Minardi: “Arrivabene mossa azzeccata di Marchionne”

3 dicembre 2014 07:00 Scritto da: Alessandro Bucci

[Esclusivo] Quattro chiacchiere in compagnia di Gian Carlo Minardi sulla stagione 2014 di Formula 1. Dallo stradominio Mercedes  alla nuova era Ferrari, passando anche all’analisi della crisi economica dei piccoli team.

Giancarlo Minardi

La stagione 2014 di Formula 1 è andata in archivio con la duplice vittoria del team Mercedes AMG F1, capace di conquistare entrambi i titoli iridati in palio, mettendo in mostra uno stradominio a tratti imbarazzante.
Nonostante una sola scuderia abbia monopolizzato la stagione 2014, il titolo Piloti è rimasto aperto sino all’ultima gara, grazie anche alla politica adottata dal team Mercedes nei confronti dei suoi alfieri, lasciati liberi di darsi battaglia nel corso della stagione e consentendoci di rimanere con il fiato sospeso sino all’ultimo atto.
Ad alzare lo scettro di Campione del Mondo ad Abu Dhabi è stato Lewis Hamilton, al suo secondo titolo iridato in carriera. Problemi all’ERS  hanno invece infranto tutti i sogni di gloria di Nico Rosberg, scattato male al via dalla Pole e  impossibilitato a tentare qualsivoglia recupero in gara nei confronti del numero 44.

Non solo Mercedes in questo 2014, ma anche tanto Ricciardo, vera e propria rivelazione di questa stagione al volante della RB10. L’australiano ha messo in crisi il quattro volte Campione del Mondo Sebastian Vettel, vincendo ben tre Gran Premi nel corso del campionato, dimostrandosi  un autentico animale da gara.
Tra i promossi di questa stagione anche il pilota Williams Valtteri Bottas ed il debuttante Daniil Kvyat, reduce da una stagione convincente in seno alla Toro Rosso e scelto dalla Red Bull Racing per rimpiazzare proprio Sebastian Vettel nel 2015. L’annuncio della promozione del giovanissimo russo è arrivata poco prima della gara a Suzuka, corsa rimasta nella storia per il motivo sbagliato, dal momento che il pilota della Marussia, Jules Bianchi, è rimasto vittima di un terribile incidente.

La disastrosa stagione della Ferrari – zero vittorie, peggior risultato dal 1993 –  ha dato il la ad una vera e propria rivoluzione a Maranello, con l’arrivo di Mattiacci e Marchionne – rispettivamente in sostituzione di Domenicali e Montezemolo – a campionato in corso; la nomina del nuovo pilota, Sebastian Vettel, arrivato alla Scuderia Ferrari al termine della stagione; Fernando Alonso, partito in direzione McLaren Honda in seguito ad una deludente annata con il Cavallino Rampante.

Ripercorriamo insieme a Gian Carlo Minardi i punti principali che hanno caratterizzato la stagione appena conclusasi.

La Mercedes AMG F1 ha instaurato un dominio davvero sbalorditivo in questo 2014, vincendo il Costruttori con quattro gare d’anticipo. Lei pensa che anche nel 2015 il team tedesco potrà manifestare una simile egemonia?

GM: “Penso di sì, per due motivi. Quando si apre un ciclo, questo difficilmente viene interrotto e penso sia il caso della Mercedes. Secondo, in questo momento è in atto una guerra politica di Mercedes contro Renault, Ferrari e Honda per il mantenimento del regolamento, peraltro firmato nel concord agreement. Questo regolamento stabilisce che si possano fare solo certi step da una stagione all’altra: o viene modificato o eliminato questo articolo, oppure chi sta inseguendo ha pochi step per poter ribaltare una situazione negativa come quella di quest’anno. Cronometro alla mano, la differenza è abissale. Di conseguenza, non è facile colmare un gap del genere con piccoli step”.

Hamilton ha conquistato il secondo titolo in carriera, arrivando ancora una volta a giocarsi il titolo nella gara conclusiva. Quali fasi della stagione del numero 44 l’hanno impressionata particolarmente?

GM: “Diciamo la parte finale. Dopo le disavventure iniziali causate più che altro dall’inaffidabilità, qualche errore a metà stagione e qualche colpo di sfortuna, Lewis ha comunque saputo reagire ad un grosso Rosberg che, con le 12 Pole position che ha realizzato, ha dimostrato di essere un cavallo da battaglia vel0ce. Un po’ meno in gara, ma in qualifica ha messo alla frusta il compagno di squadra. Tra le caratteristiche di Hamilton, in passato, c’era il giro secco e Nico lo ha annientato su questo piano. Quindi Lewis ha vinto probabilmente sull’esperienza, sulla costanza e sull’abilità in gara. Sarà un bel duello il prossimo anno”.

