F1 Story | Monza 2006: Schumy vince, abdica ed emoziona

2 settembre 2014 10:00 Scritto da: Marco Di Marco

Al Gran Premio d’Italia 2006, Schumacher riesce a vincere e riaprire la lotta al titolo mondiale. Ma, al termine della corsa, annuncia il ritiro dalla Formula Uno.

Schumacher Monza

Ci sono momenti nella vita di una persona che devono essere vissuti per assaporare ogni minima sfumatura delle emozioni che riescono a regalare e per ricordare, a distanza di tempo, quelle sensazioni indimenticabili. Il momento cui oggi rendiamo omaggio ha una data stampata a fuoco sulla pelle di tutti i ferraristi, 10 settembre 2006. Il Gran Premio di Italia di quella stagione, infatti, regalò un mix di emozioni difficilmente rivissute in altri eventi simili.

Tutto ebbe inizio sin dalla vigilia della gara, quando le voci di corridoio annunciavano, senza alcuna ufficialità, l’addio di Michael Schumacher al mondo della Formula 1. Il campione tedesco, venerato come un dio dai tifosi della Rossa, evitò qualunque tipo di commento nel corso del weekend, focalizzato sull’obiettivo principe di quella stagione. Recuperare lo svantaggio in classifica dalla Renault di Fernando Alonso e conquistare l’ottavo titolo iridato.

Sin dalle qualifiche il clima si arroventò. La pole position fu conquistata per soli due millesimi di vantaggio su Schumacher da Kimi Raikkonen su McLaren, mentre Alonso fu retrocesso in decima posizione a causa di un presunto, ma mai concretamente dimostrato, blocco nei confronti della seconda guida Ferrari Felipe Massa.

La controversa decisione dei commissari fu fortemente criticata dallo spagnolo e dall’allora team manager della Renault, Flavio Briatore. Furono mostrati alla stampa i fotogrammi delle qualifiche dove, secondo i componenti del team anglo francese, si evidenziava la assoluta regolarità di comportamento dell’asturiano ma, nonostante la strenua difesa in mondovisione, l’orientamento dei commissari non cambiò di una virgola.

L’unica scelta per Alonso era quella di sfogare la sua rabbia in gara.

Allo spegnersi della luce rossa, Raikkonen e Schumacher si involarono in solitaria seguiti dalla BMW di Kubica e da Felipe Massa, mentre alle loro spalle Fernando Alonso scattò come una molla guadagnando un paio di posizioni. Kimi riuscì a mantenere il distacco su Schumacher ad un secondo, mentre il resto del gruppo si allontanava sempre di più con Kubica, primo degli inseguitori, staccato di 7 secondi dopo appena cinque giri, mentre Alonso si vedeva costretto ad ammirare il retrotreno della Honda di Jenson Button.

Il primo momento clou della gara arrivò al giro numero 15. Raikkonen rientra ai box e Michael, con pista finalmente libera, iniziò ad effettuare veri e propri giri da qualifica per aumentare il vantaggio sul pilota finlandese. Due giri velocissimi, degni del talento cristallino del pilota tedesco, che consentirono alla rossa numero 5 di effettuare il pit stop e ripartire proprio davanti al finlandese della McLaren.

In testa alla gara, per la prima volta nella storia della F1, si trovò un pilota polacco – Robert Kubica, per l’appunto – talento emergente di casa BMW. Il giro numero 21 vide proprio il giovane Robert rientrare ai box per effettuare rifornimento e cambio gomme. In quel momento l’esplosione del tifo ferrari in circuito fu assordante.

Schumacher si trovò al comando della gara, seguito da Raikkonen. Michael iniziò a spingere ed a dare il tutto per tutto per distanziare Kimi. Al trentesimo passaggio, con 3.2 secondi di vantaggio sul finlandese, Schumacher fece un dritto nel tentativo di doppiare la Toro Rosso di Scott Speed. Una incomprensione di un attimo, capace di far tornare alla memoria la toccata con le gomme della prima variante avvenuta 10 anni prima che, tuttavia, non impedì al tedesco di cogliere il primo successo con la Rossa a Monza.

Nessun danno per la vettura e testa della corsa ancora saldamente nelle mani di Schumacher che, anche dopo la seconda tornata di pit stop, si trovò a guidare le danze seguito da Raikkonen. Quando ormai mancavano solo 10 giri al termine della gara, ecco arrivare il colpo di scena. Alla fine del rettilineo principale esplose il V8 della Renault di Alonso. Un fragore sovrastato soltanto dall’urlo dell’intero autodromo consapevole che la remuntada di Schumacher era cosa concreta.

L’olio lasciato dal propulsore francese tradì Massa, che scivolò sul liquido e, saltando sul cordolo, bucò una gomma. Un giro intero a bassa velocità per tornare ai box significava solo una cosa: l’addio al podio. Lo sventolare della bandiera a scacchi sancì la vittoria di Schumacher davanti a Raikkonen e Kubica, ma fu l’immediato annuncio del ritiro dalla Formula 1 del tedesco che rimase scolpito nella memoria di tutti.

Le immagini di Todt, Montezemolo e della moglie Corinna visibilmente commossi in corsia box mentre Michael abbracciava e ringraziava tutti, fecero il giro del mondo e indicavano una sola cosa. La Ferrari da quel momento in poi, avrebbe dovuto camminare sulle sue gambe, priva del condottiero che l’aveva risollevata dopo anni di sconfitte.

