Nasce PWG, comitato per aumentare coinvolgimento fan in F1

30 novembre 2014 13:30 Scritto da: Diletta Colombo

Il Promotional Working Group, presieduto da Claire Williams, si occuperà di trovare soluzioni che aumentino l’entusiasmo degli appassionati e che possano attrarre nuovi fan. Il gruppo, che si è già riunito ad Abu Dhabi, si occuperà anche del presidio della serie su social media, nonostante il disinteresse a riguardo di Bernie Ecclestone, che sembra però aver cambiato idea in merito al pubblico adolescente.   

abu-dhabi-2013

Il mondo della Formula 1 sembra aver compiuto un primo passo verso un maggiore coinvolgimento dei fan: a margine dell’ultimo appuntamento della stagione 2014 ad Abu Dhabi, infatti, si è svolta la prima riunione del Promotional Working Group. Il comitato, presieduto dalla deputy team principal della Williams, Claire Williams, è stato creato con lo scopo di valutare gli strumenti  che potrebbero rendere la Formula 1 più popolare e aumentare le occasioni di contatto tra piloti e fan. Williams spiega così la missione del PWG: “Il gruppo si impegnerà nella ricerca di opportunità promozionali per la Formula 1, in modo tale da garantire la sostenibilità della serie a lungo termine”.

Tra le proposte emerse nella prima riunione del PWG troviamo la possibilità di aprire il paddock ai fan il giovedì, l’offerta di un’esperienza più coinvolgente durante il walkabout in pitlane e la possibilità di interagire maggiormente con i piloti nel corso del weekend di gara. Le proposte che riceveranno il consenso dei rappresentanti dei team presenti all’interno del Promotional Working Group verranno successivamente sottoposte allo Strategy Group, che andrà ad implementarle. La speranza di Williams è che si possa riuscire a introdurre alcuni cambiamenti già in occasione della prima gara della stagione 2015, in Australia.

Un altro punto focale del programma del PWG sarà la creazione di una strategia coesiva e capillare di presidio sui social media, in modo tale da raggiungere il pubblico target garantendo un maggior coinvolgimento anche ai fan che seguono le gare da casa e non dal vivo. La Formula 1 sta dunque muovendo i primi passi verso il futuro della comunicazione, a dispetto del disinteresse a riguardo del líder máximo del Circus, Bernie Ecclestone.

Nonostante il suo rifiuto ad abbracciare i social media, Ecclestone ha sostenuto la creazione del  Promotional Working Group, permettendo al comitato di riunirsi al di fuori degli appuntamenti dello Strategy Group, dal momento che gli aspetti promozionali vengono spesso messi da parte durante le riunioni fiume con i team principal.

Ad Abu Dhabi, il patron del Circus è anche tornato sui suoi passi in merito alle dichiarazioni riguardo al suo disinteresse nei confronti del pubblico di giovanissimi, a sua detta non importante per la Formula 1, che avevano suscitato scalpore e generato pesanti critiche nei suoi confronti. “Vogliamo attrarre il pubblico degli adolescenti: desideriamo vedere i fan della Formula 1 crescere seguendola, come i trentenni di oggi, già appassionati quindici anni fa. Se un potenziale fan guardasse oggi una gara per la prima volta, quali sarebbero le motivazioni che potrebbero spingerlo a diventare un estimatore della Formula 1?”, ha dichiarato Ecclestone.

L’ottantaquattrenne inglese pare finalmente aver capito che gli adolescenti di oggi sono i futuri clienti degli sponsor della Formula 1, e che è necessario coinvolgerli fin d’ora, affinché seguano la serie anche quando avranno il potere di acquisto necessario per comprare un Rolex, o depositare i loro risparmi presso gli istituti di credito UBS. Chissà, magari Ecclestone si spingerà fino al coinvolgimento come sponsor di un’azienda che abbia un target di clientela più ampio, che abbracci sia i giovani che si stanno appassionando alla Formula 1 oggi, sia i fan di lunga data.

