Ecclestone su incidente Bianchi: “Solo sfortuna”

9 ottobre 2014 13:16 Scritto da: Alessandro Bucci

Il Patron della Formula 1, Bernie Ecclestone, ha inquadrato il terribile incidente occorso a Jules Bianchi al GP del Giappone come un episodio dovuto alla sfortuna. Si può essere d’accordo o meno con questa tesi, ma ciò che rimane scolpito nella pietra sono le contraddizioni sul tema sicurezza nella massima serie.

incidente bianchi

Il dorato mondo della Formula 1 si appresta a disputare il primo Gran Premio di Russia a Sochi, in un clima alquanto difficile e teso. Il terribile incidente di Bianchi a Suzuka e le gravi condizioni in cui versa il pilota francese non hanno fermato il circus, impegnato in terra russa dopo nemmeno una settimana dal Gran Premio del Giappone.

La FIA nei giorni scorsi ha avviato un’indagine sull’accaduto per volere di Jean Todt, con lo scopo di cercare di capire quali siano le dinamiche esatte che hanno portato il giovane francese della Marussia ad uscire di pista a forte velocità, finendo poi con l’impattare contro la ruspa intenta a rimuovere la Sauber di Sutil alla curva Dunlop, rimediando un grave trauma cranico. A condurre l’indagine saranno il direttore di gara del GP del Giappone Charlie Whiting ed il capo del Dipartimento tecnico F1.

A fare molto discutere è stata anche la censura imposta dalla Federazione nei confronti delle immagini video ufficiali sull’accaduto. Nell’epoca di internet, voler applicare un oscuramento del genere sembra decisamente irrealistico, tant’è che i drammatici istanti dell’incidente occorso a Bianchi sono state postate in rete il giorno successivo su You Tube da uno spettatore. Video, ovviamente, prontamente rimosso dalla Formula One Management, ma ormai la viralità del video era tale che è stata impossibile fermarla.  La questione di fondo è che esiste una norma, adottata dopo il tragico week-end di Imola 1994, che impedisce la trasmissione delle immagini inerenti ad incidenti o situazioni la cui dinamica non è facilmente spiegabile o che possano contenere fotogrammi che prima necessiterebbero di un’indagine giudiziaria. Inoltre, secondo quanto riporta Auto Motor und Sport, la scelta di Marussia e FOM di non mostrare le immagini e cercare di censurare anche quelle amatoriali in rete ha una logica ben precisa, ossia quella di limitare le polemiche non solo alla direzione gara, ma anche al pilota che potrebbe avere anche delle responsabilità.

Non accadde con Kubica nel 2007 a Montreal o nel 2009 all’Hungaroring con Massa, mentre la censura si ebbe a Monza nel 2010, dove la FOM evitò di mostrare l’incidente occorso al meccanico della HRT quando, Yamamoto, uscendo dai box, travolse uno degli uomini del team spagnolo procurandogli una leggerta commozione cerebrale e la rottura di una costola. Immagini mai mostrate dalla FOM, ma che furono svelate al mondo da un utente you tube. In quella occasione, però, non vi fu alcun scalpore a riguardo, se non una silenziosa censura da parte della Formula One Management per violazione di Copyrights. E il motivo, purtroppo, è facilmente intuibile.

Bernie Ecclestone ha archiviato il drammatico episodio di Suzuka come una circostanza sfavorevole, attirandosi le ire e le critiche di buona parte degli aficionados della massima serie: “L’incidente di Bianchi è stata solo una questione di sfortuna. S0e avessi saputo con precisione quando ci sarebbe stata la tempesta su Suzuka, tutto sarebbe stato più facile. Invece nessuno lo sapeva. Anzi, secondo le previsioni, le condizioni meteo sarebbero potute anche essere peggiori”.

