Sainz Jr e Verstappen, l’affascinante sfida della Toro Rosso

1 dicembre 2014 08:04 Scritto da: Marco Di Marco

La Toro Rosso schiererà il prossimo anno una formazione giovanissima: Sainz Jr e Verstappen hanno 37 anni messi insieme. La coppia più giovane del Circus è da tenere d’occhio.

carlos-sainz

Carlos Sainz Jr e Max Verstappen. Sarà questa l’inedita coppia di piloti scelta dalla scuderia Toro Rosso per la stagione 2015 di Formula 1. Vent’anni il primo, diciassette il secondo. Entrambi figli d’arte e dotati di un piede destro particolarmente pesante, rappresentano una scelta forse rischiosa, ma certamente affascinante, per il team di Faenza.

Due rookie speso considerati, a torto, raccomandati a causa del cognome importante che portano. Una valutazione errata compiuta dal popolo del web abituato, nella maggioranza dei casi, a non guardare oltre il dorato mondo della Formula 1.

Sainz Jr ha un curriculum interessante, anche se non proprio ricco di trionfi. Vincitore del titolo Karting Asia Pacifico categoria KF3 nel 2008, ha posato il suo fondoschiena all’interno di numerose monoposto di differenti categorie quali la Formula BMW Pacific (2 vittorie), l’Eurocup Formula Renault 2.0 (senza successi), l’European Formula 3 (1 vittoria).  Un palmares spoglio sino al suo arrivo in World Series. Dopo 9 gare di apprendistato nell’anno precedente, Sainz Jr ha infatti centrato, alla guida della monoposto del team Dams, il titolo della categoria WSR 3.5. Una stagione che ha visto lo spagnolo diventare autore di gare magistrali, condotte con piglio da leader dal primo all’ultimo giro. Ma anche di prestazioni opache, arrivate a seguito dell’annuncio di Kvyat compagno di team di Ricciardo in Red Bull. Una notizia che aveva pericolosamente minato la stabilità psicologica del giovane spagnolo e che aveva consentito al suo diretto rivale in classifica, Roberto Mehri, di guadagnare punti pesanti nei suoi confronti. La forza d’animo di Sainz Jr è stata immensa. Reagendo con determinazione, ha conquistato un campionato ampiamente meritato.

La Red Bull l’ha tenuto sulle spine sino alla fine, valutandolo anche nel corso dei recenti test di Abu Dhabi, per poi decidere di puntare su di lui e di salutare l’ormai “anziano” Vergne. Una scelta contestata sui social dai sostenitori del francese, ma pienamente condivisibile se si analizza il ruolo che tradizionalmente tocca alla Toro Rosso. La scuderia di Faenza, infatti, nasce come junior team Red Bull, ovvero una palestra dove far approdare i piloti più meritevoli dell’immensa filiera della casa austriaca, buttarli nel competitivo mondo della Formula 1 e verificare se siano pronti per diventare campioni o se, invece, quel talento emerso nelle categorie propedeutiche si sia smarrito strada facendo.

Carlos Sainz Jr., Jean Eric Vergne and Kiss Pal Tamas - Lifestyle

Vergne ha occupato il sedile della Toro Rosso per 3 stagioni consecutive, dal 2012 al 2014, alternando gare entusiasmanti ad altre decisamente anonime.  La scelta di Kvyat in Red Bull, dopo un solo anno di apprendistato, è apparsa subito come una evidente e sonora bocciatura nei confroni del francese che adesso deve trovare una sistemazione altrove, sicuramente fuori dal mondo della F1. Le scelte più concrete sono due:  affrontare l’avventura endurance con il progetto Nissan o salutare il mondo europeo delle competizioni per raggiungere il suo connazionale Bourdais nell’Indycar. Di sicuro l’abbandono della Formula 1 da parte di Vergne sembra immeritato, specie considerando che altri piloti di minor talento – ma dal maggiore peso economico – saranno al via della prossima stagione. Ma, purtroppo, anche questo è il mondo delle competizioni.

Max Verstappen rappresenta una sfida affascinante. L’olandese  ha ceduto alle lusinghe della Red Bull quando gli è stato offerto un sedile nella massima formula, voltando le spalle agli uomini Mercedes che volevano metterlo sotto contratto per un futuro nel Circus.  Il curriculum di Verstappen è ancora più striminzito rispetto a quello di Sainz jr. Esordio in monoposto nel 2014 nella Florida Winter Series e poi passaggio nel campionato europeo di F3, dove ha colto 10 successi su 33 gare, perdendo il titolo contro un altro giovane estremamente promettente, Esteban Ocon.

max-verstappen-toro-rosso

Sia l’olandese che lo spagnolo hanno già avuto modo di provare, nel corso di questa stagione, una monoposto di F1 ed entrambi sono subito sembrati a proprio agio con la potenza sconosciuta delle power unit. Le critiche piovute addosso al team di Faenza per aver scelto un ragazzo di diciassette anni sembrano figlie di un perbenismo immotivato. Se il talento c’è, l’età non conta. Vent’anni o diciassette sono soltanto un numero che non influenza il peso del piede destro.

