Incidente Bianchi: Brawn e Domenicali indagano con la FIA

20 ottobre 2014 23:31 Scritto da: Marco Di Marco

Il comitato d’indagine che dovrà accertare le cause dell’incidente di Jules Bianchi a Suzuka si arricchisce di due nomi super partes: sono Ross Brawn e Stefano Domenicali.

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La Federazione Internazionale dell’Automobile ha comunicato la composizione dei membri del comitato di indagine che dovrà accertare le cause dell’incidente occorso a Jules Bianchi durante il Gp del Giappone, a Suzuka. Dopo la conferenza stampa tenutasi nel fine settimana dal Gp di Sochi che aveva dato luogo a non poche critiche nei confronti di Charlie Whiting, la FIA ha deciso di rendere la commissione di indagine il più indipendente possibile con la nomina di due ex personaggi di spicco del mondo della Formula 1, Ross Brawn e Stefano Domenicali.

L’ex team principal della Mercedes e l’ex direttore sportivo della Ferrari si uniranno allo staff presieduto da Peter Wright e composto, tra gli altri, da Alex Wurz nella qualità di rappresentante della GPDA, Emerson Fittipaldi e Gerard Saillant. Il comitato di indagine trascorrerà le prossime settimane analizzando ogni singolo dettaglio dell’incidente capitato allo sfortunato francese, esaminando le cause dell’uscita di pista della Marussia e studiando le soluzioni opportune affinchè avvenimenti simili non si ripetano più nel futuro.

La stessa Federazione Internazionale ha dichiarato in una nota: “Il gruppo effettuerà un report completo relativamente all’incidente al fine di ottenere una migliore comprensione di ciò che è accaduto e, nel contempo, proporrà nuovi misure per incrementare la sicurezza nei circuiti”.

La commissione, sulla scorta dei dati raccolti da tutte le scuderie del mondiale, inizierà i lavori questa settimana e si prevede che il report completo sarà presentato al presidente Todt il 3 dicembre nel corso del World Motorsport Council.

Di seguito la composizione del comitato:

Presidente

Peter Wright

Membri

Ross Brawn

Stefano Domenicali

Gerd Ennser

Emerson Fittipaldi

Eduardo de Freitas

Roger Peart

Antonio Rigozzi

Gerard Saillant

Alexander Wurz

 

9 Commenti

  • Shhhhhhhh, state zitti, silenzio per favore……Domenicali sta indagando…..

  • alexredpassion

    Premettendo che i trattori nelle vie di fuga dovrebbero starci il meno possibile (anche se a volte sono indispensabili) vorrei ricordarvi che anche se in un primo momento sembrava così, la testa del povero Jules, anche se per puro caso, non ha impattato contro il trattore. Testimoni riportano che il casco non ha segni ed il suo trauma è dovuto unicamente alla grandissima decelerazione.

    Quindi, più che trattore si-trattore no, la cosa importante sarebbe quella di trovare un modo di far rallentare tutti i piloti in maniera importante senza che nessuno ne tragga vantaggio.
    E a tal fine credo che la slow zone (che proveranno ad Austin) sia la soluzione migliore.

    • Esatto, concordo in pieno.
      Il padre Philippe Bianchi in una intervista dice: “Ci sono momenti che guardando Jules disteso nel letto, senza un graffio, mi viene da dargli un buffetto sulla guancia per svegliarlo”.
      Per cui con un impatto a velocità minore ora starebbe ancora correndo.
      Resto dell’idea che la FIA debba fare di piu per far rispettare la zona di rallentamento.

    • ma veramente mi tocca leggere questo commento? con tutto il rispetto ma:
      – il video l’hai visto?
      -un po’ di fisica la conosci?
      credi che la decelerazione contro le barriere con gomme e adibite appositamente, la decelerazione si sarebbe decisamente dissipata in altro modo.
      invece l’impatto con l’acciaio o comunque il materiale NON deformabile, della gru, ha permesso alla decelerazione di dissipare l’energia quasi interamente sul casco.

      E’ ABC della fisica questo, carissimo!
      credi che la decelerazione crea un ematoma in testa a prescindere?
      allora se uno piazza freni superpotenti su una vettura di F1 e questa da 300 orari passa a 0 in 1 secondo, credi che il pilota subirebbe un danno cerebrale? semmai sulla colonna, o sulla gabbia toracica, per la decelerazione subisce di più le cinture.

      ma credi che la decelerazione sia dovuta alla decelerazione soltanto?
      è dovuta appunto alla decelerazione dell’impatto, contro qualcosa che non è adibito ad attutire bene l’impatto. e quindi la decelerazione, o meglio la sua energia cinetica si sono dissipate tutte sulla testa di bianchi.

