Ecclestone contro Caterham: “Non vogliamo mendicanti”

10 novembre 2014 11:17 Scritto da: Valentina Costa

Il patron della Formula1 non usa mezzi termini per commentare la campagna di crowd funding lanciata dalla Caterham per assicurarsi la presenza al Gp di Abu Dhabi: “Penso sia un disastro. Non vogliamo mendicanti”. Intanto la prossima settimana Ecclestone discuterà della situazione dei piccoli team con il direttore della CVC, Donald McKenzie.

Bernie Ecclestone

2.35 milioni di sterline, circa 4 milioni di euro. E’ quanto la Caterham spera di raggranellare con la campagna di raccolta fondi #RefuelCaterhamF1 dalla generosità dei propri fan e da aspiranti sponsor dell’ultima ora. La cifra (ad oggi è stato raccolto più di 1 milione di sterline) dovrebbe essere spesa per la trasferta del team di Leafield ad Abu Dhabi, ultimo appuntamento del 2014 e condizione imposta da Bernie Ecclestone per ritrovarsi ai nastri di partenza della stagione 2015.

Ma il patron della Formula1 non vede per nulla di buon occhio la trovata dell’attuale amministratore della Caterham – “commissariata” il mese scorso a causa della grave situazione finanziaria – Finbarr O’Connell. Secondo Ecclestone se il team non può permettersi la Formula 1, allora non dovrebbe essere in Formula 1. Sta ai fan decidere cosa vogliono fare. Forse alcune persone decideranno di investire nella squadra. Personalmente ritengo sia un disastro. Non vogliamo mendicanti. Se le persone non possono permettersi di stare in Formula 1, allora è meglio che trovino qualcos’altro da fare”, ha detto Ecclestone. “Se siedo a un tavolo da poker e non posso permettermi le puntate, vengo fatto fuori e devo andarmene”.

Molto critico sulla raccolta fondi Caterham anche Alex Wurz, ex pilota di Formula 1 e oggi presidente della GPDA, il sindacato dei piloti. “Sin dai tempi in cui sono approdato in Formula 1, e sono passati un bel po’ di anni, è stata sempre dura per i team finanziare la propria attività. Tuttavia alcune squadre spendono più di quello che hanno. Conoscono la propria condizione finanziaria e volontariamente entrano in Formula 1 e non gestiscono al meglio le proprie risorse. Per squadre come queste, non ho molta compassione”, afferma Wurz.

Diversi sono gli opinionisti che bollano come “cinica” la campagna di crowd funding della Caterham. A esplicitare quali potrebbero essere le vere ragioni del team di Leafield è, ad esempio, Will Buxton, inviato della tv americana NBC Sports: “La raccolta fondi servirebbe solo a far andare la Caterham ad Abu Dhabi, a farla terminare 10° in classifica costruttori, a prendere i conseguenti 11 milioni di dollari, a pagare i creditori e a chiudere i battenti”.

Tuttavia le difficoltà finanziarie dei piccoli team rimangono un problema attualissimo. Così, dopo la levata di scudi di Austin e la poi non confermata ipotesi del boicottaggio del Gp degli Stati Uniti da parte di Force India, Sauber e Lotus, Bernie Ecclestone cercherà di dare delle risposte.

La prossima settimana Ecclestone incontrerà Donald McKenzie, direttore del CVC – il fondo proprietario dello sport che ogni anno ripartisce tra le squadre un premio di circa 900 milioni di dollari, dei circa 2 miliardi di introiti – per concertare delle proposte da far valutare ai team. Esclusa in ogni caso l’opzione, che secondo il boss della Lotus Gerard Lopez era stata messa sul piatto proprio da Donald McKenzie, di riservare un tesoretto da 100 milioni di euro alle tre piccole scuderie “ribelli”. “Non ci è concesso farlo”, ha dichiarato Ecclestone a Sky UK. “Il solo modo in cui questo potrà mai avvenire è se gli altri team acconsentiranno a condividere una parte delle proprie risorse. Ricevono quasi un miliardo, dunque, forse, potrebbero spezzettare un po’ dei propri introiti tra loro”.

Dopo un’iniziale apertura nei confronti dei problemi dei piccoli team ad Austin, il patron della Formula 1 è tornato sulla linea oltranzista a Interlagos: “‘Siamo costruttori’, mi dicono. Io gli ho risposto che non possono permettersi di essere costruttori”, continua Ecclestone. “Vi dico io quale sarebbe la strada seguire. E’ molto semplice. Non spendere così tanto. Dovrebbero cominciare a gestire il business della Formula 1 come un business, e non come un hobby“. E sull’incontro con il direttore della CVC della prossima settimana, chiarisce: “Parlerò con Donald di qualcosa di completamente diverso. I piccoli team non sono nella posizione di decidere“.

Con il rischio defezioni da parte delle piccole squadre, torna alla ribalta la questione terza vettura: secondo gli accordi contrattuali tra FIA e FOM, Red Bull, Mercedes e Ferrari dovrebbero schierare in pista una vettura extra se la griglia dovesse diventare troppo scarna e se fosse loro chiesto di farlo. Ma Ecclestone nega questa eventualità: “No. Al momento non c’è stato un accordo per la terza vettura“. Apre, invece, all’opzione “auto clienti” e all’idea di istituire due differenti classifiche per i team: “Potrebbe essere un’idea affiancare al campionato costruttori un campionato per le squadre. Nel campionato delle squadre, i team corrono con le stesse vetture e gli stessi motori. Questo sarebbe davvero tornare ai vecchi tempi, quando avevamo un motore DFV un campio Hewland e noi facevamo solo il telaio“.