La prossima stagione in molti staranno lì, con gli occhi puntati su Verstappen, pronti  a criticare la scelta di Faenza al primo errore del ragazzo. Ma la sfida della Toro Rosso è intrigante e va dato merito alla scuderia di continuare a svolgere quel ruolo di talent scout che in passato era proprio della Minardi.

15 Commenti

  • Anche io sono d’accordo che la Ferrari dovrebbe ispirarsi alla red bull e lanciare giovani piloti sulla Sauber, e non ho nulla da dire in merito alle prestazioni di kvyat, che come hai detto viene dalla gp3. Tuttavia secondo me la prassi dovrebbe essere il passaggio dalle serie minori prima dell’approdo in f1, “l’ascensore” se il talento c’è, ogni tanto ci sta, ma qui sta diventando una moda e una strategia pubblicitaria al tempo stesso. Ma oltre a questo proviamo a vederla dal punto di vista del pilota; se verstappen l’anno prossimo facesse schifo, chi scommetterebbe ancora su di lui? Si è bruciato, non sarebbe stato meglio fare un anno di gp2 o gp3?

  • MotoreAsincronoTrifase

    Vent’anni o diciassette sono soltanto un numero che non influenza il peso del piede destro.

    Che cavolata. L’eta’ conta eccome nella maturita’ di una persona. A diciassette anni si e’ ancora ragazzini, il piede destro non e’ l’unica cosa. Allora a questo punto facciamo anche pilotare gli aerei di linea o fare operazioni chirurgiche a iminorenni ma che sono bravi e promettenti. Per me avrebbe dovuto fare almeno un altro anno (ma minimo un anno) in gp2 prima di esordire nella massima serie.

    • MotoreAsincronoTrifase

      del resto la legge dice che un diciassettenne non puo’ neanche guidare una normale auto in citta’ perche’ non ha la maturita’ per avere la patentre e questo corre in f1. Che assurdita’, un pilota di f1 che non puo’ avere la patente perche’ non ha l’eta’ per guidare. LOL

  • “Vent’anni o diciassette sono soltanto un numero che non influenza il peso del piede destro”… puo’ anche essere vero, ma a mio avviso influenza la stima del pericolo e la percezione del limite, oltre che il capire in generale…

  • Io son pronto a scommettere qualsiasi cosa che verstappen asfalterà Sainz.

    • E per questo che hanno scelto lo spagnolo. Con Vergne, Verstappen avrebbe perso sicuramente il confronto con i punti.
      Con Sainz non c’è nemmeno questo rischio è passerà per un rookie fenomenale.

      • Io fossi nella mclaren se proprio devono buttar fuori Jenson almeno prenderei vergne al posto di magnussen. Sempre che l’inarrivabile voglia

      • Che senso ha sostituire Button con uno più scarso di lui?
        Onestamente JB è forte e se lascia è solo per il fatto che Magnussen è un prodotto McLaren è ha un futuro davanti.
        Se la McLaren vuole un pilota Red Bull che puntino su Ricciardo.

      • MotoreAsincronoTrifase

        appunto. Ron dennis ormai vuole fare il grande scopritore di talenti, altrimenti non avrebbero cacciato un buon perez per magnussen. Prendere vergne sarebbe un enorme cretinata ormai, a questo punto sarebbe meglio riprendersi perez o hulkemberg, ma dennis e’ “figo” e non ammette mica che si e’ sbagliato.

  • Io non riesco a condividere la scelta della toro rosso. Il fatto è semplicemente che la formula uno dovrebbe essere un punto di arrivo e non di partenza. Non dico che non dovrebbero esserci esordienti, questo è ovvio, ma che questi devono giungere il f1 dopo aver maturato esperienza e “guadagnatisi” il posto vincendo le categorie minori. Mi viene quasi da ridere pensando che verstappen ha messo il sedere su una monoposto un anno fa e tra un paio di mesi esordirà in f1..

    • Non sono d’accordo. La Red bull ha già la squadra principale come punto di arrivo, e far maturare ai piloti giovani esperienza in formula 1 può solo giovare.
      La ferrari per fare una cosa furba secondo me dovrebbe acquistare la Sauber e fare di quella la propria toro rosso. Così si avrebbero anche meno piloti paganti inutili come Ericsson e nasr, che pur avendo fatto la gavetta in gp2 sono comunque dei fermi, confronto ad esempio a kvyat che pur avendo fatto il salto dalla gp3 si è dimostrato comunque più maturo, anche nellecategorie minori.

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