Smedley: “Realizzare un abitacolo chiuso sarebbe semplice”

7 ottobre 2014 11:10 Scritto da: Marco Di Marco

Rob Smedley torna a proporre l’idea dell’introduzione di un cupolino di concezione aeronautica sulle vetture di Formula 1, al fine di proteggere maggiormente la testa dei piloti durante gli incidenti.

Rob Smedley Williams 2014

A poco più di 48 ore dal drammatico incidente di Jules Bianchi nel Gran Premio del Giappone, il mondo della Formula 1 appare ancora scosso dall’accaduto e si interroga sia sulle cause che hanno provocato l’incidente, sia sulle misure da adottare per evitare il ripetersi di simili episodi. Nel mare delle polemiche apparse sul web, poco edificanti in un momento così delicato per il giovane pilota francese, un punto di vista diverso sui rimedi da adottare sulle monoposto viene da Rob Smedley.

Il tecnico inglese della Williams ha espresso il proprio punto di vista circa le possibilità di rendere gli abitacoli delle monoposto, zona al momento più vulnerabile della vettura, maggiormente sicuri con l’introduzione di un cupolino. “Da un  punto di vista tecnico è qualcosa di molto semplice da realizzare. E’ qualcosa di cui abbiamo già parlato in passato con il gruppo tecnico e di cui, sicuramente, riparleremo in futuro”.

Smedley è direttamente interessato da questa innovazione visto l’incidente occorso nel 2009 a Felipe Massa nel corso delle qualifiche del Gran Premio di Ungheria, dove il pilota brasiliano è stato colpito da una molla persa dalla Brawn di Rubens Barrichello. “Non so dire – continua Smedley –se una simile soluzione avrebbe potuto aiutare Jules nell’incidente. La dinamica dell’accaduto è stata tremenda”.

Il tecnico inglese interviene poi sulle critiche che subirebbe la Formula 1 dinnanzi ad una rivoluzione estetica simile: “Ovviamente l’adozione di una copertura del cockpit renderebbe diverso l’aspetto delle monoposto che, per definizione, sono vetture dotate di abitacolo aperto, e questo potrebbe far storcere il naso ai puristi, ma bisogna anche considerare che le forme delle monoposto sono cambiate decisamente dal 1950 ad oggi. Se il problema riguarda esclusivamente il lato estetico delle vetture, allora non è un problema che mi coinvolge”.

 

27 Commenti

  • A mio parere, se si vuole il cupolino, con i problemi annessi, la si trasformi in una serie a ruote coperte.

  • lewis_the_best

    Giuseppe Ferrari tu saresti favorevole anche a mettere il limite di 130km/h in nome della sicurezza!!

  • Azzeramento vertici Fia e Fom, innalzamento della sicurezza nei circuiti (via tutte le vie di fuga in terra o ghiaia), aumento della sicurezza passiva delle vetture, con protezioni laterali più alte (stile Ferrari f310 1996) e cupolino nello stesso materiale e forma di quello dei caccia militari (penso a quelli usa f22 e f35 che offrono la maggiore protezione) … Per far saltare il cupolino in caso di incidente basterebbe un pulsante interno o esterno che attivi i pirotecnici e faccia saltare la calotta … Una tecnologia che esiste in aeronautica dal 1940 …

    • Ti sei dimenticato “più pelo per tutti!”. Io credo che nell’incidente abbiano influito più la scarsa visibilità e le gestione (bandiere, recupero auto sutil, safety car) che non la sicurezza passiva delle auto. Se vedi le foto è stato quasi distrutto il roll bar. La posizione della testa credo sia migliore oggi di quanto fosse nelle vetture del ’96. Quanto al cupolino, compreso quello di F22 e F35, è una struttura in policarbonato per cui ottima in situazione come quella di Massa ma poco utile in urti capaci di distruggere il roll bar o decelerazioni troppo elevate per gli organi interni.

  • Perchè non far correre i piloti alla PlayStation?
    Sarebbe molto più sicuro, emergerebbero comunque le qualità dei piloti e la bravura dei tecnici nel trovare il setup giusto per ogni pista!

  • Non ho mai parlato fino ad ora dell’argomento Bianchi, ma è giunto il momento: anche se la Marussia avesse avuto l’abitacolo chiuso, domenica comunque ci sarebbe stata una tragedia.
    Per non farsi male quando si è lanciati a 200 km/h contro una gru da 30/40 quintali devi essere a bordo di un mezzo che non ha nulla a che fare con i mezzi che abitualmente vediamo in pista a gareggiare, di qualsiasi categoria.

    Un mezzo militare, forse.

