Le grandi battaglie in pista tra Schumacher e Montoya

27 settembre 2014 10:51 Scritto da: Alessandro Bucci

Nella Formula 1 d’inizio millennio i sorpassi in pista spesso non abbondavano e l’accesa rivalità tra il pluri Campione del Mondo Schumacher e l’arrembante colombiano della Williams, Juan Pablo Montoya, ha contribuito a rendere molte gare più esaltanti del previsto. Tanti i duelli a suon di ruotate tra l’asso tedesco e “One” nell’arco di tempo che va dal 2001 al 2004, battaglie che non si esaurivano sul tracciato, ma che spesso continuavano anche verbalmente nelle giornate successive al Gran Premio.

Michael Schumacher story

Due personalità decisamente diverse quelle di Michael Schumacher e Juan Pablo Montoya. Due rivali classici dal punto di vista sportivo ed agonistico. Il tedesco freddo, calcolatore, perfezionista e Re del suo ambiente; il colombiano caldo, irruento, istintivo e stella emergente di un mondo che non lo ha mai capito appieno sin dalle prime battute.

Statistiche alla mano, il confronto tra i due piloti non regge, ma non va dimenticato che “Juancho” ha vinto molto nel corso della sua carriera, potendo vantare la vittoria del campionato Cart nel 1999 (il pilota di Bogotà passò alla storia come pilota più giovane a vincere in quella categoria) e, l’anno successivo, il trionfo alla 500 Miglia di Indianapolis, eguagliando il record di Graham Hill. Le qualifiche furono un terreno nel quale “Schummy” e “One” ebbero dei confronti spettacolari, con il colombiano che realizzò un brillante record di Pole consecutive nel 2002, potendo disporre del potente motore BMW sulla sua Williams gommata Michelin, ma tutto sommato pilotava una vettura inferiore al pacchetto della Ferrari, fatta eccezione per la stagione 2003.

Ripercorriamo insieme tutte le gare che hanno visto i due piloti darsi battaglia in pista, iniziando dal Gran Premio che ha battezzato Montoya come l'”Anti-Schumacher” della situazione.

Gran Premio del Brasile 2001 – Ad Interlagos andava in scena la terza gara della stagione, sino al momento dominata dalla Rossa di Michael Schumacher. Il tedesco scattò in Pole accanto al fratello, mentre Montoya dovette accontentarsi della seconda fila, partendo dalla quarta piazza. Al via la McLaren di Hakkinen rimase ferma sulla griglia di partenza, costringendo la direzione gara a fare uscire la Safety Car. Il colombiano, partito benissimo, tallonò Schumi sin dal primo giro e, alla ripartenza della corsa, sfoderò uno spettacolare sorpasso ai danni del Kaiser di Kerpen all’entrata della S do Senna, infiammando il pubblico sugli spalti. Montoya si presentò al circus con un biglietto da visita invidiabile, sancendo l’inizio di una rivalità che durerà nel tempo. L’ex pilota Cart tuttavia non riuscì a vincere il suo primo GP in Formula 1, dal momento che fu tamponato e messo fuori gara dal doppiato Jos Verstappen. Schumacher concluse la corsa secondo, alle spalle di David Coulthard, autore di una splendida manovra di sorpasso ai danni del pilota Ferrari.

Gran Premio d’Austria 2001 – Tre gare dopo al GP del Brasile si rinnovò la rivalità tra i due piloti. A Zeltweg i due partirono dalla prima fila, ma furono le Williams a prendere il comando della corsa. Il ritiro di Ralf Schumacher permise al fratello Michael di guadagnare maggior terreno sul leader della gara, andato oltretutto in crisi di gomme. Al sedicesimo giro Schumacher tentò un disperato attacco a Montoya che ritardò la frenata costringendo entrambi ad un fuori pista. Una mossa certamente non elegante che rovinò la gara ad entrambi i piloti, ma che assunse i connotati di un messaggio forte e chiaro diretto al Kaiser di Kerpen: “Io non ho paura di te, non mi sposto come fanno altri”. Montoya dovette poi ritirarsi al 41° giro per un problema all’impianto idraulico, mentre Michael  riuscì a risalire fino alla seconda posizione, dietro a David Coulthard, ancora vincitore tra i due litiganti.