Rosberg si è dimostrato un rivale all’altezza della situazione, ma nella seconda parte di stagione, qualcosa sembra essere andato storto in più di un’occasione. Secondo lei, quali sono i punti deboli del talento tedesco, se ve ne sono?

GM: “Gli errori fatti in gara: uno su tutti, Monza. Ma anche i circuiti americani. Con due macchine ad armi pari dal punto di vista competitivo, proprio gli errori  fanno la differenza. Purtroppo, in gara Rosberg ne ha commessi più di Hamilton, mentre Lewis ne ha fatti di più in prova. Tale compensazione, a questo punto, mette i due piloti più o meno sullo stesso piano, salvo il fatto che Hamilton ha vinto il Mondiale”.

Con l’arrivo di Vettel e Arrivabene si apre probabilmente una nuova era Ferrari. A suo giudizio, Sebastian può essere l’uomo giusto per il Cavallino Rampante?

GM: “Questo sarà la Storia a dirlo. Non è sufficiente vincere quattro titoli mondiali per ribaltarne il corso. Prima di tutto, la Storia deve rovesciarla Arrivabene, mossa azzeccata e giusta  del Dr. Marchionne. Se Arrivabene riuscirà a mettere a disposizione di Vettel un gruppo di lavoro in grado di migliorare prima di tutto la macchina, poi la power-unit, probabilmente, Vettel, che ha già vinto quattro mondiali con a disposizione una macchina vincente, sarà un degno esecutore, portando a casa degli altri risultati. Viceversa, vedendo quello che ha fatto Alonso (che reputo il miglior pilota in assoluto) con una Ferrari purtroppo in questo momento non competitiva, credo sia difficile aggiungere ulteriori stelle alla catena dei quattro titoli vinti…”.

Il ritorno di Alonso alla McLaren ha generato diverse polemiche, com’era facile prevedere. Lei pensa che l’asso di Oviedo potrà ricucire i rapporti con Ron Dennis e la scuderia McLaren, rimasti tesi dopo il tribolato 2007?

GM: “Credo di sì. Da una parte, c’è una Honda che ha fortemente voluto Alonso: è Lei, oggi, a dettare le condizioni; sia perchè è un partner tecnico che fornisce i motori e che vuole tornare in alto nella classifica mondiale, sia perchè ha investito in questa operazione una vagonata di soldi. Cosa che certamente imporrà determinate condizioni, nelle quali, penso, Ron Dennis cadrà in secondo piano. Mi risulta, inoltre, che ci siano dei grossi movimenti a livello societario: bisognerà vedere chi sarà il partner che andrà a colloquiare con Alonso”.

Toro Rosso continua imperterrita la sua linea, assemblando per il 2015 la line-up piloti più giovane del lotto. A suo parere, il licenziamento di Vergne non è ingiusto, visti i buoni risultati ottenuti dal francese?

GM: “Indubbiamente, se uno guarda la parte sportiva, la bocciatura di Vergne è molto severa. Probabilmente il pilota si è svegliato un po’ tardi nella seconda parte di stagione ma, sinceramente, non disapprovo questa linea giovane che la Toro Rosso sta facendo: anche se in passato l’età era diversa, poichè era diversa la generazione, è la strada che percorrevo io negli anni precedenti. E’ un salto abbastanza rischioso, ma sono due talenti (Max Verstappen e Carlos Sainz Jr, ndr) che meritano di essere messi alla prova”. 

In passato, però, se un pilota giovane usciva da una scuderia, poteva cercare di approdare in un altro team, dal momento che ve ne erano molti di più rispetto ad adesso. Oggi, invece, un licenziamento dal team Toro Rosso può significare la prematura fine di una carriera in Formula 1…

GM: “Bisogna fare una premessa. La Formula 1 oggi è composta da 10, speriamo 11 squadre, di cui 8 sono al top. Tra queste c’è anche la Toro Rosso, anche se è la squadra B della Red Bull: essa è estremamente severa, perchè comunque è un imbuto che fa crescere ragazzi giovani come Kvyat, il quale, dopo una stagione in Toro Rosso, si merita sicuramente la promozione alla quadra principale. E’ il simbolo di un trend assolutamente positivo. Vergne, all’opposto, viene considerato già vecchio perchè ha 25 anni. Una volta, a quell’età (vedi Senna), si entrava in Formula 1. Purtroppo sono cambiati i tempi: oggi un pilota a 15 anni inizia a correre; una o due generazioni fa si iniziava a 18 anni, perchè prima di quell’età non si poteva avere la patente ed era impossibile gareggiare. Piloti che avevano debuttato con la Minardi, una volta dimostrato il loro valore, sono comunque riusciti a rimanere in Formula 1″.

