Il dramma di Bianchi cambierà per sempre la Formula 1

5 ottobre 2014 16:32 Scritto da: Diletta Colombo

Una riflessione a caldo su quello che abbiamo imparato oggi a Suzuka. Con Jules nel cuore e nelle preghiere, si torna a parlare di sicurezza in Formula 1.

Jules Bianchi

Il mondo della Formula 1 vive ore di apprensione a causa del gravissimo incidente occorso a Jules Bianchi nel corso del Gran Premio del Giappone. Lo schianto del giovane pilota di Nizza ha posto fine anzitempo al Gran Premio, lasciando il paddock nello sgomento più totale. Il viso dei piloti sul podio diceva molto di più delle parole spese da Hamilton, Rosberg e Vettel per esprimere il loro dispiacere e la loro preoccupazione per le sorti del loro collega. Quelle sul viso dei piloti erano le espressioni di tre uomini che, forse per la prima volta, sono stati messi davanti alla propria mortalità e al rischio connesso al loro lavoro, a quella passione che è diventata tutta la loro vita.

Nati negli anni Ottanta, questi piloti rappresentano la prima generazione di campioni a non aver fatto i conti direttamente con la morte nel loro sport. Negli anni Settanta, una media di quattro piloti all’anno moriva o restava gravemente ferito in incidenti di gara in Formula 1; al giorno d’oggi, a 20 anni dall’ultima fatalità in gara, quella di Ayrton Senna ad Imola, i passi da gigante fatti nel campo della sicurezza hanno forse indotto l’opinione pubblica, e gli stessi piloti, a considerare questo sport come una pratica pericolosa, ma non potenzialmente mortale.

Probabilmente non vedremo mai il video dell’incidente, come è giusto che sia, data la natura gravissima dello schianto, ma le poche immagini trapelate ci restituiscono la severità dell’accaduto e ci fanno tornare con i piedi per terra: vie di fuga, HANS, e tutti gli altri ritrovati per l’aumento della sicurezza non hanno comunque eliminato alla radice il rischio di andarsene in una domenica apparentemente come tutte le altre. L’arrivo in Formula 1 di ragazzi sempre più giovani, come Max Verstappen, rampante teenager che guiderà da titolare a soli 17 anni, testimonia forse come questo sport sia considerato sicuro, tanto da far debuttare un pilota che, seppur di talento, ha al suo attivo solo 30 gare su monoposto. Il dramma di Jules ci dimostra che le cose stanno diversamente. Non si tratta di un freak accident, come direbbero gli anglofoni, di una tragica casualità, come l’incidente di Massa in Ungheria nel 2009. Un ragazzo di 25 anni, talentuoso, garbato, bello, con tutta la vita e una brillante carriera davanti, è in fin di vita nel 2014 per un incidente di gara; questo fatto, oltre a scioccare il pubblico e il paddock tutto, indurrà sicuramente i suoi colleghi a riflettere.

La drammatica parabola di Bianchi, passato dalla speranza di approdare in Ferrari, prima dell’annuncio dell’addio di Vettel alla Red Bull, alla sala operatoria nel giro di pochi giorni, non mancherà di far riflettere i piloti, ma deve anche essere uno sprone per un ulteriore miglioramento della sicurezza in pista, ma soprattutto a bordo pista. La morte di Ayrton Senna, fulgida stella del firmamento della Formula 1, figura complessa ed estremamente affascinante, ebbe come risultato l’inizio di quel processo di miglioramento della sicurezza in pista che ha reso possibile l’esistenza di una generazione di piloti usciti indenni da schianti spaventosi, come quello di Robert Kubica nel Gran Premio del Canada del 2007. Il sacrificio di Senna, che sconvolse il pubblico e gli addetti ai lavori, permise dunque, grazie all’instancabile volontà di Sid Watkins, di far diventare la Formula 1 lo sport apparentemente sicuro che è oggi. Ma è davvero cosi?

L’incidente odierno deve indurre ad una riflessione profonda sul modo in cui vengono gestiti i mezzi di soccorso e sulla preparazione e l’impiego dei commissari di pista. Perché la Safety Car non è stata immediatamente chiamata in causa dopo l’incidente di Sutil, viste anche le condizioni meteo problematiche, che rendevano più probabile un ulteriore fuori pista da parte di un altro pilota?