Gran Premio degli Stati Uniti 2001 – A Indianapolis andò in scena il penultimo appuntamento della stagione, con Schumacher ed Hakkinen a scattare dalla prima fila. L’evento si disputò a meno di tre settimane dopo gli attentati dell’11 settembre, in un clima piuttosto teso. Al via, il tedesco della Ferrari mantenne la leadership, insidiato da Juan Pablo Montoya, partito benissimo dalla seconda fila. Ad infiammare il pubblico ci passò Barrichello che, dopo tre giri, sorpassò il colombiano della Williams e poi il compagno di squadra Schumacher, prendendo la testa della corsa, agevolato da una strategia basata sulle due soste. Al 34° giro Montoya acciuffò Schumacher e lo sorpassò con una formidabile manovra in fondo al rettilineo del traguardo, realizzando poi anche il giro record. Sfortunatamente per il colombiano, l’impianto idraulico lo tradì nuovamente e fu costretto all’ennesimo ritiro della stagione al 39° passaggio. La gara fu vinta da Hakkinen su McLaren che colse il suo ultimo successo in Formula 1, il ventesimo, prima di dare l’addio alla massima serie. Schumacher concluse secondo ad undici secondi di distacco, precedendo l’altro pilota del team di Woking, David Coulthard.

Gran Premio d’Australia 2002 – A Melbourne la Ferrari scelse di iniziare la nuova stagione con un’evoluzione della vettura 2001 e centrò comunque la prima fila, a dimostrazione di una superiorità quasi imbarazzante nei confronti della concorrenza. A conquistare la Pole fu Barrichello, più veloce di Schumacher di appena 5 millesimi. Montoya scattò dalla sesta posizione con un ritardo di oltre un secondo e mezzo dal tempo dell’amico Rubens. Al via si registrò un pauroso incidente alla prima staccata tra Ralf Schumacher e il brasiliano della Ferrari, entrambi fortunatamente usciti illesi dal contatto. Il Campione del Mondo in carica, Michael Schumacher, fu costretto ad un leggero fuori pista per evitare la carambola e perse due posizioni. La direzione gara fece entrare la Safety Car e il gruppo si allineò con Coulthard in testa, seguito da Trulli, Montoya e il tedesco della Ferrari. Al quinto giro la vettura di sicurezza rientrò e il colombiano della Williams iniziò subito a mettere pressione all’italiano della Renault, subendo tuttavia il sorpasso del Kaiser di Kerpen. La successiva uscita di pista di Trulli causò l’entrata della seconda Safety Car della giornata, favorendo il riavvicinarsi di Montoya a Schumacher. La gara ripartì all’undicesimo giro con Michael in testa al gruppo, a causa dell’uscita di pista di Coulthard, alle prese con noie al cambio, nella tornata precedente. “One” sfoderò un clamoroso sorpasso all’esterno, in frenata, al pilota della Ferrari, prendendo la momentanea testa della corsa. Al 17° passaggio tuttavia il colombiano dovette arrendersi alla superiorità del Cavallino Rampante e fu sorpassato senza troppi problemi da Schumacher, autore di una bella manovra con tanto di finta. La gara si concluse con la vittoria del Kaiser di Kerpen, seguito da Montoya e da Raikkonen, per la prima volta sul podio in carriera.

Gran Premio della Malesia 2002 – La battaglia tra i due piloti proseguì subito a Sepang, sede della seconda tappa iridata del Campionato. I due avversari scattarono dalla prima fila e “Juancho” ebbe la meglio sul tedesco, ma alla prima curva fu subito contatto, con Schumacher che perse l’ala anteriore e fu costretto a ripiegare ai box. Il colombiano, finito nella via di fuga, rientrò in pista in undicesima posizione ed iniziò subito una bella rimonta che lo portò sino alla sesta posizione. Tuttavia il pilota della Williams fu ritenuto responabile dell’incidente avvenuto alla prima curva ed al nono passaggio fu costretto ad un drive-through. “Why?” domandò “One” via radio poco prima di rientrare nella corsia dei box, sorpreso per aver ricevuto la suddetta penalità.  Tra i due litiganti, si sa, il terzo gode e in quell’occasione fu Ralf Schumacher a sollevare il trofeo del vincitore, seguito dai rimontanti Montoya e Michael Schumacher. Al termine della corsa, durante la conferenza stampa, vi fu un colpo di scena: il pilota della Ferrari prese infatti le difese dell’avversario in tuta Williams, sostenendo che la punizione inflitta a Juan Pablo fosse stata eccessiva.