Un aspetto che stride, che urta, in questa triste vicenda è la mancanza di coerenza da parte della FIA. Nelle ultime ore, addetti ai lavori e tecnici hanno tirato in ballo soluzioni che, in ultima analisi, avrebbero potuto impedire gravi danni allo sfortunato numero 17 della Marussia (come la sciagurata idea del cupolino sull’abitacolo), ma nemmeno una parola è stata spesa dai piani alti sull’assurda norma che impedisce il cambio di assetto tra qualifica e gara, costringendo i piloti a improbabili compromessi o a disputare “finte” qualifiche tutte votate al giorno successivo, come hanno fatto, probabilmente, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen nelle qualifiche di Suzuka.

Come si può parlare di sicurezza in pista, quando una normativa impedisce ai team ed ai rispettivi piloti di cambiare l’assetto della propria vettura dalla qualifica alla gara? Una vettura instabile e scarsamente competitiva come la MR03 senza dubbio risente di questa norma in maniera molto più marcata, rispetto ad una monoposto che viaggia a 3-4 secondi più veloce al giro, forte anche di un’aderenza e di una stabilità nettamente maggiore.
Bianchi molto probabilmente è uscito di pista per aquaplaning ed Ecclestone non ha tutti i torti nel sostenere la sfortuna abbia avuto un’influenza marcata nell’incidente. Ma che senso ha promuovere la sicurezza in pista se poi non si interviene su regole che ne limitano la reale applicazione in pista?

 

 

8 Commenti

  • ”Anzi, secondo le previsioni, le condizioni meteo sarebbero potute anche essere peggiori”..Cit. il peggior uomo sulla faccia della terra

  • In riferimento a quello che ha detto pazzo in rosso … concordo che qui ci sono state delle mancanze in tutto: prevenzione,applicazione e comunicazione ma alzi la mano chi non ha schiumato nel gp del guard rail rotto pensando che una raddrizzata sarebbe andata piu che bene…… e se poi ci finiva addosso il bianchi di turno?purtroppo su alcune cose ci si arriva solo dopo che sono successe.

  • Purtroppo bisogna ammettere che certe casualità nella vita avvengono e solo a posteriori si può porre rimedio preventivo… per esempio prima che le ruote si staccassero e fecero una strage c’era qualcuno che gridava a gran voce di legarle con un cavo?certo che si poteva fare di più e meglio e cosi sarà nel futuro ma qui è stata davvero una gran sfiga per il povero jules

    • Si svegliano sempre troppo tardi.

      Ricordiamo quanti incidenti sono accaduti per esempio a causa delle ruote scoperte (quello di Villeneuve su tutti), e tutti gli altri dovuti a pneumatici lanciati a forte velocità.
      Sarebbe stato sufficiente coprirli come per esempio la concept car prototipo red bull x1 o in tanti altri modi, anche a costo di sacrificare il tempo di pit stop.

      Credo che l’incidente di Bianchi solleverà tanti interrogativi sulla direzione gara e sui regolamenti, perché errare è umano, ma perseverare è diabolico.

      • Oltretutto una simile soluzione delle ruote eliminerebbe tutti i flussi perturbati causati dal rotolamento degli pneumatici, consentendo anche benefici aerodinamici e migliorando la guidabilità

  • PazzoINRosso

    Che Bernie sia così lo sappiamo benissimo e in fin dei conti queste dichiarazioni non mi sconvolgono più di tanto.
    Vorrei però qualche parola da parte di Charlie Whiting. Colui che dopo il GP di Gran Bretagna disse che Lauda non ne capiva nulla di sicurezza (andate a cercare l’articolo).

    Fermare la gara per un ora a causa del danneggiamento del guard rail è ok… e se qualcuno dice qualcosa non capisce nulla…… ma quando una gru entra seppur in regime di bandiere gialle nella via di fuga di un circuito allora tutti stanno zitti e la sicurezza non esiste più…….

  • il solito ecclestone mha..

  • Myriam F2013

    Un po’ semplicistica la tua opinione sul dramma di Bianchi, dannato vecchiaccio

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