    Le gru in pista purtroppo ci saranno sempre, sono l’unico mezzo per recuperare un mezzo in avaria e portarlo al di fuori dell’area del tracciato.
    L’unica soluzione è l’introduzione sistematica della safety car, e per sistematica intendo che se ad uno spettatore a Monaco cade un sacchetto di patatine in pista , deve uscire la safety car e congelare le posizioni, punto.

    Non ci dovrà mai più essere la “discrezionalità” del direttore di gara, ogni qualvolta ci fosse qualcosa in pista o nelle aree di fuga che possa anche solo lontanamente essere pericoloso, la gara deve essere congelata ed uscire la safety car.
    Con le gialle rallentano un po’ , tutti , fin dalle categorie minori; ma appena viene comunicata la SC alzano proprio il piede di scatto, e non è proprio la stessa cosa.

    Certo cambierà il modo di interpretare le corse, ma avremo più sicurezza per i piloti e per i commissari.

    Non dimentichiamo che domenica a Suzuka sarebbe potuta succedere una strage anche di commissari di percorso.

    Una regola semplice e non interpretabile potrebbe, secondo me , essere la soluzione.

    • Altrimenti tornando sul discorso “limitatore imposto”… imporlo a tutti? Un esempio: esce di pista Sutil, automaticamente a TUTTE le macchine in pista viene forzata una velocità massima di 120 km/h… così si otterrebbe un rallentamento equivalente alla SC ma mantenendo posizioni e distacchi in modo più equo…

      Certo, si farebbe meno pubblicità alla Mercedes, e si licenzierebbe il buon Maylander 😉

  • La cosa più veloce e saggia è impedire ai mezzi di soccorso di entrare nelle vie di fuga, aggiornando con apposite corsie i circuiti, rimangono rischi importanti soprattutto per i commissari che hanno rischiato di morire lì sul colpo.
    Non c’è una soluzione ottimale le variabili sono troppe, è stata una tragica casualità. Se ci si impunta sulla sicurezza al 100% si arriverà a vetture radiocomandate da piloti in abjtacoli virtuali…

  • Secondo me la soluzione più fattibile, e la prima che mi è venuta in mente è: limitatore “imposto” nelle zone di pericolo… in caso di incidente basterebbe limitare forzatamente la velocità delle monoposto, nel momento stesso in cui entrano nel settore interessato da bandiere gialle… dalle mie parti c’è una pista di Kart elettrici dove fanno esattamente così, alla fine le F1 moderne sono dei velocissimi Kart ibridi, o no? 😉

    • limitatore si, ma segnalazione del pericolo e della preventiva attivazione del limitatore, già da molto prima, perchè sennò se c’è il trenino e uno dietro va 20km/h più veloce perchè sta per sorpassare, l’impatto non sarebbe a 10km/h anzi!

      • Sì chiaro, è da studiare molto bene, ma secondo me è la soluzione più sicura…

    • Anche io sono d’accordo di limitare la velocità nel settore a rischio, ma non forzatamente. Sarebbe impossibile dare una velocità fissa in parti diversi del circuito (rettilineo Monza vs la Vecchia Stazione a Monaco).

      Io obbligherei il pilota a percorrere quel settore con le bandiere gialle (ricordo che la FIA suddivide i circùiti in più settori rispetto ai classici 3 di cui siamo abituati) almeno il 50% più lento (sull’asciutto, il 75% da asciutto a bagnato) rispetto al suo migliore passaggio.
      Un esempio: il mio record nel settore 8 del circuito X è di 10 secondi, se nello stesso settore ci sono bandiere gialle al prossimo/futuri giri, dovrò percorrelo almeno in 15 secondi per non subire una grossa penalità.

      Potrebbe essere un’idea fattibile già dal prossimo GP perchè non implica nessun cambiamento strutturale.

      E più ci penso, più mi piace….

      • Direi che potrebbe essere un’ottima soluzione… come potrebbe esserlo quella di mettere degli argani “fissi” a bordo pista, al posto dei bulldozer entrerebbe un commissario, aggancerebbe l’auto con un cavo, e la stessa verrebbe trascinata in un punto sicuro del tracciato… sarebbe fattibile secondo voi?

  • Io sono d’accordo con fabietto.. Aumenterebbe solo la sicurezza contro piccoli oggetti ma comporterebbe altri rischi ben più gravi… L’energia che dovrebbe assorbire in un incidente come questo è enorme.. cedrebbe rendendo il soccorso anche più difficoltoso

  • Mah, bisogna studiarla bene.
    Come si apre?
    E’ resistente a impatti del genere?
    E’ un eccessivo intralcio?
    E fumi e calore? Le fiamme?

    Questo sarebbe un tentativo bello e buono di aggirare il problema…

    Il problema è che l’incompetente che decide per la sicurezza in pista, sta lì da tanto tempo e con numerosissimi infiniti e reiterati errori che avrebbero portato alla rimozione di CHIUNQUE altro in qualunque altro ruolo lavorativo, meno che di Whiting l’amichetto personale di Bernie. Il responsabile deve pagare, e con lui l’altra massa di incompetenti.