11 Commenti

  • La verità é che la crisi é iniziata nel momento stesso in cui la formula 1 é scappata dall’Europa per fare gran premi su circuiti senza storia in stati senza passione con tribune deserte.
    Poi le gare sono passate a 20 a stagione, e sono troppe se si vuole contenere la spesa.

    Tutte queste operazioni hanno portato molti soldi nelle casse di Bernie, ma hanno impoverito il sistema con costi insostenibili.

    La formula 1 deve tornare in Europa, dove è nata, ma che mi interessa il GP di Abu Dhabi, di Singapore, di Malesia? Io rivoglio Francia, Portogallo, Olanda, 2 gare in gran Bretagna, Germania e Italia, le gare esotiche devono essere Giappone,Australia,Brasile, Stati Uniti e un paio di gare extra a rotazione.

    Ridiamo la fomula1 ai suoi appassionati.

  • quoto in pieno motore..sto tipo non si decide..è incoerente..cambia idea ogni secondo..prima vuole aiutare mo no..cos’è fin quando ti pagavano l’iscrizione andavano bene ora che sai gia che se ne andranno non vanno piu bene?

  • Manto, il discorso sui piloti paganti o esageratamente giovani, in effetti c’entra poco con la riduzione dei costi. È secondo me collegato alla questione per il fatto che la gente (e io in primis) vorrebbero vedere i migliori piloti competere al volante delle migliori macchine, e portare in formula 1 ragazzini, o prendere ericsson solo per i 18 milioni che si porta dietro oltre a far calare l’audience ( nel medio periodo e se la cosa diventasse un trend per le squadre di medio bassa classifica s’intende, che qualche bidone in f1 c’è sempre stato ) porterebbe inesorabilmente a meno sponsor.

    Poi secondo me per render più interessante la categoria e attirare gli sponsor ai dovrebbe anche tornare a correre nei circuiti classici e smetterla di inventarsi tracciati in posti in cui della f1 non credo interessi a nessuno come l’Azerbaigian. Il che comporterebbe anche, in linea di principio meno spese logistiche; sono rimasto inorridito davanti alla raccolta fondi della catheram, servono ad un team di bassa classifica 4 milioni di euro solo per organizzare una trasferta in medioriente?!

  • Se rb è ferrari correranno con tre macchine sicuramente anche la mercedes lo farà, non sono mica scemi

  • Salve, dico la mia. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di seguire quanto succede in motoGp (che fra l’altro in realtà non seguo molto). Cioè ogni costruttore può vendere l’auto ai piccoli costruttori,in pratica quelle che in motogp sono le moto-clienti. Auto in questo caso che si differenzierebbero poco da quella ufficiale, dunque telaio nuovo, ma con ovviamente nessuno aggiornamento durante la stagione( oppure se li fanno loro ma con ovviamente meno risorse), lasciando così il gap con la casa madre. Penso che le piccole comunque risparmierebbero, perchè credo che a livelli di costi gli costerebbe meno rispetto a progettare un auto da zero. Ci sarebbe più bagarre con una griglia di partenza più competitiva e magari più piloti che possono ambire ad una vittoria. Ovviamente ci dovrebbe essere un limite di auto-clienti per costruttore, altimetri si rischierebbe di avere solo mercedes. Mi sembra una cosa fattibile, anche perchè sinceramente non capisco il senso di stare in formula uno se non sei un costruttore, cioè se non hai poi un ritorno d’immagine che ti porti a guadagnare quanto speso (o almeno il più possibile). Certo si dovrebbe spartire più equamente gli introiti, ma è ovvio che non potendo mettere un limite di spesa (perchè difatti il limite sarebbe facilmente aggirabile), i grandi costruttori, come mercedes investono tanto e pretendono di conseguenza un cospicuo compenso.

  • ma che diavolo, ha (anzi, hanno, non è mica il solo) ragione da vendere.

  • Bernie non sa più quello che dice. Per tagliare i costi si dovrebbe innanzitutto togliere i grattacieli mobili dal paddock, via i test pre-stagionali in location assurde come il Bahrain, via libera a test privati, semplificazione dei regolamenti che costringono i team a inventarsi soluzioni di dubbia efficacia ma molto costose (vedi frick), ridistribuire un po più equamente i diritti televisivi, e basta con i piloti diciassettenni o paganti che allontano i fan dallo sport e fanno scappare gli sponsor.

  • MotoreAsincronoTrifase

    Che finezza. ecclestone dice ogni giorno una cosa diversa. Prima vuole salvare i piccoli team, poi non li vuole in f1, poi vuole la terza macchina poi no, poi dice che c’e’ un problema e subito dopo che e’ tutto ok. Si dovrebbe decidere. Io sarei favorevole alla vendita di piu’ parti della macchina ma non tutto il telaio altrimenti come detto che la sauber corre con una mercedes allora la prima meta’ griglia e’ scontata, sarebbe quasi un monomarca. Mi piacerebbe pero’ che si potesse vendere il telaio dell’anno prima o di 2 anni prima. Ma anche cosi’ ci sarebbe il problema che auto come williams o force india potrebbero essere piu’ lente di una red bull o mercedes vecchia di uno o due anni pe rcui si farebbe come i motori. 3 o 4 fanno il telaio e gli altri comprano.

  • Cambio di atteggiamento da parte di Bernie, nel frattempo il Times di Londra afferma che la prossima stagione Rb e Ferrari correranno con tre macchine…

Lascia il tuo commento

Devi aver fatto il Log In per poter inserire un commento

Se non fai parte della community, registrati qui!