Ricciardo ha sorpreso tutti, battendo sul piano dei risultati il 4 volte Campione del Mondo Vettel. Lei pensa che l’australiano possa mantenere questo trend, candidandosi a rivale credibile per il titolo nella prossima stagione?

GM: “Penso proprio di sì, uno che al primo anno in un top team arriva terzo al Mondiale…  Anche qui, comunque, vale lo stesso discorso fatto per Vettel in Ferrari: bisogna vedere se la Red Bull ritornerà a creare lo stesso ciclo vincente.  Peraltro, quest’anno, è stata l’unica squadra che ha saputo approfittare delle débâcle della Mercedes. Purtroppo, come la Ferrari, anche la Renault sta soffrendo la power-unit o l’interpretazione del regolamento di questi propulsori…  Di conseguenza, in questo momento, faccio fatica ad immaginarmi un Ricciardo Campione del Mondo con una Mercedes così competitiva. Il ragazzo, comunque, si è dimostrato in gara  un animale da guerra che riesce ad ottenere degli ottimi risultati. Non credo peggiorerà andando avanti”.

Bottas è un’altra delle sorprese in positivo di questo campionato. Un paragone con il connazionale Mika Hakkinen (quando il finlandese era ai suoi primi anni di F1), sul piano umano e tecnico?

GM: “Difficile fare un paragone. In ogni caso, è la rivelazione dell’anno tra i giovani. Ha avuto una crescita esponenziale, sta maturando gara dopo gara.  Ha vicino una spalla che gli insegnerà senz’altro molto (Massa ndr), che tutti davano per cotto e che cotto invece non  è… Bottas è un pilota che va tenuto sotto osservazione:  è uno dei piloti del futuro, indubbiamente”.

Caterham e Marussia hanno saltato dei GP per bancarotta. Su questo fronte, come può intervenire la Formula 1 per evitare il ripetersi di situazioni così imbarazzanti?

GM: “Bisognerebbe conoscere bene i fatti. Il fatto che la Caterham salti due Gran Premi e, poi, torni  a fare l’ultimo… Sembrava dovesse fare pochi giri e ritirarsi, invece ha finito la gara,  forse realizzando una delle sue migliori prestazioni. Si è fermata anche per  i test post stagione ad Abu Dhabi, quindi c’è qualcosa che mi manca,  a livello informativo. Per quanto riguarda la Marussia, leggo con dispiacere che pare vada all’asta a metà di dicembre. Vedremo se verrà recuperata, se nei giochi politici sia riuscita a mantenere il famoso bonus che si era conquistata a Montecarlo, di certo soldi importanti per chi dovesse acquistare. Insomma, stiamo alla finestra a guardare, sperando che la Formula 1 non commetta più certi errori, come il cercare di nascondersi dietro ad una terza macchina o a una vettura vendita clienti. Anche i piccoli team come la Caterham, prima di arrivare tra i primi 10, dovrebbero avere un bonus che permettesse loro di partecipare al Mondiale”.

Riguardo al terribile incidente occorso a Jules Bianchi nel GP di Suzuka, è stato detto tutto e il contrario di tutto in questi mesi. Se la sente di darci una sua personale chiave di lettura sull’accaduto? E’ possibile fare ulteriori interventi sul fronte sicurezza?

GM: “Credo che la Formula 1 abbia fatto tantissimo in questi anni per la sicurezza. Purtroppo, dobbiamo ricordarci che questo è uno sport pericoloso e che l’imprevedibile esiste sempre. Fare processi il giorno dopo un incidente non serve a niente. Occorre lavorare,  trovare eventuali alternative a migliorare anche quest’area che ha dimostrato una sua criticità. C’è un gruppo di lavoro che costantemente opera per cercare di prevedere il tutto. L’imponderabile, tuttavia, è sempre possibile”.

Direi di concludere spendendo due parole su Jenson Button, un campione arrivato al capolinea in Formula 1…  Non certo per demeriti sportivi, visto le ottime gare che l’inglese ha disputato nel finale di stagione, gestendo le gomme come solo lui e pochi altri sanno fare.

