Rossi e la Ferrari attraverso gli occhi dell’ing. Mazzola

25 settembre 2014 11:29 Scritto da: Davide Reinato

Valentino Rossi e la Ferrari. Un matrimonio mai consumato per scelta consensuale del “Dottore” e del team di Maranello. Luigi Mazzola, che era a capo del Test Team della Scuderia, ci racconta come Rossi aveva approcciato alla Formula 1.

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Poteva essere l’uomo dei due mondi, uno che come Surtees avrebbe potuto unire la soddisfazione di vincere nel motociclismo e trionfarare anche nel circus della  Formula uno. E’ passato tanto tempo, ma è lo stesso Valentino Rossi a riproporci un flashback su quello che sarebbe potuto essere il suo secondo tempo di una carriera strepitosa.  In una recente intervista concessa a Sky Sport F1, il Dottore ha ammesso: “Sono andato in Spagna per fare un test insieme alla Ferrari ed è stato bellissimo, molto affascinante. Però, sinceramente, non me la sono senita di smettere con le moto perchè sapevo di avere ancora tanti anni davanti, buoni per una scommessa molto affascinante, ma anche molto rischiosa, quindi ho deciso di rimanere in MotoGP. All’inizio ci provai per scherzo, mi piaceva, ma dopo i primi test iniziai a fare sul serio. Nel 2006 ero ormai ad un passo dal provarci al volante della Ferrari”.

Ma non era la prima volta che Rossi ha portato alla luce questi retroscena. Già qualche anno fa, infatti, ai microfoni di Ilaria D’Amico, disse chiaramene il perchè l’operazione non era andata in porto. “Chi mi voleva fortemente? Domenicali. Quello che aveva dubbi e perplessità era Jean Todt e non ne ha fatto mai un segreto. Però, ero stato veloce e anche lui si era un po’ ricreduto. Difficile dire come sarei andato”.

Effetto sliding doors: cosa sarebbe accaduto se…? Ne abbiamo parlato con chi era alla guida della squadra test Ferrari – Luigi Mazzola – che ci ha un po’ raccontato quei giorni e le sue sensazioni accanto ad un Campione come Valentino Rossi.

Ingegnere, che impressione si era fatto di Rossi dopo il primo test su una Formula uno?

LM: “Con Valentino abbiamo fatto una serie di test e nel 2006, durante i test di Valencia a inizio stagione, guidò per tre giorni insieme a tutti i piloti di F1, insieme a Michael Schumacher e Felipe Massa. Se non ricordo male, fu l’unico test che fece insieme a tutti gli altri piloti e servì per capire come Valentino si sarebbe trovato in mezzo alla mischia. Per lui non era facile: ha dovuto dimenticare le traiettorie che faceva con le moto ed imparare quelle della F1. Direi che andò benissimo e ricordo che Michael rimase molto sorpreso dalla velocità e della consistenza dei tempi di Valentino. Fu per me la certezza che poteva entrare in Formula 1 senza problemi”.

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Cosa la colpì del modo di lavorare di Valentino Rossi?

LM: “Quello che mi colpì particolarmente fu la grande sensibilità di guida che mi faceva pensare che le moto fossero più difficili da portare al limite, nel senso che il tempo di reazione del pilota, ad una reazione della moto, deve essere molto più rapido rispetto a quello che bisogna avere nel guidare una vettura di F1. Paragonerei Valentino a Prost e Schumacher nel metodo di lvoro. Fa parte del gruppo di eccellenze con cui ho avuto la fortuna di lavorare. Quello che mi colpiva molto era la capacità di divertirsi mentre lavorava. Sicuramente frutto della sua passione e capacità di vivere il presente. Mi ricordo, nel test di Valencia, che il primo giorno la pista era bagnata e gli chiesi di fare comunque l’installation lap. Alla curva 4, se non sbaglio, andò in testacoda e causò bandiera rossa. Era la prima volta che guidava con il bagnato, il suo atteggiamento fu fantastico, tranquillo, divertito ed indifferente ad eventuali critiche. Lo ricordo come un grande utilizzatore dell’intelligenza emotiva al pari di Michael. Lui si rapportava con noi con grande empatia e trasmetteva entusiasmo e passione. Rossi ha doti che pochi leader hanno: grande personalità e determinazione. Se si mette tutto insieme con la motivazione si ottiene un cocktail esplosivo che è in Valentino”.

Crede che Valentino avrebbe avuto la possibilità di fare il salto in F1 senza rischiare un clamoroso flop?

