F1 Story | Abu Dhabi 2010, il più famoso harakiri Ferrari

18 novembre 2014 07:57 Scritto da: Marco Di Marco

Alonso perse il titolo mondiale al primo anno di permanenza a Maranello. Dopo cinque anni, il divorzio tra le parti è ormai alle porte e prenderà forma proprio su quello stesso circuito che segnò l’inizio dell’era in Rosso.

AbuDhabi2010

La fine dell’epoca alonsiana a Maranello ha data e luogo già noti: 23 novembre 2014, Abu Dhabi. Al termine di una stagione avara di soddisfazioni per il team del Cavallino Rampante e per il pilota di Oviedo, il matrimonio tra i due giungerà al termine. E, ironia della sorte, il divorzio si consumerà proprio su quel circuito che ha segnato profondamente l’animo di Fernando e degli uomini della Scuderia.

La memoria ci riporta indietro al 2010, precisamente il 14 novembre di una calda notte orientale. Sul circuito cittadino di Abu Dhabi, Fernando Alonso arrivò con un vantaggio in classifica di otto punti sul diretto inseguitore Mark Webber, e di ben quindici punti sul terzo classificato Sebastian Vettel. Anche Lewis Hamilton era matematicamente della partita, ma il distacco di ventiquattro punti dal leader della classifica, rendeva difficilmente realizzabile il coronamento del sogno iridato.

Le qualifiche videro imporsi Vettel davanti ad Hamilton, con Alonso terzo e Mark Webber quinto. Tutti i protagonisti di quella incredibile stagione erano lì, pronti a giocarsi ogni chance pur di conquistare lo scettro di campione del mondo.

Lo spegnersi dei semafori vide il tedesco della Red Bull scattare perfettamente dalla prima posizione, seguito come un’ombra da Hamilton e da Webber. Non fu così rapido Alonso, sopravanzato dalla seconda McLaren di Jenson Button. Alle spalle dei primi 5 si scatenò subito il caos. Michael Schumacher si girò alla curva 6, restando fermo in piena traiettoria. La grigia Mercedes fu schivata da tutto il gruppo, meno che dalla Force India di Vitantonio Liuzzi che centrò in pieno la monoposto tedesca andando a sfiorare col musetto il casco del sette volte campione del mondo.

Auto incastrate l’una sull’altra, detriti di carbonio sparsi ovunque. L’uscita della safety car non tardò ad arrivare. Ripulito il tracciato, Vettel deliziò il pubblico presente con la sua specialità, i giri veloci. Un ritmo insostenibile per tutti, tranne che per Lewis Hamilton, incollato agli scarichi della Red Bull di quel ragazzino che non mollava un centimetro di pista.

Alle spalle dei due fulmini, Button, Alonso e Webber si controllavano a vicenda, con l’australiano guardato a vista dallo spagnolo data la situazione di classifica.

Il fato quel giorno era presente in circuito e si manifestò al giro numero 10. Webber, in uscita di curva, baciò con la posteriore destra il muretto. Un tocco secco, deciso, che non comportò danni strutturali alle sospensioni della Red Bull, ma costrinse Mark a rientrare ai box al giro seguente per un cambio gomme.

La mossa fu notata dai box Ferrari. Fu un attimo, una distrazione fatale, un sottovalutare tutte le ipotesi complesse che quel finale di stagione intricato prospettava agli uomini del muretto. Giro numero quindici, Fernado Alonso viene richiamato ai box per anticipare la sosta e copiare la gara di Webber. Fu quella decisione che si trasformò ben presto in un harakiri Ferrari.  Lo spagnolo uscì dalla pit lane al dodicesimo posto, davanti all’australiano della Red Bull,  ma intasato nel traffico delle vetture più lente. Giro dopo giro, Alonso riuscì a colmare il gap con la Renault di Petrov, rivelatosi nel corso della gara un avversario quantomai coriaceo in quella occasione.

I giri numero ventitre e ventiquattro videro rientrare per la sosta programmata sia Vettel, sia Hamilton, con l’inglese alla disperata ricerca di un sorpasso ai box non riuscito. In testa alla gara salì Jenson Button, mentre strepitoso terzo fu Robert Kubica su una modesta Renault. Fu proprio il pilota polacco l’incubo di Hamilton in quella occasione. Il driver inglese, infatti, era riuscito, dopo il pit stop, a chiudere il gap da Kubica, ma la conformazione del tracciato orientale rendeva quasi impossibile ogni minimo tentativo di sorpasso.

Questa lezione la impararono nel corso dei giri anche dal box Ferrari. Petrov si mostrò un muro invalicabile quel giorno. Alonso, infatti, cercava in ogni modo di mettere pressione al russo per indurlo all’errore, per trovare un minimo spiraglio dove infilare il muso rosso della sua vettura. Purtroppo, ogni tentativo risultava vano ed ogni giro che passava l’angoscia assaliva l’alfiere della Scuderia ed il box di Maranello, sempre più consapevoli di aver commesso un errore imperdonabile.