    Il problema è il regolamento anche. E non è il cupolino a risolvere la questione.
    Bisogna vedere poi effettivamente un impatto del genere che ha divelto e distrutto il cofano motore, se non sia un ulteriore inutile intralcio o se alla fine in quel caso non sarebbe stato semplicemente rimosso anteriormente, e se non fosse di intralcio alla dissipazione di energia.

    La verità è che non bisogna dimenticare che Bianchi ha picchiato contro qualcosa di troppo “duro” che non riesce a dissipare completamente l’energia del colpo subito, restituendola quasi per intero (l’altra ha alzato la ruspa) al pilota. E l’ematoma a casco integro ne è l’emblema, e chissà che altri danni spinali Jules ha subito.
    Per un impatto, ripeto, contro qualcosa di non adatto a ricevere impatti a tali velocità. Un impatto contro qualcosa che NON doveva star lì.
    Senza morali su “poco edificanti polemiche sul web”. Altrimenti gli errori di questi soggetti che stanno rovinando da decenni la F1, non faranno altro che passare ANCORA UNA VOLTA, in terzo-quarto-quinto piano. Fino al prossimo errore. Finora erano stati solo sportivi come drammi, o errorini risolti con critiche banali (Corea 2013, Nurburgring 2007, Interlagos 2003 e così via). Ma adesso basta!
    Ma tanto censura, soluzioni alternative, e si chiuderà tutto con l’esclusione di Suzuka dal calendario, perché troppo pericoloso… E via al circo delle pagliacciate, e tutto nell’oblio.

  • Più ostacoli mettiamo davanti alla testa dei piloti e peggio sarà.
    Magari il cupolino avrebbe reso meno grave l’incidente di Massa, ma certamente non quello di Bianchi.
    Con un impatto così violento e contro un ostacolo così grande il cupolino si sarebbe trasformato in una trappola mortale per Bianchi.

  • Newey sono anni che lo dice. Ma perché secondo voi?

    Gli frega realmente della sicurezza del pilota?

    Direi proprio di no. Si sa che è fissato con l’aerodinamica. Si sa cosa aveva il coraggio di sostenere Newey fino a qualche anno fa. Che l’incidente di Senna fosse causato da una foratura.

    Semplicemente vergognoso

    • Giuseppe.Ferrari

      Si sa che Newey ha un debole con la tecnologia aeronautica, quindi secondo me sapeva benissimo come realizzare un cupolino senza compromettere nulla.

      • Appunto ma solo per creare macchine più efficienti aerodinamicamente… temo molto che arriverà una struttura semi chiusa e tanti tanti problemi in più.

  • Giuseppe.Ferrari

    Secondo una cosa di questo genere in chiave moderna e adattata alle attuali monoposto da F1 sarebbe decisamente interessante:

    http : //www . dragracingonline . com/raceresults/2011/xiii_8-nhra_seattle/RL_DelWorsham-cockpit-overhead.jpg

  • Se non fosse che con un cupolino avremmo molti più problemi di sicurezza… in caso di incendio, di fumo nell’abitacolo, di caldo, di batterie che perdono, di visibilità scarsa e di olio e sporco che viene lanciato dalle macchine, di estintori fuori controllo e di cappottamento, di tempo per uscire dall’abitacolo. Nel caso di un impatto simile a quello di Binachi poi praticamente inutile.

    • Giuseppe.Ferrari

      Sono d’accordo, ma si potrebbe studiare qualche soluzione per proteggere di più la testa del pilota.

    • Comunque ci sono vetri infrangibili, e poi si potrebbe munire la macchina di un sistema meccanico per aprire il cupolino, senza la possibilità di guasti elettronici

      • Certo in caso di cappottamento sarebbe un po’ un problema uscire, ma non credo che Massa sia uscito autonomamente quest’anno senza aspettare che lo rigirassero

    • Si è chiaro che lo girano per estrarlo, ma aumentano i richi legati all’intossicazione e avvelenamento del pilota che sono praticamente assenti e aumentano i problemi di visibilità in maniera esponenziale… Rifrazione (aberrazioni del campo visivo), sporco, pioggia.
      Il cupolino sarebbe utile solo in caso di oggetti scagliati verso la testa del pilota, caso Massa, pneumatici imbizzarriti, nell’urto di Bianchi, a meno di fantascientifiche soluzioni sarebbe aumentata la difficoltà di estrazione e la possibilità che il cupolino, divelto dall’urto decapitasse il pilota.
      E’ una protezione più mediatica che effettiva, e sarebbe usata per fini aerodinamici alla fine.

  • Giuseppe.Ferrari

    Io sono favorevole, nel modo più assoluto.

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