Incidente Bianchi: la Commissione d’Inchiesta si esprime

3 dicembre 2014 22:31 Scritto da: Redazione

Nel corso del World Motorsport Council della FIA, la Commissione d’Inchiesta sull’incidente di Bianchi ha consegnato un rapporto di 396 pagine con le conclusioni tirate dopo le indagini di questi mesi.

Jules Bianchi

Durante il Consiglio Mondiale della FIA sono stati presentati i risultati della Commissione d’Indagine chiamata a fare chiarezza sull’incidente di Jules Bianchi, occorso durante il Gran Premio del Giappone lo scorso 5 ottobre.

Come certamente ricorderete, durante il giro numero 43 del GP, il pilota francese ha perso il controllo della sua Marussia all’altezza della curva 7, centrando in pieno una gru mobile che era nella via di fuga per recuperare la Sauber di Adrian Sutil, uscita nello stesso punto della pista un giro prima. Il violentissimo impatto – misurato in 92 G – ha avuto conseguenze gravissime: il pilota non è morto sul colpo, ma ha subito un danno assonale diffuso. Il francese, oggi in una clinica di Nizza, respira autonomamente ma non dà alcun segno di coscienza e si ignorano le possibilità di un presunto recupero.

La commissione d’inchiesta è presieduta da Peter Wright ed è composta da dieci membri, tra cui anche Ross Brawn e Stefano domenicali. Il gruppo di lavoro ha realizzato un rapporto di 396 pagine con i risultati dell’inchiesta ed ha anche dato indicazioni su come evitare questo tipo di incidenti in futuro. In sintesi, le conclusioni di questo rapporto sono riassumibili in undici punti:

1. L’aderenza della curva numero 7 è stata bruscamente ridotta da un rivolo d’acqua di scarico in pista, che scorre in discesa sulla stessa. Sia Sutil che Bianchi hanno perso il controllo nello stesso punto.

2. La Sauber di Sutil stava per essere recuperata dalla gru mobile, nel momento in cui Bianchi ha attraversato il settore 7 e 8. In quel punto della pista, erano esposte le bandiere gialle doppie.

3. Bianchi non ha rallentato a sufficienza per evitare di perdere il controllo nello stesso tratto di pista che aveva già tradito Sutil.

4. I piloti dovrebbero aderire ai requisiti richiesti dalle doppie bandiere gialle, come indicato nell’appendice H del regolamento, ARt. 2.4.5.1.b che afferma: “I conducenti devono essere pronti a fermarsi in qualsiasi momento”. Se ciò fosse accaduto a Suzuka, né i concorrenti né i commissari sarebbero stati in una condizioni di pericolo.

5. Le azioni intraprese dalla Direzione Gara a seguito dell’incidente di Sutil sono state considerate coerenti con le norme e la loro interpretazione, sulla base delle statistiche elaborate in 384 incidenti negli ultimi 8 anni. Anche in retrospettiva, non vi è alcuna ragione apparente per cui la Safety Car sarebbe dovuta intervenire dopo l’incidente di Sutil.

6. Bianchi ha ecceduto nel controllo della vettura sovrasterzante, tanto da perdere il controllo ancor prima rispetto a Sutil, andando dritto verso il punto iniziale della barriera. Purtroppo, la gru era proprio davanti quella parte della barriera e la Marussia del pilota francese ha colpito la parte inferiore della gru stessa, a grande velocità.

7. Nei due secondi che sono passati tra la perdita di aderenza e l’impatto con la gru, Bianchi ha premuto insieme i pedali dell’acceleratore e del freno. L’algoritmo di sicurezza FailSafe, che serve ad escludere l’acceleratore e a spegnere il motore, è stato inibito dal controllo della coppia, che va a monitorare il sistema Brake-by-wire. La Marussia MR03 possiede un dispositivo dal design unico che ha dimostrato di essere incompatibile con le impostazioni di emergenza.

8. Non è chiaro se il FailSafe che non ha fornito coppia motrice può aver influenza la velocità d’impatto. Si ipotizza che Bianchi sia stato distratto dalle sue ruote anteriori bloccate che non gli permettevano di sterzare ed evitare l’impatto con la gru.

9. Il casco di Jules Bianchi ha colpito la parte inferiore della gru. L’ampiezza del colpo e la natura della traiettoria hanno dato origine ad una decelerazione massiccia della testa e un’accelerazione angolare che ha portato alle gravi lesioni di cui soffre il pilota francese.