9 Commenti

  • Io mi sono innamorato della F1 a 13 anni nella stagione 1990, la sfida tra Senna/Prost, le Ferrari che sembravano poter battere le Mclaren, la Benetton multicolore di Nannini, le imprese di Leone Mansell, le prime partenze agressive di Jean Alesi con la tyrrel ad ala di gabbiano, la lotus gialla col cammello. Tante macchine al via e tutte così diverse… Ora sembrano tutte uguali, non solo nella forma ma anche i colori con queste carrozzerie cromate, diventano grigie col riflesso del sole o dei lampioni. I piloti sono tutti omologati, una volta si scazzottavano ai box, ora si mandano le frecciatine su Twitter.
    Una volta era più facile per un ragazzino appassionarsi di questo sport, ora lo vedo più come uno sport d’élite come il golf o la barca a vela.
    Ma non sono qui a dire bisogna cambiare regolamenti, se siamo arrivati a questo punto è perché forse è naturale sia così, io sarei già contento se già dall’anno prossimo ci fosse qualcosa di nuovo che mi facesse innamorare di nuovo di questo sport, che guardo ormai più per abitudine che per altro.

  • La F1 rappresenta o dovrebbe rappresentare il massimo della tecnologia nelle competizioni automobilitiche e non.
    Ogni periodo storico ha trovato nella F1 lo specchio della tecnologia contemporanea. Negli anni 50′ 60′ ha rappresentto il massimo della ricerca della meccanica della qualità costruttiva ed erra più che altro una battaglia tra meccanici e officine meccaniche. negli anni ’70 ’80 sono arrivati gli sponsor e il tutto ha iniziato a prendere un ruolo più professionale con le figure dei team manager, strutture organizzative e uffici di progettazione più evoluti, è iniziata l’era dell’aerodinamica oltre che della meccanica, quindi gli appassionati non erano soltanto meccanici ma anche persone con interessi diversi.
    negli anni ’90 2000 .. poi l’elettronica l’ha fatta da padrona avendo limitato gli interventi sulle parti meccaniche. Fino ai giorni nostri in cui tutto sembra un video game … pero’ è proprio questo che dovrebbe coinvolgere i più giovani che paradossalmente possono capirne di più di molti anziani nostlgici di tempi che furono.
    Sono pur sempre auto che raggiungono i 340km frenano in poco meno di 50mt e hanno percorrenze di curva pazzesche.
    In più le PU attuali che piaccia o no sono dei 1600cc che sviluppano 700 800cv consumando la metà dei loro predecessori degli anni ’80

  • cambia veloce idea ecclestone lol..cos’è gli han detto che la pubblicità paga anche su facebook youtube o qualsiasi social?

  • Alèèèè…
    Sarebbe bastato non fare una boiata dietro l’altra. La F1 ha ancora potenziale tra i giovani, e lo dico da 18enne, ma la guardavano più miei coetanei quando avevo una dozzina d’anni.

  • Bah, già il fatto che si debbano istituire comitati per “trovare soluzioni che aumentino l’entusiasmo degli appassionati e che possano attrarre nuovi fan”, personalmente è una sconfitta..

    Parlo da 22enne appassionato di corse e di tecnica automobilistica/motoristica, e da qualunque parte io la veda per me la F1 è passata dal gareggiare sulle piste al gareggiare politicamente dietro le quinte a suon di minacce di ritirare il proprio team..
    Ergo è ormai marcia alla base, al comando ci sono sempre i soliti noti che un giorno dicono di volere fan 70enni e il giorno dopo dichiarano di voler attrarre il pubblico adolescente, è dallo smantellare questa base che di dovrebbe partire, e non istituendo ulteriori organi che creano solo confusione e non risolvono nulla.

  • alexredpassion

    oddio ho paura.
    Quando capiranno che basterebbe farla finita con la formula consumi/ipocrisia e soprattutto tornare ai VERI motori da corsa?

  • Ma una cosa semplicissima tipo far fuori Todt che ha fatto danni inenarrabili al timone della FIA e tornare a parlare di corse di macchine?

  • Dal prossimo anno la Disney sostituirà la Rolex X-P

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