I cinque migliori successi di Mario Andretti

21 ottobre 2014 00:02 Scritto da: Alessandro Bucci

Mario Andretti, conosciuto anche con il soprannome di “Piedone”, è uno degli eroi del volante maggiormente amati dal grande pubblico. Riviviamo i successi più entusiasmanti del pilota italiano naturalizzato statunitense, iniziando proprio da quella famosa gara al Fuji nel 1976…

Mario Andretti 1978

Gran Premio del Giappone 1976 (Fuji) – Andretti, al volante della Lotus Ford-Cosworth 77, conquista la Pole nella prima giornata di prove, confermandosi il più veloce anche nella giornata successiva. In uno scenario surreale, per via delle condizioni meteo ai limiti dell’impossibile, Mario perde la testa al via, sopravanzato da James Hunt e John Watson. Andretti si ritrova nella condizione di poter essere ago della bilancia nella sfida iridata tra Lauda ed Hunt, ma il ritiro dell’austriaco semplifica (si fa per dire) la gara dell’americano. Brambilla, su March, prende la testa della corsa con una rimonta entusiasmante nei primi giri, ma una foratura riconsegna la leadership della gara al pilota della Lotus. “Piedone” non tiene un ritmo irresistibile in quelle condizioni, tanto che si fa rimontare nuovamente dal monzese della March, dal funambolo James Hunt e da Patrick Depailler. Essendo il quarto posto sufficiente ad Hunt per la conquista del titolo, il pilota britannico, in difficoltà con le gomme, rallenta cedendo la prima posizione al francese della Tyrrell. Una foratura di Depailler consegna nuovamente la testa della corsa ad Andretti che vince indisturbato con un giro di vantaggio sulla concorrenza. Per Mario si tratta di un successo importante, il primo dopo l’ultimo di Kyalami 1971 ottenuto con la Ferrari. Anche la Lotus festeggia l’interruzione di un digiuno, dal momento che mancava al successo da ben 31 Gran Premi.

Gran Premio di Francia 1977 (Digione) – Marione, al volante della Lotus Ford 78, conquista la Pole autorevolmente, rifilando ben mezzo secondo di vantaggio a James Hunt. In un caldo insopportabile che mette a dura prove le gomme, la gara parte male per Andretti, sopravanzato da ben tre avversari. Al 17° giro riesce a passare l’inglese della McLaren, iniziando una rimonta disperata ai danni di John Watson su Brabham. Nelle fasi finali di gara avviene un colpo di scena: la BT45 motorizzata Alfa Romeo rimane praticamente senza benzina e Mario passa in testa, vincendo con appena un secondo e mezzo di vantaggio. Un successo clamoroso. Al termine della corsa, Watson dichiara: “Ad 800 metri dal traguardo la macchina è mancata completamente. Sono arrivato sul traguardo in folle! Ma già prima avevo avuto delle noie e questo ha causato il sorpasso di Andretti. Purtroppo mi ha tradito la mancanza di benzina”.

Gran Premio d’Italia 1977 (Monza) – Andretti parte dalla seconda fila in quarta posizione, alle spalle di Jody Scheckter su Wolf. La giornata domenicale inizia nel dramma, a causa del crollo di un tabellone pubblicitario posto all’altezza della prima variante, sul quale si erano arrampicati diversi spettatori. A perdere la vita è un ragazzino di quattordici anni proveniente da Lissone, mentre ventitré persone rimangono ferite. Mario inizia un’entusiasmante rimonta, passando Reutemann (vittima di un avvio poco felice) concludendo il primo giro in terza posizione. La tornata successiva è il turno di Hunt e Andretti mette nel mirino il sudafricano della Wolf, superandolo con una manovra magistrale al decimo giro nella parabolica. Lo statunitense mantiene la testa fino al termine della corsa, andando a vincere con diciassette secondi di vantaggio su Niki Lauda. Per Mario si tratta della quarta ed ultima vittoria della stagione, conclusa al terzo posto nella classifica Piloti.

Gran Premio di Germania 1978 (Hockenheim) – Per “Piedone” è l’anno del trionfo iridato, il primo ed ultimo nella massima serie. La prima fila è tutta per le supersoniche Lotus Ford 79, con Andretti primo e Peterson secondo. Alla partenza Mario scatta bene, ma alla prima variante commette un piccolo errore, permettendo a Ronnie di passare al comando. Tuttavia, al quinto giro, il numero 5 della Lotus chiarisce al compagno di squadra chi comanda, superandolo senza troppe difficoltà. Peterson si ritira al 37° giro per noie al cambio e la vittoria di Andretti permette all’americano di guidare il Mondiale con 18 punti di vantaggio sullo svedese. Degno di nota il secondo posto colto da Scheckter sulla Wolf, con quindici secondi di distacco dall’imprendibile Lotus 79.

Gran Premio d’Olanda 1978 (Zandvoort) – Due gare dopo, la musica non cambia. Le Lotus 79 fanno il vuoto, con la replica della prima fila di Hockenheim. Nel warm up del mattino Rupert Keegan si infortunia ad un braccio a causa di un’uscita di pista. Il pilota britannico della Surtees non prende parte al GP, venendo sostituito dall’italiano Arturo Merzario. Mario Andretti e Ronnie Peterson partono benissimo monopolizzando sin dalle prime battute la corsa. Poco dopo la curva “Tarzan”, Didier Pironi e Riccardo Patrese, partiti rispettivamente diciassettesimo e tredicesimo, si toccano, innescando un incidente spettacolare: l’Arrows dell’italiano resta in mezzo alla pista per diverso tempo e sono necessari ben quattro giri per liberare il tracciato dalla vettura incidentata del padovano. Nonostante un problema allo scarico, Andretti vince dinanzi al compagno Peterson, aggressivo, ma sempre leale nei confronti dell’americano. Unico pilota a vedere da lontano le due frecce nere oro è Niki Lauda, che chiude con dodici secondi di ritardo dalla vetta. Il successo ottenuto a Zandvoort è l’ultimo di Andretti in Formula 1, il sesto di quella stagione. Il campionato si deciderà aritmeticamente a Monza, a causa del terribile incidente occorso a Peterson. Lo svedese perderà la vita in una carambola assurda che coinvolgerà ben dieci vetture.

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