Un altro interrogativo sorge spontaneo: quante volte si è sfiorata la tragedia, e solo la fortuna ha salvato un pilota dal destino beffardo che ha colpito Bianchi? Inevitabile pensare alla Jeep in pista che si è parata davanti a Sebastian Vettel lo scorso anno in Corea, oppure ricordarsi dell’inettitudine degli inesperti commissari di pista in occasione delle prime edizioni dei Gran Premi extraeuropei, come Singapore. Quante volte solo il fato ha permesso di evitare tragedie? Si può pensare a diverse soluzioni, come quella, piuttosto radicale, di adottare il sistema usato negli USA, che prevede lo stop della gara e il ritorno ai box durante le operazioni di soccorso e di rimozione della monoposto dopo un incidente. Si potrebbe anche optare per la formazione di figure professionali ad hoc per le operazioni a bordo pista, creando un team di commissari di pista fissi da far viaggiare con il resto del Circus per il mondo. Ad ogni modo, è necessario trovare una soluzione. Il problema è che, come nel caso di Senna, sia stato ancora una volta un avvenimento gravissimo a sollevare la questione.

144 Commenti

  • Non so se l’ha già scritto qualcuno prima…due piccole considerazioni marginali su Suzuka:
    1. NON si deve gareggiare nella stagione dei monsoni o fenomeni simili;
    2. è insostenibile che la pista, al di là dei saliscendi o delle differenze altimetriche, non sia per nulla drenante.

  • Quanti PROFESSORI in questo blog.

    Scaricare la colpa sul pilota, ma dite un po’ vi paga la FIA per sparare fregnacce?

    Ma perché non dite che la gara al 41esimo giro poteva e doveva essere sospesa?!? Dato che la pista era inguidabile a causa del tifone e del cielo coperto che rendeva difficoltosa la visibilità?? Massa erano 5 giri che diceva che la gara doveva essere fermata, perché con quelle gomme di burro che ha tirato fuori la Pirelli + acquaplaning + cielo scuro non si poteva guidare?!?

    Perché la SC è entrata in pista nei primi 10 giri e poi con condizioni peggiori non è rientrata subito? E soprattutto perché la FIA ostina a dire che c’erano due bandiere gialle quando prima della zona dell’incidente c’è un idiota che continuava a sventolare la bandiera VERDE anche dopo l’incidente di Bianchi??
    Continuate a credere che la direzione gara ha tagliato le immagini per non urtare la sensibilità, mi raccomando.

  • Oh andiamo Dekracap! Ricordi Brasile 2003? Mezza griglia è finita fuori nella stessa curva, idem nel 2007 in Germania. Stessa identica situazione di ieri diversa solo perché allora chi è uscito ha avuto la fortuna di non centrare le gru o i commissari.
    In quelle condizioni l’unica cosa che “non esiste” è far uscire la safety car con due giri di ritardo con una macchina incidentata, i commissari e un mezzo di soccorso nella breve via di fuga esterna di una curva veloce.

    • Esatto, sono 2 esempi di comportamento scorretto da parte dei piloti e della direzione gara che non li ha mai puniti precedentemente, poi in quell’occasione, soprattutto nel 2007, pioveva assai di piu….

      Sono anni che si corre cosi, ma non vi ricordate quanto prima rallentassero con le gialle, mentre ora ci riescono a fare anche le pole position con una zone sotto bandiera?

      Poi un conto è se era giusto neutralizzare la gara”prima” del botto di Sutil, che ci potrebbe stare, con i metri di adesso, un conto è neutralizzarla dopo, cioè se era agibile prima lo era anche dopo, visto che in quella curva si dovrebbe andare piano, casomai gli incidenti dovevano avvenire da altre parti….

      • Allora il discors che faccio io e da tenere in considerazione, visto che i piloti piu di tanto non rallentano si impone con dei sistemi e il problema per adesso e risolto.

      • Che sistemi?

  • contebaracca

    Dekracap le gru che dico io non sono fantascienza esistono e in molte piste le usano la battuta dell elicottero te la potevi proprio risparmiare.

    • Esistono nelle piste cittadine ma non servono se i piloti andassero piano, perchè anche con la gru da 30m i vuole sempre un omino che và a legare la macchina al gancio, e se un pilota per non perdere mezzo secondo si schianti li, ammazza l’omino… ti pare giusto? Se uno si gira quando và piano per via di una pozza non succede nulla, vedi Ericsson ad inizio gara sotto SC, ha fatto 3 metri e s’è fermato, se invece vai a mazzetta vai a muro…. basterebbe andare piano come se ci fosse la SC,ma tutti hanno paura di cedere qualcosa all’altro e la FIA avvalla da anni questa situazione.