      è chiaro? non è che se bianchi sbatteva contro le protezioni riportava danni cerebrali….

      non è stato “uno spuntone” a causare il danno.
      ma è stato la decelerazioen DA IMPATTO CONTRO il trattore.
      Quindi c’entra eccome. mi chiedo come ca**o commenti!

  • @marco
    Condivido in parte quello che dici, e vero i piloti non rallentano e lo sanno tutti. Non ce una velocità stabilita e siamo d’accordo. Pero di paragoni se ne possono fare a centinaia. Ora facendo un ragionamento senza dare colpe a nessuno per carità, dai dati certi bianchi e uscito di pista a 213 KM/h, l’impatto e stato registrato a 180, cio evidenzia che la macchina nella breve via di fuga abbia rallentato di quasi 40 KM/h. Ora partendo dal presupposto che se il pilota avrebbe rallentato adeguatamente ( a prescindere da chi sia faccio solo un esempio) e sarebbe uscito come dici te diaciamo 120-130 KM/h e presumibile che il rallentamento alla fine sarebbe stato piu consistente. Come noto a tutti una formula 1 appena esce di pista e prende dei piccoli dosssi (ghiaia, cordoli, ecc.) si solleva dal suolo, e chiaro che la distanza dei sollevamenti e le distanze percorse senza contatto con il suolo ad una velocità inferiore siano meno. Quindi credo che un rallentamento di 50-60 KM/h ad una velocità adeguata ( 120-130) siano reali, in quel caso bianchi si sarebbe schiantato ad una velocità 70-80 KM/h e stai sicuro che adesso non ci sarebbe un povero pilota in fin di vita.
    Il rollbar sicuramente non avrebbe ceduto a 80 KM/h forse non sarebbe neache arrivato a contatto con la ruspa. Ripeto non e un commento per dare delle colpe, ma e solo per evidenziare che i piloti in primis ci devono mettere del propio per evitare possibili tragedie, e chiaro che la Fia deve fare qualcosa in piu ma di paragoni e di tanti ( se, ma forse ecc ) se ne fanno e come.
    Senza critica per nessuno :-)

    • aridanghete Gian….

      l’ho anche scritto.
      Tu come organizzatore devi evitarle comunque.

      Se metti una presa ad altezza bambino e poi tuo figlio ci mette il dito e ci rimane, non potevi fare niente per evitarlo? e daiiiiiiii!!!

      devi prevedere certe cose!

      in assenza di indicazioni precise, l’organizzatore non può solo fidarsi del buon senso del pilota, tenendo conto che non può sapere che situazione ci sia, perchè la doppia bandiera gialla potrebbe non vederla, perchè la doppia bandiera gialla può significare qualsiasi altra cosa e non “gru in traiettoria”.

      Assolutamente Bianchi e TUTTI devono rallentare di più.
      Ma in assenza di regolamentazioni EFFICACI, tu devi prevedere un rischio simile e POTERLO EVITARE.

      E sui danni da decelerazione, non cascate dalle nuvole.

  • tanto l’esito dell’indagine sarà mistificato e sarà sempre uno scaricabarile su bianchi e sulla “tragica fatalità”.

    io ripeto: bianchi potrà anche aver rallentato poco (come tutti d’altronde). ma bisogna mettere il pilota in condizioni in cui se fa la cretinata, non deve rimetterci la vita.
    La ruspa in pista senza SC non deve starci: poteva uscire chiunque, il rischio di evenienza fatale in cui uno rallenta poco e esce era presente e chiara. Quindi in quelle condizioni andava fatto altro.

    Stop.
    E non fate paragoni “è come se passo col giallo a un incrocio tutto sparato senza rallentare e poi vado a sbattere contro uno che gira”. Non ci sta il paragone stradale.

    Bisognava evitare questa evenienza. Perchè si conoscono i modi di fare dei piloti. E poi bianchi poteva anche rallentare a 120-130 km/h (perchè poi non sarebbe mai andato (nè doveva) a 50-60, non diciamo fesserie) ma l’impatto era comunque tremendo.

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