Al giro numero trentanove, Button si fermò per il pit stop, dando via libera a Vettel, tornato in prima posizione ed a Hamilton, in seconda. Fu quello il momento in cui ai box Red Bull capirono che il miracolo stava per compiersi. Il loro pilota, terzo nella classifica generale, aveva ormai un margine tale da poter mettere le mani sul trono iridato. Soltanto allo sventolare della bandiera a scacchi il sogno divenne realtà. Sebastian Vettel aveva compiuto il balzo in classifica necessario a sopravanzare l’odiato compagno di squadra ed Alonso. L’incredulità urlata al team via radio è passata alla storia, così come è passato alla storia il gesto di stizza di Alonso a Petrov nel giro di rientro: una mano di rosso vestita agitata all’aria, come per mandare a quel paese un intruso che nulla aveva a che vedere in quella contesa finale.

Il rientro ai box fu mesto per Fernando. Seduto sugli scalini del motorhome Ferrari, con la testa china, circondato dai suoi uomini fidati, in silenzio a riflettere su quella tattica troppo conservativa. Un turbine di pensieri avvolgeva la mente dello spagnolo, mentre l’incredulità e lo sgomento si spargeva velocemente tra i ragazzi del box di Maranello e, soprattutto, tra i pensieri di Chris Dyer, autore di quella scelta suicida e, pochi giorni dopo, vittima sacrificale tra le mura della Gestione Sportiva.

Si chiude proprio su quel circuito il ciclo ferrarista di Alonso. Cinque anni di tormenti, di poche gioie e tante delusioni. Due mondiali sfiorati all’ultima gara ma, per un beffardo scherzo del destino, svaniti quando sembravano già stretti tra le mani del pilota di Oviedo. Un matrimonio che non ha portato i frutti sperati, specie per la cronica carenza Ferrari di realizzare vetture all’altezza della concorrenza targata Red Bull prima e Mercedes poi.

Finisce un’era fatta di critiche e di toni sempre più accesi anno dopo anno; ne inizia un’altra che vedrà alla guida della rossa quel tedesco che, proprio ad Abu Dhabi, riuscì nell’impresa impossibile.

34 Commenti

  • …quante storie. Ha sbagliato il muretto e basta, se avessero fatto la sosta programmata Alonso sarebbe rientrato in quarta posizione, ben davanti a Webber, petrov, kubika Rosberg.
    Secondo me il Dom avrebbe dovuto dimettersi a fine gara per evidenti incapacità, anche solo di non riuscire a fare una somma di tempi per capire in che posizione sarebbe rientrato il pilota.

    • C’è qualcuno che tenta di addossare la colpa al pilota, forse l’unico soggetto che ha avuto il merito di tenere in piedi due campionati in 4 stagioni. Anche in questa stagione, se vedete la costanza dei piazzamenti ottenuti con questa ciofeca di macchina rispetto ai vari Bottas e Vettel, c’è da togliersi il cappello.

  • Da come è raccontata la storia, sembra che la colpa sia tutta del muretto ferrari per aver perso il mondiale, ma per caso vi siete dimenticati gli errori fatti dal pilota? Uscirebbe un articolo lungo il doppio di questo. Dai suvvia, se alonso non avesse fatto tanti errori quell’anno a quest’ora la ferrari avrebbe un titolo in più. Ci siamo dimenticati la partenza anticipata in Cina, o quando ha toccato la linea bianca a SPA, oppure l’errore durante il doppiaggio di karthy a favore di button??? Sarebbe bastato un paio di errori in meno (su tanti fatti) di alonso per vincere il mondiale.

    P.S. e non elenco malesia e montecarlo, e tanti altri circuiti….

  • Il pugno chiuso Alonso avrebbe dovuto mostrarlo al muretto Ferrari sempre scarso sul fronte delle strategie e agli incompetenti dietro le quinte che non hanno saputo realizzare una macchina decente in tutti questi anni.

    • hai ragione, ma quando parli di pessimo uomo, non devi dimenticare che oggi si sputa su alonso come il peggior uomo squadra possibile.
      Quindi il pugno chiuso alla squadra Alonso l’ha fatto.
      Capita nella foga sportiva di arrabbiarsi con l’avversario, quasi a dire “cavolo sei uno scarsone e proprio oggi dovevi fare una gara così?”… Nel corso di un evento sportivo, in piena adrenalina, non possiamo giudicare un uomo così.
      Non siamo ridicoli, suvvia!

      Schumacher ha fatto gesti ben peggiori, anche fuori dalla macchina a dirla tutta (alonso non ha certo fatto a botte fuori dalla macchina, né fatto gesti antisportivi)… eppure non se ne parla così male?

