Vettel snobba le voci di mercato e punta al podio a Suzuka

2 ottobre 2014 14:39 Scritto da: Alessandro Marzorati

Nella consueta conferenza stampa riservata ai piloti del giovedi, il tedesco è stato letteralmente sommerso da domande riguardanti il suo futuro in Red Bull e sulla situazione di Fernando Alonso in Ferrari. 

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Dopo l’ottimo secondo posto a Singapore, Sebastian Vettel è determinato a ripetersi a Suzuka, su una delle piste a lui più care.Il tedesco infatti ha trionfato in Giappone per ben quattro volte, ritrovandosi a sole due vittorie da Schumacher, che qui ha ottenuto ben sei trionfi. Il tracciato di Suzuka è sicuramente ben congeniale per la sofisticata aerodinamica della Red Bull e Vettel è ottimista sulla possibilità di ritornare sul podio.

Penso che adesso siamo molto più consistenti rispetto all’inizio della stagione e siamo più fiduciosi di fare bene in questo weekend. Abbiamo del grande potenziale, e con del duro lavoro, possiamo fare bene nelle ultime gare della stagione. Per domenica abbiamo delle buone possibilità di salire sul podio, anche se però ci sono dei dubbi riguardanti il meteo. La pista è perfetta sia per me che per la nostra macchina e quindi credo che possiamo avvicinarci ancora all’ottima prestazione del weekend di Singapore. L’atmosfera qui è fantastica e sarebbe incredibile per me e la squadra tornare sul podio. La possibile penalità? Sappiamo che prima o poi arriverà la penalità e che perderò 10 posizioni in griglia, sono le regole ed è una conseguenza del pessimo avvio di stagione”.

In casa Red Bull c’è molta fiducia per questo weekend di gara giapponese, soprattutto dopo una ritrovata competitività nel Gran Premio di Singapore. Ma a tenere banco nella consueta conferenza stampa del giovedì riservata ai piloti, è stato sicuramente il mercato. Le continue ed insistenti voci di mercato hanno anche “travolto” il quattro volte campione del mondo.  Le ultime indiscrezioni darebbero il tedesco vicino alla firma con la nuova McLaren Honda, mentre da più parti si vocifera di un suo passaggio in Ferrari al posto di Alonso, nel caso questo decidesse di andare via. Ma a precisa domanda, Sebastian Vettel gongola e con un sorriso riesce a sbarazzarsi dell’imbarazzo, rispondendo:

Beh, credo ci siano sempre stati dei rumors negli ultimi due anni, specialmente in questo periodo della stagione. Prendiamo l’esempio di Jenson: ha ben diciassette compagni di squadra per l’anno prossimo. E qualche settimana fa, sono stato tra questi, probabilmente settimana prossima lo sarà ancora. Attualmente non penso al mio futuro, non è prioritario. Come ho detto, arriviamo da Singapore, dove abbiamo fatto dei grandi progressi e spero di poter continuare con questo impegno. Sono concentrato solo su questo”.

L’altro tema che sta catalizzando l’attenzione nel paddock della Formula 1 è sicuramente l’esordio di Max Verstappen. L’olandese debutterà in pista nella prima sessione di prove libere del venerdì e anche Sebastian Vettel ricorda l’emozione del suo debutto in Formula 1 da giovanissimo.

Credo che la più grande differenza tra me a 19 anni e lui, sia che io potei arrivare guidando dall’hotel al circuito, cosa che lui non può fare perché non ha ancora la patente. Penso che la F1 sia cambiata molto, specialmente quest’anno,  le auto sono più lente, sono molto diverse da guidare rispetto alle precedenti. C’è probabilmente più tecnica, sono meno esigenti dal punto di vista della velocità in curva, soprattutto in piste come questa. Sono entusiasta come voi del vederlo in pista, ha fatto soltanto tre quarti di stagione per ora in F3 però ha un record notevole nei go kart, quindi credo abbia del potenziale, d’altro canto bisogna dargli tempi tutto quello di cui avrà bisogno. Quando sono entrato in F1 la prima volta a 19 anni mi sentivo pronto, perché se qualcuno ti dà la possibilità non dici no, vuoi sempre correre e guidare una Formula 1 ma devi prenderti il tempo per abituarti a tutte le cose, non soltanto alla macchina ma anche a lavorare con il team che è totalmente diverso in Formula 1 rispetto a tutte le altre categorie”.

1 Commento

  • “Credo che la più grande differenza tra me a 19 anni e lui, sia che io potei arrivare guidando dall’hotel al circuito, cosa che lui non può fare perché non ha ancora la patente”

    Lol! Sono caduto dalla sedia! Questa battuta di Vettel me la segno

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