Gran Premio del Brasile 2002 – Non c’è due senza tre e gli irriducibili avversari non furono da meno. Nel successivo appuntamento di Interlagos l’atmosferà si scaldò sin dalle prime battute. A conquistare la Pole fu Juan Pablo Montoya, autore di un giro strepitoso in qualifica, affiancato dal solito Michael Schumacher, battuto per appena un decimo. Al via il tedesco scattò meglio e il colombiano cercò di mantenere la testa, ma finì per allargare troppo la traiettoria, rientrando alle spalle del pilota Ferrari. Nel rettilineo successivo Juan Pablo cercò subito l’attacco a Schumacher, ma la manovra non fu delle migliori e Montoya finì per tamponare il Kaiser di Kerpen, rompendo l’ala anteriore e costretto a rientrare ai box per sostituire il musetto danneggiato. Il Gran Premio fu vinto dal fuoriclasse della Ferrari, in seguito ad un lungo duello a distanza con il fratello Ralf. Montoya riuscì a rimontare sino alla quinta posizione, agevolato anche dal ritiro di Jarno Trulli.

Brasile 2002

Gran Premio di Gran Bretagna 2002 – Dopo sei gare di quiete, la rivalità tra i due piloti si riaccese sullo storico tracciato di Silverstone, decima tappa della stagione 2002. Le qualifiche videro un’intensa sfida tra Montoya e le due Ferrari, con il colombiano che riuscì ad avere la meglio piazzando la sua FW24 in prima posizione, dinanzi a Barrichello e Schumacher. L’avvio del Gran Premio fu decisamente problematico per il brasiliano della Rossa, rimasto fermo sulla griglia di partenza nel giro di formazione e costretto a partire dall’ultima posizione. Allo spegnersi dei semafori, “Juancho” scattò bene e mantenne la leadership dinanzi ai fratelli Schumacher. Al sesto giro iniziarono a cadere le prime gocce di pioggia ed al 13° passaggio praticamente tutti i piloti andarono a cambiare le gomme. La Ferrari optò per le intermedie, mentre la Williams montò pneumatici da bagnato. Ad aver ragione fu il Cavallino Rampante, con Schumacher che sopravanzò nell’arco di tre tornate il colombiano della Williams, poi passato anche da Rubens Barrichello. La supremazia della Bridgestone consentì alla Ferrari di realizzare una fantastica doppietta sul tracciato britannico, con Montoya a chiudere il podio staccato di ben trentun secondi dal vincitore.

Gran Premio di Francia 2002 – Una gara che tutti i tifosi della Rossa e di Michael Schumacher ricordano, dal momento che il tedesco conquistò il suo quinto titolo iridato, con ampio margine sul termine della stagione. A Magny-Cours Montoya mise in fila la concorrenza soffiando la Pole al Kaiser di Kerpen, confermandosi ancora una volta un vero e proprio “mostro” da qualifica. Al via il pilota colombiano mantenne la testa della corsa, respingendo gli aggressivi attacchi di Michael Schumacher nelle tornate successive. Juan Pablo, in crisi con le gomme sin dalle prime battute, si vide soffiare la leadership al 26° giro, quando il tedesco della Ferrari rientrò in pista dopo il primo pit-stop. L’asso della Rossa fu penalizzato per aver tagliato la linea bianca che delimita l’uscita dei box e, a causa di un drive-through, scivolò in terza posizione. “One” perse la prima posizione in seguito al secondo pit-stop avvenuto al 46° giro, uscendo dalla top 3. Nel finale un errore di Raikkonen, scivolato sull’olio perso da McNish, consentì a Schumacher di vincere il Gran Premio di Francia ed il suo quinto alloro iridato.