  • @Marco9187: il problema è che se il mezzo non fosse entrato e Bianchi si fosse fatto male seriamente impattando sulla vettura di Sutil (difficile ma non impossibile) adesso saremmo qui a criticare i commissari che non hanno tolto tempestivamente la vettura di Sutil…..
    E se qualcuno dicesse “non potevano rimuoverla perchè dovevano aspettare la SC” riceverebbe un sacco di critiche perchè la vettura andava tolta come è stato fatto un sacco di altre volte….

    Per questo dico bisogna ragionare a mente fredda e non condizionati dall’emotività

    • Io purtroppo in tutto cio e al contrario di altri e sopratutto di marco, non riesco a non dare il 90% di colpa a Bianchi, ha rallentato troppo poco, ma a prescindere da chi sia stato il pilota, poteva essere Alonso, Lewis o chi che sia il mio pensiero non cambia.
      Non venite a dirmi acquaplaning e fesserie varie, se sarebbe successo a 80 – 100 Km/h non sarebbe neanche arrivato alle barriere, quelle auto non hanno pneumatici da utilitaria o sportiva stradale per cui non facciamo paragoni con le nostre conoscenze di tutti i giorni, sono gomme AD ALTA TECNOLOGIA che ci piaccia o no ad una velocità ragionevole non sarebbe successo nulla.
      Il restante 10% lo lascio alla fia rea solo di non essere stata fino adesso troppo severa in regime di bandiere gialle. Io a sto punto cambierei solo una cosa, montare sulle macchine dei sistemi automatici che le rallentino ad una velocità stabilita ( 80-120 km/h ) nel tratto in cui ce la bandiera gialla a prescindere dalla volontà del pilota, un po come succede sui treni ad alta velocità moderni in cui se su un tratto il conducente non si accorge interviene il sistema di sicurezza.
      I sensori in pista non mancano e l’elettronica per fare cio neanche.

      • Oh si, l’ho detto anche io, o limitare i giri motori, o al limite basta monitorarli, come succede in pitlane, si possono fare tante cose ma la soluzione è che DEVONO andare davvero piano!

  • contebaracca

    Basterebbe imporre gru con sbracci di 30 e più m al di fuori delle recinzioni invece che utilizzare pale o ruspe fortuite e in caso la gru non arriva per il recupero sc .
    Perché lasciatemelo dire , nel 2014 in una f1 milionaria vedere una pala come mezzo di soccorso è ridicolo.
    A imola anni e anni fa già utilizzavano le gru .
    Sempre a imola prima che diventasse pubblicitaria anche la sc dietro allo schieramento di partenza partivano una ferrari 348 una 164 v6 turbo300 e una 75v6 turbo 3000 attrezzate con serbatoi estinguenti tutto di proprietà cea per seguire le f1 nel primo giro dopo lo start in modo e maniera che se ci fosse stato l impatto grave nelle primissime fasi della corsa l intervento sarebbe stato istantaneo.
    Ma negli ultimi anni non si poteva più fare perché Bernie prendeva soldi dalla mercedes
    e quindi le vetture cea non si dovevano inquadrare in tv.
    Quindi alle volte si sono fatti notevoli passi indietro in materia sicurezza proprio a beneficio del dio denaro!

  • Mi auguro che Bianchi ne esca bene ovviamente….
    Ora sicuramente chi di dovere dovrà verificare se c’è stata una grave mancanza nell’operato tale da aver causato questa tragedia.

    Però parlare di incompetenza della Fia in materia di sicurezza è eccessivo: confrontiamo un momento il livello di sicurezza raggiunto dalla F1 negl ultimi 20 anni? Un tempo ne morivano spesso di piloti, adesso questo è il primo incidente gravissimo (che ovviamente spero non abbia esito mortale) negli ultimi 20 anni, non stiamo parlando di medioevo, ma solo di 20 anni fa! Però la F1 come tutti gli sport motoristici resta sempre uno sport pericoloso.
    Non si può adesso dire che ad ogni vettura ferma deve uscire la SC (che tralaltro nemmeno esisteva un tempo e le gare si svolgevano lo stesso), quando fino all’altro ieri ci si lamentava dell’uso eccessivo della stessa.
    Vi ricordate l’incidente di Raikken quest’anno quando ha danneggiato un guard rail, la SC è stata in pista una vita e tutti, compresi gli addetti ai lavori, a lamentarsi dicendo che era eccessivo. Massa dice che non si doveva correre ieri, mentre Hamilton mandava messaggi a Charlie sfottendolo perchè non li faceva correre….