      La verità è che “la verità sta dove la vogliamo mettere”. Ma i fatti stanno sempre lì. E quando si giudica, o si ha la presunzione di giudicare, si considerino tutti i fatti:

      Alonso ha criticato la squadra spesso (troppo secondo molti)
      Alonso era nella foga del momento, sbagliato il gesto, ma non peggiore di altri che però non sono così “mal giudicati”.
      Sai perchè?
      perchè non erano nell’era di internet, e il tempo cura ogni ferita….

      memoria corta voi tifosi.

      • Infatti se leggi poco più sotto spiegavo che non si può demonizzare Alonso e ridurlo a capro espiatorio di un sistema marcio.
        Cmq il gesto in se’ ci sta, ma conoscendo il tipo e soprattutto le dichiarazioni che fece…

  • non riapriamo certe ferite.. di chi sia la colpa non ha importanza. dico solo che una volta i piloti avevano le palle, cosa che attualmente posso riconoscere solo ad hamilton.

  • matkimi 2007

    Quello secondo me fu uno dei campionati più divertenti di sempre! Tra l’altro la gara prima, in Brasile, la Red Bull fece doppietta evitando però di fare gioco di squadra tra Webber e Vettel, con l’australiano che vincendo sarebbe potuto arrivare all’ultima gara con un solo punto meno di Alonso. Comunque i finali 2007, 2008, 2010 e 2012 (e tutti quelli degli anni ’90) insegnano che i finali di stagione possono essere emozionanti senza bisogno di boiate come i punti doppi! Quest’anno si sarebbe comunque arrivati all’ultima gara, peccato che con regole normali ad Hamilton sarebbe bastato arrivare 6° anziché 2°

  • Vedendo queste immagini mi vengono in mente due considerazioni:
    1. la discutibile introduzione del DRS eviterà comunque che possano ripetersi ‘scempi sportivi’ come Abu Dhabi 2010;
    2. la fortuna di Vettel nei momenti decisivi dei due mondiali vinti all’ultima gara (2010 e 2012) è stata sfacciata, incredibile, al di là dei meriti indiscutibili del pilota.

    • MotoreAsincronoTrifase

      1. l’eliminazione di tilke eliminerebbe scempi come abu dhabi.
      2. il boicottaggio di vebber e’ stato sfacciato e incredibile in red bull (cosa che non sta accadendo con ricciardo)

      • non accade con ricciardo perchè da subito ha mostrato di saper star davanti. Webber era capace ma ha mostrato come quella RB fosse un missile e che Mclaren e Ferrari pur essendo ottime, non potevano starle dietro molto spesso (tantomeno nei circuiti asiatici e finali).

        poi alonso che ha deciso (secondo me già da aprile maggio) di andarsene e vettel di firmare per ferrari, hanno fatto il resto, buon per Ricciardo 😀

  • Che bruttissima giornata quella. Sono sicuro che se avessimo vinto quell’anno, poi ne avremmo vinti altri. Quella giornata è stata funesta per tutti gli anni a venire.
    Comunque al muretto a fare le strategie quel giorno lì c’era il Trota.
    Vabbè dimentichiamo quel giorno e dimentichiamo Alonso, si cambia

  • Ma solo io ho sempre pensato che se alonso passava petrov non sarebbe comunque riuscito a passare kubica e avrebbe il titolo lo stesso?
    Comunque oltre ai gesti a petrov ricordo le sue affermazioni “la renault poteva farsi da parte, ho vinto due titoli con loro e questo è il loro riconoscimento nei mei confronti”
    Forse sperava che petrov e kubica facessero come Piquet jr

    • Non ricordo esattamente la situazione, ma mi pare che ad Alonso bastava superare Petrov.

      Comunque non demonizziamo Alonso, quasi che sia il capro espiatorio della vergogna di questo sport. Ricordo ancora i sorpassi scandalosi che fece Vettel alle Toro Rosso, che proprio si facevano da parte per il fatto di avere lo stesso motore e molto altro in comune, quindi il sospetto che Petrov si possa essere impegnato oltre modo viene.

      • No, doveva superare pure kubica.
        Ma poi la renault era ancora renault, perché avrebbe dovuto favorire Red bull quando era una concorrente?

      • lewis_the_best

        Alonso doveva finire max quarto quindi doveva superare petrov kubica e rosberg

      • @Manto: sta per vincere il mondiale una motorizzata Renault, ti pare poco? Ovvio che sono concorrenti, ma ti pare che la Renault come scuderia potesse ambire al titolo?