GM: “Come in tutte le cose, c’è un inizio e c’è una fine. Button, purtroppo, è arrivato alla fine del suo ciclo,  facendo decorosamente il suo lavoro, chiudendolo in maniera positiva e dimostrando ancora di non essere bollito. Ma la vita è questa. Gli auguro buona fortuna nelle altre attività che comunque questo sport offre e che lui è in grado di affrontare: è  un pilota veloce che ha saputo sfruttare un anno favoloso, durante  il quale disponeva di una vettura che aveva interpretato, grazie a Ross Brawn, perfettamente il regolamento. Ha fatto un anno eccezionale. Come peraltro, in differenti occasioni, con una macchina non al top, ha saputo mettere a disposizione della squadra la sua esperienza, ottenendo risultati e piazzamenti insperati per la McLaren”.

16 Commenti

  • Fernando Alonso, partito in direzione McLaren Honda in seguito ad una deludente annata con il Cavallino Rampante. O_o volevate dire “deludente annata DEL CAVALLINO RAMPANTE”?

  • Tutte cazzate.

    La politica conta poco. E’ appena giunta una notizia clamorosa, secondo cui a Brixworth abbiano tirato fuori una power unit con 70 cv in più dell’attuale.

    Bye bye, credo che tornerò a guardare i gp dal 2018.

    • Beh, c’era da aspettarselo, dato che sono avanti di due anni su tutti con questa PU, quindi ricapitolando: nel 2014 avevano quanti cv in più’ circa 100 all’inizio?, poi recuperati circa 40, erano 70 cv, giusto?. Ora anche se Ferrari , Honda, Renault copiassero lo stesso motore arriverebbero a recuperare 70 cv, sempre se….quindi adesso sono 70 cv sicuri più’ i restanti che di sicuro ci saranno, 100 cv di differenza è una cifra assolutamente reale. Good Bye.

  • Secondo me Alonso è bravo solo a guidare, mentre non è buono per guidare lo sviluppo della vettura. Le prestazioni della Ferrari dipendono dalla scarsa organizzazione del team, ma Alonso è stato, in certe circostanze, un vero stronzo. Non l’ho mai sopportato, e sono felicissimo che un pilota pieno di entusiasmo come Vettel arrivi in Ferrari

  • i bonus di ecclestone quai 1000 mln € potrebbero essere divisi 500 mln divisi su 11 team e gli altri 500 in base sui risultati , i top team sarebbero comunque piu forti , forse si garentirebbe la spravvivenza dei piu piccoli

  • Dal mio punto di vista Bottas ha fatto un’ottima prima parte di stagione e poi è calato nella seconda, esattamente l’opposto di Massa che invece ha finito molto bene. Il che dimostra ancora una volta come il lato psicologico sia fondamentale per esprimersi al meglio.
    Su Button è un vero peccato: Se avesse avuto una Mercedes avrebbe anche lui conteso il titolo fino all’ultimo al suo compagno di squadra e forse pure vinto. Non ho capito se sia già ufficiale, ma spero rimanga in McLaren.

    Prossimo spero ci siano due, o tre squadre sullo stesso piano altrimenti sarà un campionato noioso… vedo meglio la Redbull perché nel 2014 aveva solo un deficit di motore, mentre telaio ed aerodinamica erano al top. Ferrari più indietro su tutti gli aspetti quindi più difficile e complicato recuperare.
    Da vedere Williams se recupera ancora di più, ammesso che la PU fornita dai tedeschi sia proprio uguale alla loro e poi Lotus che se fa una buona macchina puo’ occupare i posti che contano…

  • Sono d’accordo. Kvyat é un buon pilota, ma conta di più il potenziale di penetrazione a livello marketing della Red Bull nell’ampio mercato russo.
    É anche vero che JEV ha vivacchiato nella prima parte della stagione.

    A bocce ferme, mi sono fatto anche io una ragione sulla fine di carriera di Button, solo non capisco il perché di una fine senza un degno commiato.

    Ciò non toglie che veramente non riesco a capire cosa pensano di cavare da Magnussen, per me è uno dei più grandi bluff degli ultimi anni.

    Bottas e Ricciardo ampiamente promossi, Daniel poi mi ha entusiasmato in più occasioni quest’anno, la sua decisione e risolutezza nei sorpassi e nel passo gara é una delle poche cose da ricordare in questo 2014.

  • Non ho capito perché ha detto che ricciardo è al primo anno in f1

  • poi qualcun mi spieghera se del blog o meno dov e stata questa stagione convincente di kyvat..sopratt se confrontata con vergne

    • Be secondo me ad esempio è stato molto costante e maturo, anche se molto sfortunato visti i ritiri. Meglio a parer mio di magnussen in proporzione.
      Meglio di vergne in questa stagione non credo, io l’avrei lasciato ancora un anno in toro rosso promuovendo vergne momentaneamente per farlo maturare ancora e poi in caso promuoverlo l’anno successivo. Tanto di sainz jr la f1 non ne ha bisogno (magari poi sarò smentito l’anno prossimo)

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