    Secondo me adesso si devono calmare le acque, chi di dovere dovrà verificare se ci sono delle responsabilità e quali (compresa eventualemnte quella del pilota stesso se come dice qualcuno non ha rallentato con le bandiere gialle) e poi a mente fredda ragionare se sia il caso o meno di cambiare qualcosa.

  • ragazzi a costo di ripetermi non è difficile da capire:
    1-la ruspa in pista in punti di facile “impatto” causa pioggia, non deve starci.

    la doppia bandiera gialla non significa nulla.
    bianchi potrebbe aver visto le luci e non è detto potesse distinguere DUE bandiere gialle.

    Le colpe di bianchi ci sono? ok se ci sono, ci sono.

    Ma la ruspa non deve star lì.

    Dal momento della necessità di intervento di un mezzo del genere, Safety Car.

    La fatalità era se accadeva lo stesso ma senza mezzo di recupero. se gli accadeva qualcosa.

    E’ semplice capire che non è una realtà parallela o dire cazz*te proporre:
    -regole diverse per rallentare
    -studiare a tavolino precedentemente regole di entrata SC e recupero mezzi, a seconda della zona in cui si verifica l’impatto.

    se poi bianchi uccideva sutil fermo nell’auto o intento a scendere, allora era colpa di bianchi ed era comunque una fatalità.

    non è questa la situazione.
    il mezzo deve entrare? SC, e quando la SC ha compattato tutti, dal gps si vede facilmente, allora entra il mezzo.
    Ecco, dopo si parla di fatalità.

    poi che lo sport sia pericoloso ok. che bianchi non abbia rallentato ok.

    ma era da prevedere che quel mezzo non dovesse essere lì.

  • Cavallino76

    Trarre spunti di riflessione da questa vicenda è giusto, non si finisce mai di imparare e migliorare. Ma per favore, basta con le polemiche inutili……
    Chi ha sbagliato rifletta sui propri errori. Ma le fatalità sono fatalità, punto. “Se fosse andato a sbattere contro la macchina di Sutil non sarebbe successo niente”, senza offesa, ma è FALSO; una monoposto incidentata piena di parti rotte ed acuminate è pericolosissima! si pensi se il povero Jules avesse impattatto la Sauber verso le sospensioni rotte… un braccetto dritto nella visiera e addio vita e speranze (Senna docet)!!!!
    Credo che nella concitazione del momento sia stato fatto il possibile, forse non capendo al volo la pericolosità della pista in quel tratto.
    E forse converrebbe a tutti ricominciare a credere nella pericolosità di questo sport; velocità uguale rischio, punto e basta.
    I piloti muoiono anche nelle ruote coperte, contornati di tanto di rollbar e telaio, figuriamoci quando intorno alla testa hai solo una protezione anti cappottamento….
    Condoglianze alla famiglia di Andrea DC ed un grandissimo in bocca al lupo a Jules. Forza!

    • guarda, la fatalità nell’impattare contro l’auto di sutil non è la stessa nell’impattare ad altezza casco una ruspa.
      l’impatto con la macchina di sutil poteva essere in millemila modi.
      contro la ruspa invece il pilota vista l’altezza delle vetture, qualsiasi impatto frontale o laterale, era pericoloso. meno se invece con il retrotreno.

      poi senna docet, dovresti ricordarlo tu, e non tu a noi altri.
      senna docet che lo spuntone ora è difficile da trovare.
      parti acuminate come dici tu, sono in carbonio per lo più.
      gli spuntoni non erano per niente raggiungibili e pericolosi nella macchina di sutil proprio perchè le macchine sono fatte in questo modo dalla fatalità DI SENNA. non altri.

      difficile pensare che la sauber con le sospensioni rotte potesse raggiungere il casco di sutil.

      i pezzi in carbonio poi invece, son fatti per distruggersi all’impatto e evitare simili conseguenze.

      la ruspa invece è ad altezza casco. e non va bene.
      ma tanto ora studiano il cupolino per la F1, e le regole rimangono così come sono.

      • dovreste anche saper leggere sulle righe ogni tanto.
        ovviamente la certezza di non subire danni dall’impatto con la sauber non c’è. ma si ragiona con probabilità.
        se dico “non sarebbe successo nulla” non è che dico “al 200% non succedeva nulla”, ma semplicemente sarebbe stata una fatalità vera subire un danno da un pezzo di sauber.
        e allora si sarebbe ragionato senza colpevoli, a come migliorare la sicurezza.

        c’è la possibilità di morire anche per un intervento di appendicite (al netto degli errori umani). ma i progressi fatti hanno diminuito le possibilità di morte per tali interventi.

        e così anche per l’impatto contro l’auto di sutil.

        mentre la ruspa è un fattore che aggrava la fatalità, e si poteva evitare assolutamente.

