Scapini ricorda De Cesaris: “Sempre pronto allo scherzo”

11 ottobre 2014 22:28 Scritto da: Alessandro Bucci

[Esclusivo] La tragica scomparsa di Andrea De Cesaris, avvenuta domenica 5 ottobre nel GRA di Roma a causa di un incidente stradale, ha gettato la Formula 1 nel lutto, in una giornata già particolarmente tesa in seguito al terribile schianto di Jules Bianchi a Suzuka. Oggi lo ricordiamo con Franco Scapini, pilota con il quale ha condiviso esperienze dentro e fuori dalla pista. Compagno di vettura con il romano nel 1989, a bordo della Lancia Lc2 GR di Mussato, l’ex test driver della Life ci ha delineato un bellissimo ritratto di De Cesaris, pilota veloce ed uomo genuino, un vero spirito da corsa.

Franco Scapini Life

Franco Scapini, classe 1962 nativo di Varese, è stato test driver per la scuderia Life nel 1990, avendo alle spalle una lunga carriera nel Motorsport, partita ufficialmente nel lontano 1981 in Formula 3 europea. Dopo cinque anni trascorsi nella categoria, disputando anche corse nella F3 italiana guidando per diversi team (dove centrò due pole e due vittorie nel 1984, chiudendo in quarta posizione la stagione), Scapini passò alla Formula 3000 Internazionale, categoria nella quale ritornerà solamente nel 1988, dopo una stagione in F3 italiana. Il pilota di Varese ebbe poi due brevi parentesi negli Stati Uniti, correndo complessivamente due gare, rispettivamente una nella Indy Lights (nell’88), a Miami e una nella CART World Series (con il team Euromotorsports) in Australia, in occasione del GP inaugurale del campionato 1991.

Nel 1989, Franco divise la macchina con Andrea De Cesaris nel campionato prototipi World Sport, al volante della Lancia LC2 GR. C di Mussato. Non era la prima volta che le strade dei due piloti italiani si erano incrociate, come ci ha raccontato lo stesso varesino: “La prima volta che ho incontrato Andrea De Cesaris è stato in occasione del mondiale kart 1977, a Parma. Io stavo iniziando, mentre lui era oramai al suo ultimo anno in kart. Andava fortissimo, troppo, infatti ricordo che concluse quel mondiale fuori pista. Ognuno prese poi la propria strada e lo incontrai nuovamente quando anche io entrai a far parte del Marlboro world Championship team. Io ero in F3, lui già in F1, ma era rimasto comunque sempre gentile e disponibile. Simpatico e sempre pronto allo scherzo. Ho poi avuto la fortuna di fare insieme a lui dei test e di correrci assieme, dividendo la Lancia Lc2 GR. C gestita da Mussato. De Cesaris era velocissimo e anche bravo a sistemare la macchina. Sapeva comunque andare anche con qualche cosa di non propriamente a punto. Andava sempre, sempre al massimo!”

Ai tempi della Lancia, fuori dalla pista: “Ricordo a Digione 1989 quando, stanco di provare eprom di centraline, mi chiese di distrarre gli ingegneri e fece sparire tutte le eprom dalla valigetta del motorista…Panico, denunciarono il fatto alla gendarmeria… Le eprom erano in camera nostra in hotel e gliele restituì dopo la gara appena prima di lasciare l’autodromo, ridendo come un matto. Guardava e rideva come un bimbo che aveva fatto una marachella… Non gli dissero niente, non si poteva dirgli niente. Anzi, ripresero me che l’avevo coperto!”.

“Un’altra volta correvamo in autostrada per raggiungere l’aeroporto dopo la gara. La corsa era andata male, dopo pochi giri lui si fermò a causa di problemi e io non potei guidare. Allora prendendo l’auto a noleggio nel parcheggio dietro il paddock, mi disse “guida tu, che non hai corso, non sei stanco e almeno guidi un po”. Il tutto, chiaramente, con quel suo sorriso disarmante. Ok, come detto prima siamo in autostrada a manetta quasi in ritardo per raggiungere l’aeroporto: su un curvone a sinistra, mi tira il freno a mano. La macchina parte in testacoda, 2/3 giri fortunatamente senza sbattere…mi guarda ridendo e mi dice “oh, ma hai dei riflessi fantastici”. Sudavo freddo. E lui ancora guardandomi col solito sorriso che mi dice “a Fra…Metti la prima e annamo. Che vuoi sta qui in mezzo alla strada? Dai che se no perdiamo l’aereo!”

De Cesaris, un vero cuore da corsa: “Era così! Era fantastico quando seduto in auto ripassava la pista urlando, imitando il rumore del motore, con cambiate e scalate…Mi ha fatto male apprendere della sua prematura scomparsa. Buon viaggio Andrea. Saluta tutti gli amici e proteggi quelli che qui stanno vivendo la tua stessa passione”.

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