Virtual Safety Car: buona idea, ma da affinare

1 novembre 2014 12:37 Scritto da: Alessandro Bucci

In seguito al drammatico incidente occorso a Jules Bianchi nel GP del Giappone, è stata provata nel corso della prima giornata di prove libere ad Austin la così detta “Virtual Safety Car”, un modo nuovo per neutralizzare immediatamente la corsa.

Safety Car 2010

Il drammatico incidente di Jules Bianchi a Suzuka ha spinto la Federazione a provare un ulteriore miglioramento sul fronte sicurezza in pista. Nel corso delle prove libere del venerdì di Austin, è stata sperimentata la “Virtual Safety Car”, una sorta di vettura di sicurezza fantasma che costringe i piloti a rallentare immediatamente.

Non c’è ancora grande chiarezza su come potrebbe funzionare questa soluzione. Per il momento, è stato studiato un funzionamento alquanto lacunoso: quando viene dato il segnale ai piloti, questi dovranno seguire le indicazioni della direzione gara, mantenendo un ritmo di circa il 35% inferiore a quello normale. Sul display delle monoposto appariranno indicazioni che informano il pilota su quale passo tenere nel determinato tratto in quel momento: accelerare o rallentare, per mantenersi all’interno della velocità stabilita, e non superare un delta time ben definito.

Lo scopo di questa operazione è palese: imporre un regime di ritmo controllato alle vetture senza bisogno che venga mandata in pista la vera Safety Car, che potrebbe comunque scendere in pista in un momento successivo. I piloti dovranno tenere una velocità moderata che possa consentire loro di potersi fermare in qualsiasi momento, un po’ come dovrebbe avvenire con lo sventolamento delle doppie bandiere gialle.

Le prime impressioni, però, non hanno del tutto convinto piloti e addetti ai lavori.  “Ci sono stati aspetti positivi e negativi nella prova della Safety Car virtuale”, ha commentato Jenson Button. “Mi piace l’idea, ma si perde un sacco di tempo guardando in basso verso il volante, al fine di garantire che si stia guidando correttamente nel delta. L’aspetto difficile di questa Safety Car virtuale è che, se finisci sotto al ritmo imposto quando essa viene disattivata, si rimedia una penalità di 10 secondi stop & go. Questo è estremamente difficile da gestire!”.  Il pilota della McLaren è stato il primo a mostrare scetticismo sull’idea che, anziché porre l’attenzione dei piloti su ciò che succede in pista, li costringe a tenere sotto controllo le informazioni sul volante, distraendoli da ciò che accade intorno a loro.

“Secondo me, l’esperimento di oggi è andato bene, almeno come prima esperienza. Ma è evidente che c’è ancora molto da fare. Come condiviso da tutti gli altri piloti, è un’idea molto valida, ma occorre abituarsi”, ha sottolineato Fernando Alonso che, invece, non pare dare molto peso alle distrazioni.

2 Commenti

Lascia il tuo commento

Devi aver fatto il Log In per poter inserire un commento

Se non fai parte della community, registrati qui!