    • In effetti quello che penso anche io, chi lo dice che se andava contro la sauber non sarebbe succesxso nulla!!!!.
      Non possiamo mai provare il contrario, ma che non sarebbe successo nulla al 100% non lo escludo nella maniera piu assoluta.

      • assolutamente, al 100% no. ma allora si tratterebbe di fatalità e bianchi non avendo rallentato si è messo in condizioni pericolose e ha rischiato e subito una fatalità causata da lui.
        ma la ruspa però….

      • marco, parliamoci chiaro, se ogni qual volta che entra una ruspa per spostare un’auto in pista entra la SC le gare non vedrebbero mai la bandiera a scacchi. Le 2 ore non sarebbero sufficienti, purtroppo e successo ma vorrei vedere i vostri commenti a delle gare ogni volta che entra una SC per spostare una macchina. E poi che gare sarebbero?
        Ripeto gli incidenti succedono per una serie di eventi e coincidenze, a mio avviso sarebbe potuto succedere anche in regime di SC.
        A sto punto in agricoltura pure qualcuno di tanto in tanto finisce sotto un trattore, allora che si fa torniamo a lavorare i campi a mano perche non si puo escludere l’incidente?

  • Purtroppo ci troviamo a commentare un altro gravissimo incidente che sta mettendo a rischio la vita di un ragazzo.
    In queste situazioni si cerca sempre di trovare i colpevoli, di affibbiare responsabilità, ma spesso non ci si rende conto che parliamo comunque di uno sport in cui si viaggia a 300 km/h con macchine che non sono indistruttibili e soprattutto ci si dimentica che la fibra dell’uomo non è indistruttibile.

    Magari si poteva fare di più sulla sicurezza, magari si poteva neutralizzare la gara all’incidente di Sutil, magari si poteva esporre la bandiera rossa quando è arrivato il secondo violento scroscio d’acqua e mille altre cose del genere.
    Purtroppo nessuna di queste cose è stata fatta e ora Bianchi lotta per la vita.

    Io posso capire ogni tipo di atteggiamento da parte dei tifosi:
    Capisco chi dice che è stata una fatalità, capisco chi se la prende con il direttore di gara, capisco chi se la prende con i commissari di pista che hanno piazzato quella gru, capisco anche chi dice che forse è stato imprudente Bianchi.
    Veramente capisco ogni punto di vista da parte di chi, come me, giudica i fatti dal divano.

    Quello che non capisco sono le parole di Felipe Massa: “Non si doveva correre.”
    Io veramente faccio fatica a comprendere parole del genere dopo un fatto così grave.
    Il signor Massa è un uomo oppure un burattino ?
    Perché lui, rendendosi conto che era troppo pericoloso continuare a correre, non è rientrato ai box dopo il primo giro dietro la SC ?
    Lui più di tutti, dopo quello che ha passato nel 2009, dovrebbe rendersi conto che fa un mestiere in cui scherzare con la sicurezza può portare alla morte.
    Perché è rimasto in pista per più di 40 giri dopo essersi reso conto che non si poteva correre ?

    Avrebbe fatto bene a tenere la bocca chiusa, perché nessuno obbliga i piloti a correre e quindi è logico aspettarsi che un professionista, nel momento in cui si renda conto che è pericoloso continuare a correre, si fermi per evitare di mettere in pericolo la sua vita, quella dei suoi colleghi e quella dei commissari di pista.
    Se c’è un pericolo non si deve aspettare la bandiera rossa per fermarsi, perché il direttore di gara, per quanta esperienza possa avere, non potrà mai (e dico mai) avere una conoscenza delle condizioni della pista migliore dei piloti che sono sul circuito.

    Ovviamente poi entrano in gioco le considerazioni personali di ciascun pilota, perché ci sono piloti più “coraggiosi” (o folli) e piloti più “timorosi” (o lucidi).
    Però dico io, se un pilota dice che durante la gara si era reso conto che sarebbe potuto morire continuando a correre e ha continuato a correre lo stesso, le cose sono due:

    1)E’ un idiota a cui dovrebbe essere impedito di correre, perché ha continuato a stare in pista pur sapendo che poteva rischiare la vita in ogni momento.

    2)E’ un codardo e un vigliacco, perché mente e approfitta di una situazione tragica per farsi pubblicità.

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