In memoria di Jonathan Williams

16 settembre 2014 18:47 Scritto da: Alessandro Bucci

Jonathan James Williams è stato un pilota britannico che ha lasciato il segno nella F.3 degli anni ’60, prima di disputare una corsa al volante della Ferrari in Formula 1 nel 1967, in occasione del Gran Premio del Messico. Williams, amico ma non parente del leggendario Sir Frank Williams, si è spento il 31 agosto 2014 all’età di 71 anni, in Spagna. Ripercorriamo brevemente la carriera dell’inglese, pilota stimato e voluto dal Drake.

Jonathan Williams

Photo by LAT Photographic

Nato a Il Cairo il 26 ottobre del 1942, Jonathan James Williams iniziò a gareggiare sul finire degli anni ’50, mentre studiava al Chelsea College of Aeronautical & Automobile Engineering. Il ragazzo britannico, appena maggiorenne, trascorreva certamente più tempo a scorazzare illegalmente con la sua Mini lungo le strade di un aeroporto locale, piuttosto che a studiare sui pesanti libri scolastici. Williams lo faceva in compagnia dell’amico coetaneo e connazionale Piers Courage, futuro pilota Lotus, BRM e Brabham, tragicamente scomparso a Zandvoort nel 1970, in occasione del Gran Premio d’Olanda.

Nel 1960 Jonathan prese parte alle sue prime gare e due anni dopo si iscrisse alla Brands Hatch Molyslip Saloons series, guidando una Austin A40 acquistata da lui stesso. Il pilota britannico ben figurò terminando al secondo posto della classifica, collezionando ben dodici vittorie.

Nel 1963 il debutto in Formula Junior, ottenendo come miglior risultato un terzo posto a Dresda. La stagione successiva si realizzò il sogno tanto cullato con l’amico Courage, ovvero l’approdo alla F.3 con un team tutto loro. I due britannici comprarono un paio di Lotus 22 e fondarono una sorta di team-organizzazione inesistente a Losanna, dal nome Anglo-Swiss Racing. I risultati ottenuti in gara dai due piloti attirarono l’attenzione di Charles Lucas, il quale offrì loro un contratto per il 1965, mettendo a disposizione due Brabham. Williams e Courage ottennero in tutto sei vittorie, ma il secondo passò nella massima serie, mentre Williams si trasferì nella F3 italiana, disputandovi alcuni campionati senza però vincere il titolo. E’ soprattutto nel 1966 che Jonathan, al volante della De Sanctis, ottenne le vittorie più belle, attirando l’attenzione di Enzo Ferrari che gli propose un contratto per gareggiare con la sua scuderia di Maranello. 

Il “Grande Vecchio” offrì un salario mensile a Williams, ma l’accordo non fu propriamente cristallino, dal momento che solamente al primo esborso il Drake chiarì al britannico che la metà della somma sarebbe dovuta essere garantita dalla Shell del Regno Unito. Quest’ultima, tramite un suo rappresentante, fece intendere che non vi era alcun accordo in merito con il Cavallino Rampante e, stando a quanto riportato da Autosprint, la questione si concluse con 1000 sterline.

Williams fu impiegato prevalentemente per testare vetture private ed ebbe la possibilità di effettuare alcune prove con la vettura Dino 166 V6 di F2, prendendo parte ad una sola gara, ritirandosi dopo poche tornate. Disputò successivamente alcune gare di durata, tra cui la 12 Ore di Sebring e la Targa Florio, piazzandosi quarto. Fu poi la volta di alcune gare nel campionato CanAm con il team NART, prima di avere la grande occasione di debuttare in Formula 1 sul finire del 1967, anno tragico per la Rossa di Maranello in seguito alla scomparsa di Lorenzo Bandini ed al grave incidente occorso a Mike Parkes. In occasione del Gran Premio del Messico Williams, in teoria riserva di Chris Amon, fu convocato a sorpresa dal Cavallino per disputare il week-end di gara. Il britannico proveniente da Il Cairo si ritrovò in una situazione certamente non facile, dal momento che aveva scarsa confidenza con il mezzo e fu fatto montare a qualifiche iniziate su di una monoposto che era settata per Amon, decisamente più alto di Jonathan. Williams ottenne un deludente terz’ultimo posto, ma in gara riuscì a compiere una bella rimonta che lo portò a concludere ottavo sotto alla bandiera a scacchi, proprio davanti a Chris, suo vecchio compagno con le P4.

Un brutto incidente di Williams a Modena, in occasione di un test Ferrari F1, mise fine prematuramente alla carriera del britannico in Formula 1, dal momento che il Drake gli preferì Mister Jacky Ickx, considerato il talento del futuro. A far prendere questa decisione ad Enzo Ferrari sembra contribuirono anche alcuni comportamenti tenuti da Williams, non particolarmente apprezzati dall’imprenditore modenese.
Conclusa l’esperienza alla Ferrari, la carriera in Formula 1 di Williams sembrava dovesse continuare, dal momento che Carlo Abarth lo voleva per far debuttare la sua monoposto nella categoria regina. Tuttavia l’esordio non andò in porto e Jonathan dovette accontentarsi di qualche test con la De Tomaso.

Nel 1968 Williams corse in Formula 2 e vinse il GP della Lotteria a Monza, prima di prendere parte alla Temporada, concludendo 17° in classifica. Dopodichè il britannico disputò alcune gare nelle vetture turismo, tra cui la 24 Ore di Le Mans e la Coppa Città di Enna, trofeo che concluse secondo. Williams fu protagonista alla 24 Ore di Le Mans del 1970 per un fattore non agonistico, dal momento che il celebre Steve McQueen scelse la sua vettura per installarvi le telecamere per girare un film sull’evento. L’anno successivo Williams prese parte all’ultimo trofeo della sua carriera, La Targa Florio, prima di ritirarsi definitivamente dal mondo delle corse, a soli 28 anni.

Negli anni successivi, sfruttando il brevetto aeronautico, Williams intraprese la carriera di pilota di jet privati di multimilionari e di multinazionali, facendo questo lavoro per vent’anni, prima di ritirarsi a vita privata.
Jonathan si è spento all’età di 71 anni il 31 agosto del 2014, in Spagna. Di lui rimane lo spirito da corsa vecchio stile, senza macchia e senza paura, una vita dedicata alle corse con grande passione e spregiudicatezza, senza mai dimenticare la stagione di F3 1966, dove si mise dietro futuri grandi piloti come Regazzoni e Brambilla.

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