Ravetto: “Mi spiace che Caterham sia in queste condizioni”

31 ottobre 2014 13:00 Scritto da: Davide Reinato

Manfredi Ravetto, ex team principal della Caterham, ha espresso tutta la sua frustrazione nel vedere il team rimanere a casa, tra mille difficoltà.

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Un forte senso di frustrazione. E’ quello che emerge dalle parole dell’ex Team Principal della Caterham – Manfredi Ravetto – sceso dal muretto box del team di Leafield dopo appena pochi mesi. E mentre ci si prepara a commentare l’inizio delle prove libere del Gran Premio degli Stati Uniti, il personale del team è rimasto a casa, spettatore della terzultima tappa del Circus iridato.
Dopo la vendita da parte di Tony Fernandes alla Engavest, si pensava che i problemi della Caterham fossero finiti. Eppure, quella vendita alla fine non è stata completata, lasciando i creditori a bocca asciutta e, di conseguenza, facendo scattare l’amministrazione controllata che ha portato al taglio della partecipazione al Mondiale in corso.

“Come prima cosa, mi è stato chiesto di fare un passo indietro, con la promessa che fosse per gli interessi e la sopravvivenza del team”, racconta Manfredi Ravetto. “Mi è stato promesso che il team avrebbe continuato a correre e che gli stipendi sarebbero stati pagati, e così via. Ma ora, la squadra non è negli Stati Uniti e i dipendenti fanno fatica a ricevere i loro soldi. Fino al momento in cui ero un membro del management erano certe almeno tre cose: le vetture gareggiavano, gli stipendi erano pagati e i creditori erano sotto controllo. E ora ci sono 300 famiglie che hanno problemi e questo non sembra importare a nessuno. Posso solo ripetere che la nostra priorità è sempre stata quella di far correre le vetture, di mantenere in vita la compagnia e fare in modo che gli impiegati fossero felici e pagati. Ma ora la mia parola vale come quella di un lavoratore, come un meccanico o di un ingegnere”.

Ravetto insiste sul fatto che la proprietà della Caterham sia ancora di Tony Fernandes e che, adesso, sarebbe arrivato il momento di rispondere ad alcune domande: “La prima domanda che mi pongo è: perché il Caterham Group e il signor Fernandes hanno rilasciato un comunicato stampa il 3 ottobre scorso, affermando di non avere nulla a che fare con il team di F1 e che questo è stato venduto? Mi sono state date molte rassicurazioni e molte prove che il prezzo di vendita fosse stato pagato. La mia seconda domanda è: perché, sebbene non sia stato venduto il team, è stato messo al comando un nuovo management? Deve esserci una buona ragione per tutto ciò. Altrimenti, sarei costretto a pensare che fosse soltanto un modo per trasferire responsabilità ad altri, ma è un’ipotesi che non voglio prendere in considerazione, visto l’alto profilo delle parti coinvolte. La terza domanda è: siamo assolutamente sicuri che non ci fosse nessun’altra opzione per fare ciò che c’era da fare nei tempi e nei modi adatti a non causare tutto ciò? A me sembra molto strano e credo sia necessario dare delle spiegazioni”.

Proprio su Tony Fernandes, l’ex team principal della Caterham sottolinea: “Sta cambiando troppe volte la sua versione. Un giorno dice che l’accordo è saltato perché la Engavest non ha pagato. Prima aveva detto che l’accordo era fatto e che non aveva nulla a che fare con il team. Un giorno dice che l’accordo è saltato perché Engavest non ha pagato i creditori e un altro giorno ancora dice che è saltato tutto perché non abbiamo trasferito le strutture. Sono davvero dispiaciuto di questa incresciosa situazione, questo è il problema. Nessuno può dire che non abbiamo pagato i creditori, altrimenti non saremmo arrivati al GP di Russia”.

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