10. Ogni procedura di soccorso eseguita ha contribuito in maniera significativa al salvataggio della vita del pilota.

11. E’ stato riscontrato che un abitacolo chiuso con un cupolino non avrebbe evitato lesioni simili a quelle rimediate da Bianchi. Anche il sistema di anti-intrusione su una gru non darebbe alcun risultato. Nessuno dei due approcci è ritenuto valido a causa delle grandi forza coinvolte tra l’urto di una vettura di 700 Kg che colpisce una gru di 6500 Kg ad una velocità di 126 chilometri orari. La cellula di sopravvivenza di una monoposto di F1 non può assorbire quella energia o evitare di generare una decelerazione tale da consentire al pilota di sopravvivere.

14 Commenti

  • Sinceramente resto allibito da chi da ragione alla FIA. Credo che una commissione d’inchiesta seria vada fatta da una società esterna, che senso ha auto-giudicarsi ed ovviamente auto-assolversi? Jules può avere tutte le colpe che volete, ma le formula uno sono concepite per andare a sbattere contro delle barriere deformabili che hanno il compito di dissipare l’energia d’urto e non contro un mezzo dalla massa 10 volte superiore e pressoché indeformabile. Probabilmente anche ad 80 km/h lo schianto avrebbe avuto conseguenze altrettanto drammatiche, visto che Jules in pratica è passato da 120 a 0 in meno di un secondo. La soluzione per me è una sola, nessun mezzo può entrare se la corsa non viene sospesa, come avviene oltreoceano.

    • alexredpassion

      I mezzi per la rimozione delle auto è impossibile che non entrino mai. Sono necessari. Così come sarebbe sbagliato sospendere la gara tutte le volte che un mezzo entra.

      In regime di bandiera gialla DOPPIA, nessuno dovrebbe uscire di pista, nemmeno se allagata, proprio perchè la doppa bandiera gialla indica ai piloti la necessità all’occorrenza di fermarsi istantaneamente. Va da se che la velocità da tenere dovrebbe essere bassissima e soprattutto adeguata alle condizioni della pista.

      I piloti rispettano queste indicazioni? No, mai.
      Quindi se proprio vogliamo trovare la colpa della federazione in questa situazione, l’unica che vedo è quella di non aver mai trovato negli anni un modo per far rispettare veramente le bandiere gialle.

  • Il concetto credo sia piuttosto semplice: bisognava pensarci molto tempo fa ad inserire un sistema concettualmente banale come una virtual-SC: le colpe della FIA si riconducono al non aver approcciato con sufficiente cura il tema della sicurezza in situazioni di pericolo: è evidente che non si sia mai sanzionato alcun pilota per aver ecceduto con la velocità in regime di bandiere gialle (a meno che avesse compiuto sorpassi), ed è altrettanto evidente che questa mancanza di disciplina ha portato Jules ad essere “al limite” in un momento/punto in cui non sarebbe dovuto esserlo. Facile dire che è stata colpa del pilota, quando nessuno rispetta il regolamento che già è vigente. E’ come dire che c’è il limite nella corsia box ma non fare nulla nel caso tale limite venga infranto: nel giro di due gare avremmo vetture che sfrecciano a 300 km/h nella corsia box, ma quella è la natura del pilota, non una colpa; dovere di chi stila i regolamenti è poi farli rispettare in maniera intransigente, applicando metodi intuitivi come quello ora predisposto della VSC.

  • Ma scusate. Se il failsafe della marussia non era compatibile con le impostazioni di emergenza, la marussia era quindi irregolare? La FIA non dovrebbe verificare se le vetture sono regolari o meno? Perché è scesa in pista? In questo caso la colpa è più della FIA direi.

  • Andate a vedervi i nomi dei componenti della commissione e capirete molte cose……..

