Jean Todt: “Mai rilassarsi sul fronte sicurezza”

20 ottobre 2014 16:48 Scritto da: Alessandro Bucci

Il Presidente della FIA sta attraversando un periodo non facile, a causa delle difficilissime condizioni in cui versano Michael Schumacher e Jules Bianchi, due persone legate alla famiglia di Jean Todt. Il dirigente francese vuol far sì che non si abbassi mai la guardia sul fronte sicurezza in Formula 1, sottolineando l’enorme lavoro svolto negli ultimi vent’anni dalla Federazione.

Jean Todt 2014

E’ un Jean Todt molto umano quello che si è aperto ai microfoni dei giornalisti, in seguito ad un periodo certamente non facile anche per un osso duro come lui. I drammatici incidenti occorsi a Michael Schumacher e Jules Bianchi hanno costretto il Presidente della FIA a dividere la questione sicurezza su due fronti, barcamenandosi tra il suo ruolo all’interno della Federazione e i suoi sentimenti. Con il sette volte Campione del Mondo, Todt ha condiviso gioie e dolori per undici anni, in quanto ex team principal del Cavallino Rampante. Con lo sfortunato pilota di Nizza, Todt è legato indirettamente, considerando che il figlio Nicolas è il manager di Bianchi.

Jean Todt ha sottolineato l’importanza di non abbassare mai la guardia sul fronte sicurezza: “Devo dividere la cosa in due: le mie responsabilità di Presidente della FIA ed i miei sentimenti verso mio figlio, devastato dalle condizioni in cui versa Jules, per lui è come un fratello. Non dovremmo mai dare nulla per scontato e mai rilassarci sulla sicurezza. Lo dicevo prima dell’incidente occorso a Jules e lo dico tutt’ora. La gente ha visto per molti anni terribili incidenti nei quali i piloti sono usciti con le proprie gambe. Hanno cominciato a pensare che fosse normale per una vettura incidentata a 200 km/h con nessuno che si facesse male. Ma non era normale, era un miracolo. Dietro tutto questo c’è stata una quantità impressionante di lavoro. Ma la sicurezza al 100% nel nostro sport non esiste”.

Michael Schumacher ha trascorso diversi mesi in ospedale prima di essere spostato nella sua casa di Losanna nel mese di settembre, dove viene seguito da un’equipe specializzata di medici. Jean Todt è una delle poche persone al mondo che ha il permesso di visitare Michael e, stando alle parole del francese, la sua famiglia sta giocando un ruolo fondamentale nel recupero dell’ex pilota Ferrari: “Ho visto Michael tre giorni fa. Ha una moglie ed una famiglia straordinari. La battaglia va avanti. Con lui c’è amicizia ed affetto. Abbiamo sofferto molto insieme prima di iniziare a vincere ed è nei momenti difficili che vedi chi sono veramente i tuoi amici”.

La FIA ha recentemente avviato un’indagine completa sull’incidente di Jules Bianchi, al fine di fare ulteriore chiarezza sullo sfortunato incidente del pilota di Nizza a Suzuka: “Con il senno di poi tutto può sembrare semplice. Ma il destino può avere conseguenze drammatiche – ha dichiarato Todt, fermo sulle sue prese di posizione – Abbiamo spiegato l’incidente nei dettagli ed abbiamo istituito una commissione per indagare ulteriormente sotto la presidenza di Peter Wright. Aspettiamo le conclusioni prima di giudicare. Per il momento ho lasciato che fosse il Direttore di Gara, Charliw Whiting, ad avere la parola. Il mondo è diviso in duecento paesi. Ognuno ha la propria idea. La reazione dei media italiani è contro a ciò che emerso dalla conferenza tenuta a Sochi, ma in Germania è diverso, il Regno Unito anche. Ma come ho detto, aspettiamo le conclusioni della Commissione”.

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