Gp di Russia 2014: la conferenza stampa dei piloti

9 ottobre 2014 16:10 Scritto da: Redazione

Conferenza stampa del giovedì del GP di Russia 2014. Presenti Fernando Alonso (Ferrari), Sebastian Vettel (Red Bull), Adrian Sutil (Sauber), Felipe Massa (Williams), Jenson Button (McLaren) e Daniil Kvyat (Toro Rosso).

Conferenza Stampa Sochi 2014

Il Gran Premio di Russia, il primo nella Storia ufficiale della Formula 1, ha avuto inizio con la consueta conferenza stampa dei piloti, in un clima piuttosto provato per via del drammatico incidente occorso a Jules Bianchi nella gara di Suzuka, disputata la scorsa domenica. Per sostituire lo sfortunato pilota francese della Marussia si pensa a Stevens o Rossi, ulteriori notizie saranno fornite in giornata dal team russo.

Per Daniil Kvyat si tratta del Gran Premio di casa, mentre Alonso e Vettel hanno dovuto fronteggiare le domande dei giornalisti riguardo al loro futuro. Adrian Sutil, triste testimone dell’accaduto a Suzuka, non ha voluto commentare l’episodio, attualmente sotto indagine.

La conferenza stampa ha spaziato tra diversi temi, avendo come punto iniziale il drammatio GP del Giappone, in particolare l’incidente di Jules Bianchi:

Fernando Alonso: “Credo sia stato una gara molto difficile, ovviamente tutti i nostri pensieri sono con Jules. La nostra mente è lì perchè abbiamo un enorme rispetto per il nostro lavoro, ma quando ci sono grossi incidenti non ci sono parole per descrivere quanto ti senti male. E’ stato un week-end difficile e lo sarà anche questo, soprattutto a livello emotivo. Siamo pronti a correre, a correre per lui, per essere più professionali possibile, ma decisamente la nostra mente è con lui”.

Felipe Massa: “E’ stata la peggior gara della mia vita. E’ stata davvero una brutta gara, peggio di quella del mio incidente. Di quella non ricordo più nulla. Continuiamo a pensare a Jules, il week-end è difficilissimo da fare, speriamo che domani vada meglio dato che iniziamo a correre e quindi possiamo concentrarci sul lavoro e distogliere la mente da Suzuka, anche se sarà difficilissimo. Preghiamo per Jules, siamo uniti e correremo per lui”.

Sebastian Vettel: “E’ stata una gara estremamente difficile per tutti, mi unisco a quanto detto dagli altri piloti. La più difficile, da digerire per noi, una gara disputata in condizioni difficili che lasciavano margine soltanto a piccoli errori. Ci sono state circostanze molto sfortunate che hanno portato ad una vera e propria catastrofe. I pensieri sono per Jules e la sua famiglia e vogliamo trasmettere loro tutta la forza che ci è possibile. Credo sia molto difficile ora, si dicono tante cose, c’è sempre qualcosa da imparare quando succedono cose del genere, per evitare che si ripetano, ma bisogna anche capire che, con le macchine che abbiamo e le velocità che raggiungiamo, gli incidenti possono accadere. E’ strato molto sfortunato, un incidente diverso dal soltio”.

Adrian Sutil: “E’ difficile esprime a parole la mia situazione. E’ stato un momento durissimo per me, ero presente sul luogo dell’incidente. Non mi andava di parlarne domenica e non mi va di farlo adesso. C’è solo da pregare affinché arrivino buone notizie. Dobbiamo essere professionali, correremo per lui”.

Daniil Kvyat: “E’ stato uno shock anche per me. Non potevo aspettarmi di ricevere delle notizie così negative dopo la fine della gara. Desidero soltanto poter sentire delle notizie migliori, positive, riguardo a Jules. Gli auguro di riprendersi, questa è l’unica cosa che conta. Non succedeva nulla del genere da diverso tempo. Penso a Jules molto spesso, come tutti noi, siamo molto uniti per sostenerlo”.

Jenson Button: “Credo che tutti condividiamo le opinioni che abbiamo sentito fino ad ora. E’ una sensazione davvero orribile sapere
che un tuo collega abbia passato e stia passando momenti terribili. Tutti condividiamo lo stesso sentimento”.

Il nuovo circuito di Sochi, ricavato nel sito olimpico della città, sembra piacere ai piloti:

SV: “Sono stato qui un paio di settimane fa per attività promozionali. Ho avuto l’opportunità di portare in giro la macchina sulla pista. E’ un circuito molto difficile in cui trovarei l giusto compromesso, ha molte curve, ma anche rettlinei dove serve molta velocità E’ un tracciato molto interessante, con curve a 90°, in particolare la curva 3, è una sensazione unica guidare in un parco olimpico. Ovviamente, com’è già stato accennato, c’è un ombra su tutto per quello che è successo lo scorso week-end, ma è molto emozionante disputare il primo GP ina Russia”.