Gran Premio d’Europa 2003 – Il confronto tra Montoya e Schumacher si riaccese solamente l’anno dopo al Nurburgring, in occasione del Gran Premio d’Europa, nona tappa di quella stagione. Ricordiamo che nel 2003 la Formula 1 andò incontro a diversi cambi regolamentari, tra i quali il nuovo formato di qualifiche che comprendeva il giro secco. Il Kaiser di Kerpen rimediò la seconda posizione alle spalle di Raikkonen, mentre il colombiano della Williams fu preceduto dal compagno di squadra Ralf Schumacher in seconda fila. Montoya e Michael Schumacher furono entrambi autori di un avvio poco brillante e lo scontro tra i due si verificò al 43° giro, quando il colombiano, con una manovra molto audace, raggiunse il rivale affiancandolo all’esterno del tornante Dunlop. Il tedesco tentò di resistere all’interno, ma finì a contatto con la vettura di Montoya, andando in testacoda e fermandosi a cavallo del cordolo. Schumacher mantenne però il motore della vettura acceso e i commissari di pista, vista la posizione pericolosa in cui si trovava la vettura, lo aiutarono a ripartire spingendo la F2003-GA. Il Gran Premio fu vinto da Ralf Schumacher, seguito dal compagno di squadra colombiano. Schumacher chiuse la corsa di casa in quinta posizione, penalizzato dal precedente contatto con Juan Pablo.

Gran Premio d’Italia 2003 – Molto probabilmente il duello più importante nella rivalità tra Schumacher e Montoya, se non altro per l’importanza della posta in gioco. A tre gare dal termine i contendenti al titolo erano racchiusi nell’arco di tre punti: Schumacher 72, Montoya 71, Raikkonen 70. A Monza le qualifiche furono a dir poco infuocate, con il Campione del Mondo in carica che riuscì a precedere l’aggressivo avversario della Williams per solamente 51 millesimi. Un vantaggio che si rivelò fondamentale il giorno successivo: i due rivali, scattati bene dalla prima fila, arrivarono alla variante della Roggia praticamente appaiati, con il colombiano che tentò l’attacco sul tedesco. Schumacher mantenne i nervi molto saldi e respinse la spettacolare manovra di Montoya, andando poi a vincere il Gran Premio d’Italia davanti all’avversario nella corsa al titolo. La gara vide la realizzazione di vari record di velocità: la velocità media tenuta da Michael Schumacher in gara, 247,585 km/h, risultò la più elevata della storia della Formula 1.

Gran Premio di San Marino 2004 – La stagione 2003 si concluse con la vittoria iridata di Michael Schumacher a Suzuka. Nel 2004 la Ferrari mantenne la sua indisccusa superiorità, facendo un ulteriore salto di qualità grazie alla F2004, mentre la Williams BMW andò incontro ad un calo di prestazioni. La FW26 presentava un curioso e rivoluzionario muso a tricheco, soluzione che venne poi abbandonata nella seconda parte della stagione. Il team di Grove conservò solamente l’attacco sdoppiato del triangolo inferiore della sospensione anteriore (telaio con la doppia chiglia). A Imola, sede del quarto appuntamento della stagione, fu Jenson Button a realizzare la Pole position al volante della B.A.R. Honda, precedendo Schumacher e Montoya. Al via Button mantenne la testa della corsa, mentre il colombiano della Williams tentò un pazzesco attacco al tedesco della Ferrari alla tosa. Il Kaiser di Kerpen si difese in maniera molto energica, respingendo la manovra di sorpasso di “One” che dovette poi vedersela con il compagno di squadra Ralf. Il GP di San Marino fu vinto da Michael Schumacher dinanzi a Button e Montoya, l’asso della Ferrari conquistò la leadership della corsa grazie ad una strepitosa serie di giri da qualifica che gli consentirono di rientrare in testa dopo il rispettivo pit-stop.

