millesimi. La Williams FW13B dimostrò di adattarsi molto bene alla pista ungherese, tanto che Boutsen dominò letteralmente la corsa dal primo all’ultimo giro, difendendosi nel finale da un arrembante Senna. Molto probabilmente si tratta della vittoria più bella e netta di Thierry Boutsen, dal momento che il talento di Bruxelles non arrivò sul gradino più alto del podio anche grazie a circostanze fortuite.

Terminata l’esperienza con il team di Grove, Boutsen nel 1991 fece posto al ferrarista Nigel Mansell ed approdò alla Ligier, team storico ormai in declino. Il pilota belga riuscì a conquistare solamente due punti l’anno successivo nel conclusivo GP d’Australia, sul tracciato di Adelaide, pista nella quale Thierry ha sempre eccelso. L’ultimo anno di Formula 1 Boutsen lo spese alla Jordan nel ruolo di sostituto di Ivan Capelli, ma non arrivarono soddisfazioni. Trentaseienne e stanco della Formula 1 che andava sempre di più incontro ad una rivoluzione elettronica e tecnologica, il belga lasciò il mondo della massima serie dopo il GP del Belgio, approdando alle categorie americane, guidando in Indy e soprattutto su vetture sport, cogliendo inoltre nel ’97 un bel secondo posto alla 24 Ore di Daytona. Due anni dopo la conclusione della carriera in seguito ad un bruttissimo incidente alla 24 Ore di Le Mans, al volante di una Toyota GT One.

Dopo essersi ritirato dalle corse, Boutsen ha iniziato a dirigere una compagnia aeronautica già avviata nel 1997 nel Principato di Monaco, dove il belga aveva costituito una società assieme ad un amico iniziando a vendere aerei a ex colleghi: Heinz-Harald Frentzen è stato il primo cliente della compagnia di Thierry, seguito poi da Keke Rosberg, Mika Hakkinen, Michael Schumacher, Guy Ligier e altri personaggi del mondo della Formula 1.

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