Tecnica: in arrivo i pistoni trattati ai nanopolimeri

20 agosto 2014 18:17 Scritto da: Mario Puca

La Nanoprom ci ha rivelato in esclusiva un trattamento dei pistoni appositamente studiato per i motori di Formula 1.

pistone

La pausa estiva volge ormai al termine e con essa anche gli insistenti rumors sul rivestimento degli scarichi della Ferrari. Questo weekend, infatti, dovremmo scoprire se e come i tecnici del Cavallino interverranno sui terminali di scarico della F14T. Ciò che già sappiamo con certezza è che la Nanoprom, l’azienda italiana già nota nel circus per la verniciatura dei cerchi al silicio (Polysil), con il rivestimento degli scarichi non c’entra affatto.

È stato lo stesso titolare della Nanoprom, l’eclettico Gianluca Falleti, a smentire possibili coinvolgimenti della sua azienda al di fuori dei campi che già conosciamo (trattamento dei cerchi, delle visiere e delle carrozzerie). Tuttavia il Sig. Falleti non ha nascosto che la sua azienda, leader nel campo delle nanotecnologie, è al lavoro anche su altre applicazioni dei propri prodotti, alcune delle quali riguardano proprio i propulsori.

Ovviamente non potevamo non chiedergli di dirci qualcosa in più e siamo riusciti a strappargli qualche interessantissima novità. Quella che ci ha incuriosito maggiormente è relativa al trattamento del cuore di ogni motore termico: il pistone. La Nanoprom, infatti, ha messo a punto un trattamento particolare dei pistoni a base di nanopolimeri di argento, carbonio, alluminio e grafene studiato appositamente per migliorare le prestazioni dei motori. Grazie a questo trattamento superficiale dei pistoni, si ha una riduzione del coefficiente di attrito di ben dieci volte rispetto a pistoni non trattati; ciò significa maggiore scorrevolezza all’interno dei cilindri e quindi miglior efficienza delle parti meccaniche coinvolte, oltre che una loro minor usura.

Il trattamento, poi, incide anche sulle temperature nelle varie fasi di utilizzo, con un importante miglioramento della capacità di dissipazione del calore che aumenta del 5-7% fino a raggiungere addirittura il 30% quando le temperature salgono ai 300°.

E non è finita qui: il trattamento ai nanopolimeri, secondo quanto ci ha rivelato la Nanoprom, ha anche un’altra fondamentale caratteristica: le superfici, una volta trattate con questo speciale prodotto, permettono ai gas di scorrere più velocemente, con una drastica riduzione di residui carboniosi. Il trattamento, inoltre, è stato studiato anche per una migliore lubrificazione delle parti, incrementando la permanenza dei fluidi con maggiore uniformità sulle superfici.

I risultati ottenuti nella fase di sperimentazione del trattamento sono stati davvero sorprendenti, come dimostrano i dati che ci ha fornito l’azienda italiana (certamente una minima parte rispetto a quelli raccolti) e date le tantissime criticità mostrate dalle attuali Power Unit è plausibile che il trattamento dell’italianissima Nanoprom diventi presto un “must” per tutti i propulsori di Formula 1 e non solo.

14 Commenti

  • si comincia a parlare di grafene, il materiale del futuro. nei prossimi 10 anni ci sarà uno sviluppo enorme nell’utilizzo di questa nanotecnologia.

  • Giuseppe.Ferrari

    Si ma in ogni caso il regolamento non vieta l’aumento prestazionale. I motori non verrebbero modificati e non vi sarebbero differenze fisiche tra il precedente motore ed il nuovo, quindi non vedo perché non dovrebbe essere applicabile.

    • Leggi meglio,durante la stagione nessuna modifica prestazionale è ammessa.
      Per il prossimo anno non sono sicuro, il dubbio è se la Ferrari ha pensato di sperimentare tale soluzione, ma a questa domanda puo’ risponderci solo il titolare della NanoProm. Naturalmente sempre che già non sia usata.

      • Giuseppe.Ferrari

        Non è ammessa nessuna modifica fisica al motore per aumentarne le prestazioni, ma non è che non è ammessa nessuna operazione. Il motore non viene toccato minimamente nella sua struttura..

  • una domanda ma queste soluzioni non si potrebbero già usare adesso nel nome dell’affidabilità

    • Aumentando l’efficienza sarebbero viste come modifiche atte a migliorare le prestazioni, ma poi comunque a differenza del Renault il Ferrari non ha alcun problema di affidabilità quindi sarebbe solo una modifica prestazionale non applicabile. 😉 Sempre che qualcuno ne valuti l’utilizzo in Scuderia…

  • Devo dire che tra i tanti punti del regolamento tecnico mi sono perso e non so se sarebbe consentito il rivestimento ad motore che non lo ha. Speriamo sia così. Brava NanoProm!

  • Giuseppe.Ferrari

    Da quasi ingegnere (non meccanico) intuisco che anche la potenza aumenti…

    • Piu’ che altro essendo il flusso di carburante fissato per regolamento, quantomeno aumenta l’efficienza, quindi il consumo, per la potenza teoricamente potrebbe resistere a miscele più povere, quindi si potrebbe aumentare la pressione del turbo.
      Ci sarebbero evidenti miglioramenti, se i dati sono realistici, di raffreddamento e lubrificazione. Senza limite di flusso girerebbero molto più alti e con tanta potenza in più, con minori rischi di affidabilità.
      Praticamente è il segreto del motore Mercedes detto in poche parole.

      • Giuseppe.Ferrari

        Dubito che comunque vedremo queste soluzioni applicate alla F14T. Forse (e dico “FORSE”) la Ferrari le adotterà nella prossima stagione, conoscendo l’andazzo degli ultimi anni. Spero di sbagliarmi e di vederle a SPA tra qualche giorno.

  • Sapevo che già la Mercedes quest’anno usa un suo brevetto proprietario molto simile.

    • PazzoINRosso

      …..non ho parole…..

      • Perchè l’ho scritto male? Sai sono tornato nella mia terra natia e l’italiano lo sto mescolando un po’.
        Se è per il brevetto Mercedes, non ricordo il nome, ma lo usa anche su alcune auto di serie.
        Buon per noi che esistano ditte come la Nanoprom che trovano soluzioni innovative che tutti possono utilizzare, finchè non saranno vietate da regolamento per la riduzione dei costi. 😉

      • PazzoINRosso

        Nono è che sta Mercedes mi sta facendo cadere nello sconforto

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