Nella conferenza stampa gli animi si incendiarono quando prese la parola Montoya, molto infastidito dalla manovra di difesa del Kaiser di Kerpen nei suoi confronti:

Gran Premio del Belgio 2004 – A SPA si consumò l’ultimo vero atto della rivalità in pista tra Schumacher e Montoya, in un giorno di grandi festeggiamenti per il pilota della Ferrari, vincitore del suo settimo titolo iridato. Al Gran Premio di Monaco i due avversari si erano ritrovati al centro di una curiosa vicenda, dal momento che, sotto regime di Safety Car, Schumacher rallentò eccessivamente sotto al tunnel finendo per essere tamponato dal colombiano, forse un po’ addormentato. Il Campione del Mondo in carica fu costretto al ritiro, ma non si trattò di una vera e propria battaglia, quanto piuttosto ad una circostanza sfavorevole. In Belgio invece, i due formidabili avversari si ritrovarono ancora una volta ai ferri corti. Battuto in qualifica da Trulli su Renault, “Schummy” scattò male al via e perse posizioni, ritrovandosi poi nel mirino di Juan Pablo Montoya, autore di una bella rimonta dall’undicesima posizione iniziale. Il pilota della Williams sfoderò una bellissima manovra d’attacco alla bus-stop, precedendo il detestato rivale del Cavallino Rampante. La gara fu vinta da Raikkonen, seguito da Schumacher e Barrichello. “Juancho” fu costretto al ritiro a causa di una foratura alla posteriore destra, la quale causò il cedimento della sospensione.

Nel 2005 Juan Pablo Montoya passò alla McLaren Mercedes, ma la scarsa competitività della Ferrari F2005, estremamente penalizzata dalle nuove regole, non consentì ai due piloti di misurarsi in pista a suon di ruotate per posizioni importanti. La stagione successiva il tedesco della Ferrari fu impegnato nella lotta al titolo con Fernando Alonso, mentre “Juancho” uscì mestamente di scena dopo il Gran Premio degli Stati Uniti, demotivato e fuori forma. Il team di Woking non gli perdonò la carambola innescata con il tamponamento al compagno di squadra Raikkonen, ma il divorzio tra le due parti era già nell’aria.

22 Commenti

  • Odio puro, stranamente molti piloti si sono fronteggiati ma rispettati fuori dalla pista. Nel loro caso non si sono mai rispettati: ne in pista, né fuori!

  • Grande Kappa ti stra-quoto!

  • Quoto ogni singola sillaba di Kappa. Alcuni dovrebbero cambiare sport, o forse perché quando correva schumy erano ancora dei bambini e non seguivano le corse.

  • Quoto kappa in toto.
    Io sono sempre stato ferrarista però la superiorità di Schumacher non si può discutere e quando ha vinto il mondiale con la cariola verdeazzurra non ero di certo suo tifoso.