  • Visto che si tira in ballo un rivolo d’acqua, come causa della perdita di controllo, potrebbe essere pertinente considerare la visibilità, si stava gareggiando al tramonto sotto pesanti nuvole, perché in quelle condizioni di visibilità diventa difficile valutare la difficoltà nell’attraversare una zona più allagata dell’altra ed in ulteriore peggioramento, che forse non doveva essere tirato in ballo il fattore orario di gara.
    Un’altra considerazione è relativa al fatto che sono stati rivalutati 384 incidenti e non si sono resi conto che praticamente in tutti i casi tutti i piloti non hanno mai rallentato a sufficienza in presenza di bandiere gialle, che ad esempio a Montecarlo Hakkinen fece pure la pole sotto bandiera gialla, o solo adesso, e per di più non esplicitando che Jules teneva la stessa identica velocità di tutti gli altri che passavano in quel punto, fra il più veloce e il più lento c’erano meno di tre km/h, si sono accorti e fino ad ora Whiting cosa faceva ?
    Se i piloti non rispettano la bandiera gialla devono essere richiamati e sanzionati è la Fia che emana i regolamenti e deve farli applicare, i piloti e i tecnici cercheranno di andare il più forte possibile per ogni singola situazione di gara che si crea.

  • alexredpassion

    Sostanzialmente d’accordo con la commissione.

  • Alessandro HAMALORAI

    Pure io sono daccordo con SteLau.

    La stesura della commissione è coerente con quello che si è sempre fatto in tutti questi anni.
    Purtroppo, ma come in tutte le cose del resto, deve sempre capitare qualcosa di grosso o irreparabile per prendere decisioni importanti.

    I fatti clamorosi che ricorda ryudoctor sono interlagos 2003 (schumacher e altre 3 o 4 vetture fuori alla curva dos sol) e l’altro caso è nurburgring 2007 con 5 o 6 macchine fuori alla prima curva, con Liuzzi che va in testacoda evitando di pochissimo la SC (Maylander dagli specchietti ha visto appena in tempo la STR che gli veniva addosso e spostarsi) con lo stesso Liuzzi che finisce il suo testacoda nella ghiaia appena appoggiato al posteriore della gru!!!

    Però ragazzi, non si può sempre dare addosso alla FIA, cè anche da capire che cè stato una concatenazione di eventi che hanno portato a ciò.
    Io personalmente mi sono anche chiesto, se non ci fosse stata la gru, dove sarebbe finito Bianchi?! la sua Marussia stava puntando dritta alla feritoia aperta tra le barriere che serve ai commissari per entrare in pista.

    La tragedia cè stata purtroppo, ma anche una dinamica senza la gru davanti, non sarebbe stata da meno, considerando che dietro alle barriere c’era una torretta.

    Detto questo, ora l’unica cosa importante è che Jules si salvi e possa ritornare ad una vita il più normale possibile, anche se sarà molto duro il cammino.

  • contebaracca

    Devono superare le certificazioni anche i water in f1 e la gru mobile (nient altro che una pala meccanica) dubito ci sia nella lista degli oggetti sottoposti a certificazione appunto.
    Perciò non deve entrare mentre le auto girano.
    Ma ovviamente la fia si para il culo.

  • Già dopo il punto uno mi chiedo: se c’era così tanta acqua in quel punto perché non è stato preso alcun provvedimento prima ancora che sutil uscisse?
    Cioè a Silverstone ci hanno messo un’ora a riparare un pezzo di Guard Rail in un punto in cui la possibilità di collisione era di quasi lo 0% (kimi l’ha preso perché ha fatto un rientro in pista senza manco rallentare) e qui nonostante il diluvio si è dovuta aspettare non l’uscita di un pilota, ma di due, con conseguente tragedia, per Fare qualcosa di sensato.
    E mi chiedo io, se davanti alla gru ci Fossero stati anche dei commissari?

  • manca il punto in cui si dice dove sono le registrazioni tv che x la fia nn esistono..ma che in realta sono filmate da piu telecamere fom..poi in 384 incidenti ogni volta che e uscita una gru ce stato pericolo a meno che non accompagnata da sc..ricordo che bianchi l ha centrata ma negli ultimi anni ci sono stati altri 2 episodi clamorosi finiti diversamente..non ricordo le piste ma una fu quella in cui uscirono in tipo 6 7 in una curva….poi i punti 6 7 8..che senso hanno?cioe sta vettura manco era a norma?

    • Io sono d’accordo con la fia, non era necessario la safety car…è stata solo sfiga. Quante volte abbiamo visto i commissari togliere le vetture in mezzo alla pista (ripeto in mezzo alla pista) e non vedere la SC??? E’ successo, purtroppo.

      Sui video, io non se so nulla, ergo non parlo.

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