Verstappen, piedi di piombo: “A Suzuka per fare esperienza”

30 settembre 2014 13:12 Scritto da: Alessandro Bucci

Max Verstappen oggi festeggia diciassette anni. Venerdì, invece, si toglierà la soddisfazione di debuttare nel Circus, prendendo parte alle prove libere 1 del Gran Premio del Giappone. Il figlio di Jos sembra molto concentrato e per nulla distratto da tutte le pressioni extra, dal momento che sarà il primo minorenne della storia ad esordire nella massima serie.

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Il record di precocità che Max Verstappen infrangerà questo venerdì, in occasione delle Prove Libere 1 del GP del Giappone, apparteneva in precedenza a Sebastian Vettel, il cui debutto avvenne nelle prove libere a 19 anni e 53 giorni con la BMW Sauber nel 2006. Un altro pilota dell’orbita Red Bull Racing, Jaime Alguersuari, fu invece il più giovane ad aver mai preso parte ad una sessione ufficiale, in occasione del GP d’Ungheria 2009, in sostituzione di Bourdais.

Max – figlio dell’ex pilota di F1 Jos Verstappen – sembra decisamente più maturo rispetto all’età riportata sulla carta d’identità (verrebbe da dire “tutto il contrario del padre”, ndr). Scenderà in pista a Suzuka con l’intento di prendere confidenza con la STR9 in vista del vero debutto in gara, previsto per il GP d’Australia 2015, quando prenderà parte al Campionato del Mondo 2015 di Formula 1 nei panni di pilota titolare della Toro Rosso.

“Si tratta di una buona preparazione in vista del prossimo anno, anche se non è qualcosa che avrei potuto immaginare qualche mese fa. Prendere parte ad una sessione di prove libere, ovviamente, è un sogno che si avvera”, ha dichiarato Max Verstappen, smanioso di potersi ritrovare in mezzo a Campioni del calibro di Fernando Alonso e Lewis Hamilton. “Per me sarà un’esperienza molto preziosa, trascorrere del tempo in macchina e anche abituarsi a lavorare con tutto il team, per prepararmi per il prossimo anno. Non vado lì per infrangere tutti i record, io voglio solamente fare esperienza”.

Per quanto riguarda il tracciato di Suzuka, Verstappen sembra avere le idee piuttosto chiare, nonostante non vi abbia mai corso: “Ho trascorso un giorno al simulatore per studiare la pista, questo aiuta un po’, ma non è come guidare realmente. La mia prima impressione è che non sia una pista facile e, per esempio s,embra difficile ottenere la giusta combinazione nelle prime S. Ho un’ora e mezza per guidare lì e non vedo l’ora di fare un buon lavoro, per me e per la squadra.”

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