  • Già 91 vittorie ( e dico 91) e 7 titoli mondiali si vincono per culo, non è vero calimeriani e fidanzate di Zorro (ops, l’amico dell’89 l’ha ripudiato, lo ha lasciato per Calimero. Già Calimero, il campione di Glock, del cablaggio del volante difettoso e dei lunghi pilotati)
    E quante volte il crucco di m… (parafrasando l’altra elegante fidanzata di Calimero. Certo che Nicole ne ha di concorrenza…) ha avuto la macchina migliore?
    Due volte: nel 2002 e nel 2004; per il resto ha vinto con mezzi o alla pari o nettamente inferiori (1994, 1995, 2000, 2001, 2003).
    In poche parole, chi discute il valore dell’immenso Schumy o ha seri problemi mentali ( e allora c’è poco da fare) oppure sta ancora rosicando per le bastonate prese dai loro idoli ai tempi.
    Per la cronaca, se Montoya, Alonso, Calimero o Vettel fossero stati compagni di squadra dello Schumacher dei tempi d’oro (dai 23 ai 32 anni), oggi sarebbero ricordati, né più e né meno, che come un Barrichello o un Hebert. L’immenso ci si sarebbe pulito le scarpe, i loro distacchi si sarebbero contati in minuti a parità di macchina.
    Comunque, youtube è pieno di filmati con le imprese leggendarie (e mai più ripetibili) di Schumacher; andate a rivedervele e rosicate ancora di più, fidanzatine.
    Per quanto riguarda il caro Montoya, dove sono i suoi mondiali?
    Eppure, nel 2001 e nel 2003 aveva la macchina migliore (per non parlare dello spaventoso 10 cilindri Bmw). Schumacher con quelle Williams avrebbe vinto in carrozza.
    Ma non c’è da sorprendersi: il grassone colombiano non riusciva nemmeno a battere lo Schumacher debole(Ralf), figurarsi l’Immenso…
    Ora vi lascio: voi, fidanzatine, continuate a godere delle grandiose imprese di Calimero e Zorro, con le ruote che saltano al Nurburgring nel 2005, il mass dumper nel 2006, l’incidente di Piquet nel 2008, il sorpasso all’ultima curva di Glock nel 2008, il lungo di Perez in Malesia nel 2012 e, in ultimo, i lunghi pilotati e i volanti che non funzionano e chissà quanto altro ancora nel 2014… e credeteci, illudetevi, si illudetevi…
    Tanto questi pilotucoli di scarto non riusciranno mai, e dico mai, ad eguagliare le imprese dell’unico, vero, e più grande pilota, mai esistito sulla faccia della terra.
    7 TITOLI MONDIALI, 91 VITTORIE E 69 POLE POSITION ( di cui una a 43 anni sull’unico circuito dove conta il pilota): è Schumacher la LEGGENDA.

    • lewis_the_best

      che marea di str****te!!!!
      94-95-2000-01-03 macchina inferiore??? fatti curare…

      montoya nel 2001 e nel 2003 aveva la macchina migliore??? ok ritiro quello che ho detto non c’è cura per te!

      nelle imprese leggendarie su youtube per caso ci sono anche le scorrettezze come adelaide 94, jerez 97 oppure le manovre da fuoriclasse stile spa 2000, austria 01 e austria 02…

      ma fammi il piacere…

  • Lewis the best
    Mondiale vinto solo perché ha buttato fuori hill? Arrivare all ultima gara con un catorcio da mezza classifica non ti sembra un gran ché?
    Sisi capisci molto te di f1.
    E tanto per sottolineare fu hill un vero idiota che si buttò al sorpasso senza ragionare di una benetton senza una ruota senza controllo e certamente spacciata.

  • Schumacher e’ stato un grandissimo pilota ma nella vita come nelle corse x diventare leggende viventi occorre oltre al talento anche altre componenti come ad esempio aver la macchina migliore con compagni di squadra gregari. Pensate che i 5 mondiali con la ferrari vinti da schumy altri piloti come Alonso o Hamilton avrebvero fatto molto di peggio??? Forse “solo” 3 o 4 forse, ma credo che chi critica Vettel xche ha vinto con un astronave dovrebbe NON incensare poi Schumacher

  • Che bei tempi! Non c’erano DRS e puttanate varie ma le corse erano interessanti e questi duelli fantastici. Montoya a me piaceva, ce ne fossero dei piloti così! Piloti così ravvivano la corsa in ogni caso. Ovvio che ci vuole anche una macchina che permetta di esprimersi.
    Poi ad animare negli anni seguenti c’è stato Fernando Alonso. Erano belli quei campionati incerti dove due o anche tre scuderie se la potevano giocare.
    Dalla Brawn GP in poi abbiamo quasi sempre avuto stagioni dove una vettura era una spanna sopra le altre.. e questo non è un bene per la F1

  • Quelle f1 erano dei missili….

  • Nel complesso la Williams era inferiore ma quel motore era un animale…il miglior v10 più potente mai costruito…a 20K giri sfiorava i 950 cv…e si vedevano…

  • Su Montoya si può dire veramente tutto e il contrario di tutto, che sia stato un fenomeno oppure che sia stato un sopravvalutato e ci sono elementi a sostegno di entrambe le teorie, però su una cosa non si discute: Juan Pablo era un pilota che “aveva fegato”.
    Se c’era un millimetro per attaccare lui si buttava e lo faceva non appena ne avesse avuto l’occasione, senza aspettare e studiare l’avversario per giri, magari sperando che commettesse un errore. Questo gli va riconosciuto ed io personalmente ero molto affascinato da quel suo talento che oggi riscontro solo in pochissimi piloti, forse solo in Hamilton.