AS: “Condivido commenti di Vettel. E’ una bella sensazione affrontare questo nuovo circuito, lo è per tutti, per gli ingegneri, per i piloti e via dicendo. D’altro canto, le nostre emozioni sono altrove, soprattutto per il nostro team, siamo stati molto vicini a Jules nella nostra carriera. Dovremo essere professionali, correre per lui, perchè dobbiamo dimostrare che siamo un team forte, ma sarà dficile. Sochi è stata un’esperienza positiva. Abbiamo ricevuto un’ottima accoglienza e la pista è molto moderna, le strutture sono fantastiche. E’ bello avere un nuovo circuito e nuovo paese in calendario”.

FM: “E’ bello essere qui, è un bel circuito, con ottime infrastrutture. Ciò che ho visto finora è positivo e speriamo di fare una buona gara”.

JB: “Ho fatto qualche giro al simulatore, ancora non ho camminato lungo il circuito, lo farò tra un paio d’ore. Tutti noi accogliamo favorevolmente una nuova sfida, come quella di regalare spettacolo ai fan, speriamo di avere gli spalti pieni e di offrire una bella battaglia in circuito”.

Per Daniil Kvyat si tratta della gara di casa: “Provo emozioni contrastanti, tutti i pensieri sono ancora rivolti al Giappoine. Ci vorrà un po’ di tempo perchè questo passi. Sono felice del primo GP di casa, le strutture sono molto importanti, c’è una bellissima pista, dieci anni fa non potevo sognare nulla del genrte quando iniziai la mia carriera, ora invece tutto ciò si è realizzato, è un momento molto speciale per me, una gara tutta nuova dove cercheremo di fare quello che già stiamo facendo da molto tempo”.

Sebastian Vettel, interrogato sul suo futuro in rosso, ha risposto: “Non ho aggiornamenti a riguardo. Spero di poter dare un annuncio presto. Una volta che esso sarà dato, tutto sarà chiaro per tutti, dobbiamo aspettare”.

Ad Adrian Sutil è stato domandato se la FIA gli avesse chiesto qualcosa circa l’incidente di Bianchi. Il tedesco della Sauber ha replicato così: “Ho potuto vedere qualcosa, ma penso che il video diffuso su internet sia alla portata di tutti. Tutti hanno visto la dinamica. Non posso dire altro. Io ero lì, non mi aspettavo che un pilota uscisse di pista. Quando mi sono reso conto dell’arrivo della vettura di Bianchi, ormai l’incidente era avvenuto. Non ho visto quello che è successo prima”.

Riguardo all’approdo in Red Bull nel 2015, Daniil Kvyat ha espresso le sue emozioni: “E’ un passo importante, per me. Mi è stato detto tutto in Giappone ed ero molto contento e molto onorato. Entrare in Red Bull l’anno prossimo significa molto. Il nome del team dice tutto. Faremo del nostro meglio per combattere per le posizioni più alte”.

Riguardo all’introduzione di un cupolino per proteggere l’abitacolo, i piloti hanno espresso umori contrastanti, ma in linea generale sono favorevoli a testare eventuali soluzioni:

FA: “Probabilmente sono tendenzialmente d’accordo, quanto meno a provare, a testare l’idea. Siamo nel 2014, abbiamo una tecnologia sufficiente, abbiamo aeroplani e molti altri esempi in cui viene utilizzato con succceso il cupolino, quindi perchè non pensarci? Tutti i peggiori incidenti negli ultimi anni sono stati infortuni alla testa, quindi probabilmente è il problema in cui non abbiamo ancora raggiunto la massima sicurezza”.

SB: “Ho un’opinione contrastante, ad essere onesto. Se guardiamo una macchina di Formula 1, uno degli aspetti che la caratterizza è l’avere l’abitacolo aperto, ma, d’altro canto, come ha detto Fernando, ci sono altri motivi per prendere in considerazione l’abitacolo chiuso in futuro, ma è difficile avere già un’opinione a riguardo…”.

FM: “La sicurezza è la cosa più importante per me. Sono d’accordo con Fernando. Bisogna provare con la possibilità degli abitacoli chiusi, nel mio incidente sarebbe stato la migliore soluzione”.

AS: “Penso che bisognerebbe provare a chiudere gli abitacoli, per la sicurezza ne vale la pena. Se non perdiamo nulla, perchè non provare”.

