Chester spiega le caratteristiche del tracciato di Singapore

13 settembre 2014 19:46 Scritto da: Davide Reinato

Il Direttore Tecnico della Lotus ci introduce al Gran Premio di Singapore e ne illustra le caratteristiche tecniche e il modo in cui le monoposto dovranno adattarsi.

Lotus 2014

Un salto dal Tempio della Velocità ai muretti di un circuito cittadino. La prossima sfida della Formula 1 prende forma a Singapore, dove la prossima settimana si terrà la quattordicesima tappa del Campionato 2014. Il Direttore Tecnico della Lotus – Nick Chester – ci spiega quali sono le principali caratteristiche del tracciato e quali accorgimenti i tecnici dovranno prendere per far andare al massimo le monoposto.

“Ci sono una serie di curve da affrontare a bassa velocità”, ha affermato Chester. “Riuscire ad ottenere le migliori prestazioni in questo ambito è dunque fondamentale, così come lo è avere stabilità in frenata. Una buona direzionalità e un’adeguata trazione in curva sono importanti su quello che è un circuito unico nel suo genere”.

Quella di Singapore, infatti, è l’unica night race in calendario. Con il calare del sole, si abbasseranno anche le temperature e questo – inevitabilmente – influenza le prestazioni della vettura. “Diventa fondamentale che i piloti ci comunichino costantemente il comportamento assunto dalla monoposto, in modo da consentire ai tecnici di bilanciare nuovamente la vettura nel momento in cui le temperature si abbassano. In ogni caso, con l’esperienza maturata negli anni passati, partiamo già con una buona base di conoscenze su quale tipo di interventi dobbiamo fare per adattarci alle varie situazioni”.

Come sottolinea Chester, l’alta deportanza è fondamentale sulla pista del Marina Bay Circuit. “Si tratta di una pista ad alto carico aerodinamico e tutti lavoreranno in funzione di questo. Tanto dipenderà anche dal modo in cui si gestisce il set-up meccanico per ottenere il miglior comportamento quando si tratta sui cordoli. Inoltre, il circuito ha poco grip ed è importante garantire un buon livello di aderenza nelle curve lente. In termini di gestione dell’energia, si può recuperare molto in fase di frenata e ciò consente di ricaricare adeguatamente le batterie. Su questa pista, più che sui rettilinei, bisogna prestare molta attenzione alla fase di frenata”.

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