    Ovviamente il confronto con Schumacher non ha motivo di esistere e non bisogna nemmeno spiegarne i motivi, perché sono così evidenti che elencarli non sarebbe che un mero esercizio di statistica.
    Però bisogna dire che Juan Pablo si è ritrovato a combattere ad armi pari con Schumacher solo in un’occasione, ovvero nel 2003, e quel campionato fu tirato e spettacolare come pochi negli ultimi 10 anni.
    Secondo me avrebbe meritato almeno un titolo mondiale (questo non significa che chi li ha vinti in quegli anni non li abbia meritati) e il fatto che non lo abbia vinto dimostra come il fatto di trovarsi sull’auto giusta nell’anno giusto sia la cosa più importante nella F1 per chi vuole vincere.

    Aggiungo che, da appassionato di F1, ringrazio ancora oggi Montoya perché ci ha regalato battaglie bellissime in un’epoca in cui lo spettacolo in F1 non era un granché, sia per il dominio di una sola squadra, sia per la presenza di pochissimi piloti di livello superiore alla media.

  • Grande articolo! È stato bello rivivere tutti i duelli tra questi due!

  • Schumybestintheworld

    Fenomeno? Crucco di merda? Quanti titoli mondiali ha Montoya: 0. Ha vinto delle gare, “bravo” pilota ma niente di che. Il “crucco” è leggenda, Montoya può solo rosicare!

    • E quante volte ha avuto il super bolide Montoya ? ZERO

      Era sempre Schumacher ad avere l’auto nettamente superiore affiancato per altro da un compagni gregari con tutto il team a lavorare per lui ( come per alonso adesso )

      Anche Jilles Villeneuve ha vinto 0 titoli, quindi è una chiavica anche lui ?

      A fare questo tipo di commenti sono gli stessi che insultano Vettel quando poi Schumacher ha vinto allo stesso identico modo, l’unico compagno forte che ha avuto Schumacher ? Solo Rosberg !
      Ma ovviamente non vale perchè c’è la scusa della vecchiaia.

      Detto questo anche io penso che Montoya non era affatto un campione, ed era sicuramente inferiore a Schumacher ma non di certo per i motivi che hai elencato tu.

      • Il primo mondiale vinto in benetton e il primo in Ferrari non aveva di certo la macchina migliore, o non mi vorrai fare credere che la Benetton b194 ford
        Consworth 8 cilindri fosse lontanamente performante come la Williams ???
        Paolo fa un piacere al mondo intero e datti al curling che comminci ad essere solo una zanzara.

      • lewis_the_best

        Mondiale vinto con la Benetton solo x aver buttato fuori hill.

        Mondiale vinto con la Ferrari dopo aver penalizzato la McLaren che fino a spa stava vincendo alla grande.

        Evidentemente il sorpasso che mika ha fatto non deve essere piaciuto a qualcuno…

  • lewis_the_best

    Fenomeno Juan Pablo!!! L’hai fatto a mer** al crucco nonostante una macchina palesemente più lenta! Gli stessi che non riconoscono la classe di Vettel (solo xke si é scherzato Alonso negli ultimi anni) nn ammetteranno mai il tuo immenso talento!

    • Ma impara a rispettare chi sta male prima di sparare stronzate

    • Il primo mondiale vinto in benetton e il primo in Ferrari non aveva di certo la macchina migliore, o non mi vorrai fare credere che la Benetton b194 ford
      Consworth 8 cilindri fosse lontanamente performante come la Williams ???
      Paolo fa un piacere al mondo intero e datti al curling che comminci ad essere solo una zanzara.

    • Mondiale vinto solo perché ha buttato fuori hill? Arrivare all ultima gara con un catorcio da mezza classifica non ti sembra un gran ché?
      Sisi capisci molto te di f1.
      E tanto per sottolineare fu hill un vero idiota che si buttò al sorpasso senza ragionare di una benetton senza una ruota senza controllo e certamente spacciata.

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