JB: “Si tratta di una risposta difficile, come hanno detto gli altri. Ovviamente ci sono aspetti positivi rispetto alla sicurezza, ma questa è la Formula 1 che ha avuto l’abitacolo aperto sin dall’alba dei tempi. Sarebbe un grosso cambiamento, la sicurezza si può sempre migliorare, la questione sarà esaminata se ci sarà possibilità di introdurla in futuro”.

DK: Quando capitano queste cose bisogna prendersi una pausa e valutare tutto, quali possano essere le soluzioni migliori. Perchè no? Ma prima deve essere provato, testato e ben calcolato”.

E’ stato domandato ai piloti quali siano le condizioni che giudicano inaccettabili per correre, dovendo gestire molti rischi nell’arco di un week-end di gara:

SV: “Tutti abbiamo un cervello che decidiamo di usare. La nostra volontà di correre è cosciente, la ricerca del brivido, di gestire la macchina al limtie, ovvviamente c’è sempre il rischio che qualcosa vada storto, ma sono stati fatti parecchi miglioramenti rispetto al passato e credo che abbiamo una gran fortuna che, i piloti della nostra generazione, abbiano fatto incidenti violenti, ma riportando conseguenze limitate. Quello che è successo la settimana scorsa ci ha ricordato di quanto rapidamente le cose possano cambiare. Negli incidenti delgi ultimi anni, quelli più violenti, non è accaduto quasi nulla.Questo significa che sono stati compiuti miglioramenti”.

DK: “Siamo qui per correre. Sappiamo che i rischi sono alti, abbiamo visto quello che è successo, le velocità sono molto alte, spesso oltre 300 km/h, ma non possiamo correre ai 100 km/h, vogliamo sempre avere sicurezza massima in quello che stiamo facendo. Grazie alla GPDA abbiamo visto dei miglioramneti enormi. Queste cose ci ricordano che ci sono sempre dei miglioramenti possibili da fare”.

FM: “Una parte di te ci pensa sempre al rischio. Amo correre, amo competere, è una cosa che mi dona felicità. C’è il rischio, pensi ad esso, ma il mio lavoro mi da felicità, mi da motivazione. E’ la mia passione. Non posso smettere. Io ci sono passato, ma adesso non posso pensare al rischio, è la mia felicità”.

JB: “Non ho nulla da aggiungere”.

Ad Alonso sono poi state rivolte tre domande dalla platea dei giornalisti, una delle quali, è stata categoricamente ignorata dall’asturiano (quella inerente il suo futuro e all’eventuale annuncio ufficiale).
D: “Nelle ultime gare hai incontrato diversi problemi tecnici. Sei fiducioso di poter concludere sul podio le ultime tre gare?

FA: “Beh, questo è il mio desiderio, abbiamo avuto alcuni problemi, la macchina sta recuperando la velocità e siamo stati più competitivi in ultimi eventi, daremo il nostro meglio nelle ultime gare anche se alcune opportunità le abiamo sprecate. Il team è shockato per quanto accaduto a Jules, siamo tutti preoccupati, ma è il momento di essere uniti e di ottenere un buon risultato che dimostrerà anche a lui tutto il nostro rispetto”.

D: Il GP di Russia sarà l’ultimo sotto la presidenza del Signor Montezemolo. Quali sono le tue emozioni a riguardo?

FA: “Montezemolo è stato molto vincente nella sua carriera e ha dato un grande contributo alla Ferrari in pista e fuori, dal punto di vista industriale, molti aspetti della Ferrari. Ho molto rispetto per la sua carriera e ho una relazione molto amichevole con lui. Gli auguro ogni bene”.

E’ stato poi riportato il parere di Felipe Massa secondo il quale, l’ambiente F1 dovrebbe essere migliorato, ad iniziare dalle norme che regolano l’ingresso della Safety Car in pista. Riguardo alla gara di Suzuka, Alonso e Vettel hanno espresso la loro posizione:

FA: “Come detto prima, c’è un’indagine in corso, in quel momento non ero in pista quindi non posso giudicare le condizioni della pista con precisione”.

SV: “Con il senno di poi è sempre semplice. Senz’altro ci sono lezioni da imparare e stiamo pensando a cosa imparare. L’incidente è stato molto particolare, circostanze uniche, che hanno portato ad un esito negativo. Se la risposta fosse così semplice come tirar fuori la Safery Car, non credo sarebbe un problema farlo in futuro”.

In conclusione, è stato domandato ai piloti se la Pit-lane di Sochi fosse abbastanza larga, dal momento che sembra molto stretta:

SV: “Sì, è molto stretta, l’entrata. Probabimlente si sono presi molto spazio per costruire la pista, quindi ci chiediamo perchè non sia più larga”.

JB: “La macchina ci entra quindi è un buon punto di partenza!”

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