LM: “Per me era chiaro che Valentino avrebbe fatto centro. Ora, per quel che ho deto prima, Rossi viaggia con chiarezza di obiettivi. Io sono certo che avrebbe vinto qualche GP, ma se il suo obiettivo era vincere il mondiale, allora avrebbe potuto anche rischiare il flop. Vincere il campionato necessita la presenza di tanti aspetti tecnici ed umani, che vanno oltre alla bontà della prestazione del pilota e per lui, che di titoli mondiali ne ha vinti tanti, questa consapevolezza poteva essere un limite. A mio umile parere, è un peccato non averlo visto con la Ferrari, sarebbe stato un viaggio, per lui e il motorsport in generale, pieno di piacevoli sorprese. Rimane per me un privilegio aver potuto lavorare con lui e aver condiviso momenti in cui ho potuto apprendere come lavora un eccellente”.

11 Commenti

  • La cosa non si fece mai sopratutto perché montezemolo non riuscì ad ottenere le tre vetture per team, dato che sarebbe stata una manovra più che altro mediatica e pubblicitaria la Ferrari in primis non aveva di certo voglia di sacrificare la seconda ferrari per un esperimento , con la terza vettura invece sarebbe stato tutto diverso.
    Comunque sia Valentino in f 1 avrebbe fatto guadagnare tanti soldi tra sponsor gadget e attenzione mediatica ma da qui a dare paga a piloti che sono nati cresciuti nel mondo del motor sport fino ad arrivare alla massima categoria… beh chi lo crede possibile crede anche che la famosa saga di lucas sia ispirata ad una storia vera.
    Avete ceduto alla forza oscura….

  • Alessandro HAMALORAI

    @ totix89

    il motivo della depressione di Stoner era ben altro, non certo una sconfitta sportiva, dal quale non vedrei così tanto negativa per mandare in depressione un pilota.

    I motivi della depressione e nausea che ebbe Stoner era a causa del tradimento della fidanzata Adriana (ancora non erano sposati credo) con uno dei personaggi Ducati (non ricordo se un meccanico, ingegnere o cosa).
    Fatto sta che se la sono portata a letto e quando Casey lo venne a sapere iniziò il suo declino psicofisico.

    Questo è quanto mi è stato detto da una persona che conosce uno che lavorava in Ducati.

  • lewis_the_best

    Un buffone motociclista sulla Ferrari! Se davvero fosse andato sarebbe stato l’ennesimo smacco ai tanti bravi piloti italiani che volevano e vorrebbero andare in Ferrari!! Ma x favore!

  • ha fatto male a non andare in Ferrari.

    appena ha avuto compagni di squadra forti in motogp ha cominciato ha prendere regolarmente paga…

    finiti i tempi delle gomme speciali michelin solo per lui, come ammesso direttente da michelin

    • Grazie al cielo ce lo siamo risparmiati…

    • ma che cavolo di motomondiale ti sei visto? ha sempre preso paga? ha battuto stoner facendolo entrare in crisi depressiva a tal punto di farlo smettere per un anno..ha battuto lorenzo! l anno scorso le ha prese perchè doveva riprendere mano con la yamaha..quest’anno è categoricamente sempre davanti al maiorchino! nel 2014 l unica vittoria non honda è stata la sua! ma per carità, ma cosa devono leggere i miei occhi!

      • devi metterci anche il 2013, facile parlare di quest’anno. e poi le stagioni in ducati, allucinanti. L’anno prima stoner con quella moto ci vinse diverse gare.. e poi vogliamo ricordare del muretto messo ai box yamaha? rossi è stato l’unico nella storia del motorsport a far correre la stessa scuderia con 2 gomme di marche diverse. Lui voleva le bridgestone che erano le migliori mentre lorenzo si tenne le michelin (in evidente crisi tecnica)

      • Io il 2013 l ho messo in conto nel mio commento e ho esplicitato che rossi veniva da due anni difficili e se è stato dietro lorenzo lo si doveva al fatto che doveva riprendere confidenza con la moto. Stoner che vince qualche gara l anno prima dell approdo di rossi in ducati, non aignifica che le due moto fossero competitivamente identiche. Del resto l anno del mondiale honda di stoner, c erano molte più case e contendenti al titolo. Per cui non sono paragonabili. Stiamo parlando di un pilota che ha battuto e continua a battere i migliori. Un pilota che tutto il mondo c invidia..e giustamente noi invece di esaltarlo, spaliamo catrame sul suo conto

  • “Lo ricordo come un grande utilizzatore dell’intelligenza emotiva al pari di Michael. Lui si rapportava con noi con grande empatia e trasmetteva entusiasmo e passione.”

    Secondo me è proprio questo che manca ad Alonso.

  • Magari ai tempi di Surtees passare dalle Moto alla F1 era più semplice in quanto le macchine erano molto più meccaniche senza elettronica e alettoni…nell’era moderna una motogp ed una F1 sono piene di elettronica, poi va detto che nel 2006 rossi guidava una F2004 che era una macchina con un motore V10 3000 ed un carico aerodinamico nettamente maggiore rispetto alle vetture con motore V8, si piazzò a circa 1,5 – 2 secondi dai migliori, non andò male ma nemmeno benissimo, ha fatto bene a restare sulle Moto!!! VAI VALE 100 di queste Misano!!! 😉

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