      • Come ha detto lewisthebest doveva superare pure Rosberg.
        E poi suvvia, petrov non è mai stato un mostro alla guida, per quanto forte potesse spingere non sarebbe stato tutto sto problema, semplicemente la renault in quella pista ne aveva di più, e non vedo perché far passare un avversario quando stai conducendo un’ottima gara

      • Manto, sono perfettamente daccordo su questo, Petrov doveva condurre la sua gara, al di là di ogni dietrologia.
        La Renault quella stagione volava grazie all’ f-duct, quindi era molto difficile da superare sul dritto (anche se dai video mi pare che ad Hamilton riuscì l’impresa di sopravanzare l’altra Renault).

        Resta la vergogna nei gesti di Alonso e nelle dichiarazioni di cui parli, ma resta anche la vergogna delle Toro Rosso che si scanzarono letteralmente in diverse occasioni di rimonta/doppiaggi per Vettel.

      • E comunque se Hamilton riuscì a differenza di Alonso nel superare la Renault di Kubica, questo dimostra che i piloti valevano (valgono) poco, la differenza sta nel mezzo, e la Ferrari già dimostrava di essere scarsa in trazione.

      • Ma infatti anche seocondo me il grosso lo fa la macchina, il pilota conta nella determinazione delle rimonte, nella concentrazione e nei sorpassi, ma puoi essere forte quanto vuoi ma senza macchina non vai da nessuna parte

  • lewis_the_best

    La Ferrari quella gara non aveva ritmo. E cmq Alonso arrivò a giocarsi il mondiale grazie alla porcata di Hockenheim e hai problemi di affidabilità della red bull!

  • lewis_the_best

    In pochi ricordano che Webber dopo la sosta stava girando più forte di Alonso e che quindi se Alonso nn avesse anticipato la sosta Webber l’avrebbe sopravanzato.

    Il mondiale lo vinse la red bull perché dimostrò una mentalità vincente portando all’ultima gara anziché puntare solo su Webber.

    • cavolate.
      webber è rientrato prima del previsto perchè tocco il muro e stava distruggendo le gomme, ed era a 2-3-4 secondi dietro di Alonso. Con 8 punti di vantaggio si poteva gestire meglio la sosta anticipata dell’australiano.
      Infatti Alonso aspettando qualche giro poteva star davanti a Petrov, senza essere rallentato.

      Insomma poi andava male comunque, probabile.
      Ma potevi aspettare a rientrare, perchè Webber poteva arrivare davanti ma se Webber arriva secondo prende 18 punti.
      Se Alonso fa quarto, come POTEVA fare se avessero aspettato e avessero preso distacco su Rosberg Kubica e Petrov, Alonso vince ugualmente.

      E’ più chiaro?

      Webber rientra, passa Alonso, arriva “al massimo secondo” (vettel era in controllo ampissimo).
      Alonso però aveva un buon ritmo e rimane in pista tanto quanto basta ad arrivare quarto.
      Alonso prende 12 punti, Webber 18, Vettel 25. Vettel e Webber arrivano a 2 punti da Alonso, Alonso è campione.

      • lewis_the_best

        Si perché in red bull con Webber secondo dietro a Webber avrebbero fatto vincere a vettel la gara e ad Alonso il mondiale? Poi non consideri le McLaren che cmq erano davanti ad Alonso.

      • una mclaren solamente è finita davanti

        hai ragione sulla “doppietta RB” ma io ho detto webber almeno secondo, proprio dipingendo uno scenario ipotetico.
        ma hamilton andava abbastanza forte, e webber non ne aveva così tanto per star davanti addirittura ad hamilton.

        Quindi come vedi, Alonso poteva stare altri 4-5 giri fuori. Ne aveva e Webber durava molto meno con le gomme… e aveva commesso qualche errore (sbattuto contro le barriere)

        poi come ho scritto:
        POI poteva perdere comunque il mondiale
        ma perderlo senza poter provare niente altro, è molto molto più “inesorabile”.
        non so se ti è chiaro.

      • errata corrige, due mclaren.

      • due mclaren, nella risposta alla tua risposta ho sbagliato clamorosamente e cambia completamente il senso.
        non cambia la sostanza: webber non era in grado di superare le mclaren, e sinceramente si poteva osare di più.

        Non cambia il fatto che poteva perdere comunque. ma così è stato peggio.

        la colpa è della macchina ferrari. da ormai 5gp ferma al passo.
        vincente in corea solo per pura vera fortuna

  • Come non ricordare il gestaccio di Alonso a Petrov… Sua falsità il Re delle Asturie in quell’occasione ha dimostrato che è davvero un pessimo uomo. Che poi sia un ottimo pilota conta fino ad un certo punto, oggi come oggi basta avere la macchina vincente

  • non capirò mai quella scelta tattica,bastava rimanere in pista,rispettare il proprio piano e portare in sicurezza la macchina al traguardo.
    la redbull gettò l’amo e la ferrari ci cascò in modo incredibile.

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