Sul podio, Schumacher, osannato dalla marea rossa, abbracciò Raikkonen, suo sostituto per la stagione 2007, indicando quelle migliaia di tifosi impazziti quasi a voler cedere simbolicamente il testimone.

Quel 10 settembre 2006 i tifosi ferrari vissero un’altalena di emozioni. Il contrasto tra gioia e malinconia, tra felicità per una vittoria decisa e smarrimento per l’addio ad un campione unico, restano indelebili nel cuore di tutti gli amanti della rossa grati a Michael per aver dedicato tutto se stesso nell’impresa di far tornare la Ferrari un team vincente.

15 Commenti

  • Concordo con te Bulghe, il fatto di aver goduto tutta la carriera di Schumi in ferrari resterà indelebile nella mia memoria! Se ora dovessi riguardarmi qualche filmato dei bei tempi mi viene troppa malinconia… grazie Schumi per quello che mi hai dato e che mi darai in futuro col tuo recupero!!! Devi farcela! Mi manchi!!!

  • Semplicemente unico, un vero lottatore, nato per vincere, anche se ogni tanto non lesinava qualche scorrettezza di troppo, ma lui era così, non accettava la sconfitta doveva primeggiare, fuori pista una persona seria, mai uno scandalo, un uomo, un padre, e un marito esemplare… io personalmente, sportivamente parlando, ringrazio Dio di aver potuto godere in pieno le gesta di questo Monumentale pilota, conservo ancora i giornali di tutte le sue vittorie con la Rossa…. Grazi Schumi per sempre!!

  • Sera a tutti, questo è il mio primo commento da iscritto al blog, dopo che vi leggo da 3 anni ormai. Ammetto che la F1 è la mia grande passione, a che non sono un esperto come molti di voi, quindi spero di non cadere in fallo esprimendo il mio tifo per la Nostra Rossa… Ho scelto di iscrivermi e di commentare questo articolo per un motivo… Io ho 24 anni e 8 anni fa, in quel caldo 10 Settembre 2006 ero in Parabolica… Ancora oggi mi ricordo la corsa a perdi fiato per raggiungere il podio, gli inni nazionali e lui… Il Nostro Schumy li in cima… Per l’ultima volta a Monza…

  • Che stagione quella 2006 non la dimenticherò mai… anche se alla fine il risultato finale non è stato conseguito per me resterà una delle + belle,non saprei se anteporla o meno a quella 2000 o quella 1996.

  • Non te ne dovevi andar via, avresti potuto continuare almeno altri 3 anni…

    • VERISSIMO schumifan
      Campionati del mondo 2007 e 2008 (2+2) non (2+1)

      • Lui ha sempre dichiarato di non aver voluto bloccare la carriera di Massa dato che la Ferrari aveva già messo sotto contratto Raikkonen.
        Saranno brutte le mie parole e me ne dispiace ma (COL SENNO DI POI) avrei sacrificato la carriera sia di Massa che di Raikkonen pur di averlo tenuto con noi altri 2/3 anni e magari non sarebbe successo quello che è successo,ma questa è la vita.

      • Beh, domenicali disse un paio di tempo fa che con schumacher al volante, la ferrari con domenicali al muretto, avrebbe vinto almeno un mondiale. Visto inoltre che il confronto con rosberg (al netto dei ritiri di entrambi) è quasi a pari livello (con qualche punto a vantaggio di rosberg) direi che lo zio schumy a 40 anni teneva testa ad un ragazzino che sta tenendo testa ad un fuoriclasse.

        Direi che schumacher, se non si fosse fermato il 2007-2009 li avrebbe vinti e pure il 2010.

        Purtroppo non è andata così.

        P.S. comunque il ritiro non era per evitare di bloccare la carriera a massa, ma fu montezemolo a cacciare schumy, todt e il “mangiabanane” Brown (rendendosi conto dopo di aver fatto uno sbaglio).

      • Quando correva con Rosberg pur avendo 20 anni in più tutti lo prendevano in giro, ora si sono resi conto di quanto fosse competitivo Nico.
        Per quanto riguarda Monteprezzolo…beh…lui si sa che di f1 ha sempre capito poco. Michael avrebbe potuto fare i suoi ultimi anni 2007-2008-2009 per poi ritirarsi, invece è tornato in mercedes facendo 2010-2011-2012. Era decisamente “fuori allenamento” e ormai anche anziano.

  • alexander310

    L’ultima perla di Schumy a Monza rossovestito, semplicemente indimenticabile.

    ps: V8 non V10.

  • alexredpassion

    mi ricordo che il suo addio era nell’aria già da qualche tempo, quindi feci uno striscione che attaccai alle reti all’entrata dell’ascari con su scritto “GRAZIE SCHUMI”.
    La domenica mattina in occasione della drivers parade lui si girò verso me (che mi stavo sgolando per chiamarlo) e alzò il pollice con un sorriso.
    La rimonta, la vittoria, la gioia, la festa.
    Poi quell’annuncio, tanto tremendo quanto atteso, che ci incollò tutti ai maxischermi.
    Tanta tristezza, ma anche la gioia e la consapevolezza di aver vissuto dal vivo il più grande di sempre.
    Emozioni indelebili che mi porterò sempre nel cuore.

    Grazie ancora di tutto Michael.

  • Myriam F2013

    Ricordo bene quel gran premio… Una gioia ed un’emozione indelebili, che resteranno nella memoria.
    La felicità per la vittoria di Schumi e per l’esplosione del V10 Renault… e infine la malinconia per l’addio di Schumy alla Rossa.

  • Piccolo refuso… Nel 2006 i motori erano già V8 😉

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