Sutil amareggiato: “I piloti paganti offrono cifre folli”

22 dicembre 2014 07:24 Scritto da: Andrea Facchinetti

Il tedesco, rimasto senza un sedile per il prossimo anno, punta il dito contro i piloti paganti, colpevoli – a suo dire –  di offrire cifre altissime che risultano decisamente appetibili per le  scuderie in difficoltà.

Adrian Sutil Giappone 2014

Dopo 129 GP disputati in sette stagioni trascorse tra Spyker, Force India e Sauber, Adrian Sutil quasi certamente non sarà al via del prossimo campionato Mondiale di Formula Uno. Nonostante il tedesco avesse un contratto con la Sauber anche per la prossima stagione, la scuderia elvetica ha preferito al talento di Adrian i dollaroni portati dal debuttante Felipe Nasr e dall’ex pilota Caterham Marcus Ericsson.

In una intervista ad ‘Autosport‘, un deluso Sutil ha spiegato il suo punto di vista sulla difficile situazione economica che sta condizionando il mercato piloti negli ultimi anni: “Ci sono alcuni piloti paganti che offrono cifre folli per correre e questo non dovrebbe essere il modo in cui le cose dovrebbero andare. E’ un problema che c’è da sempre, venti o trenta anni fa c’erano alcuni piccoli team che vendevano i loro posti, ma ora la situazione è peggiorata. Non cambierà mai in Formula 1, ma la situazione deve diventare più bilanciata. Ricordo quando c’erano scuderie come Minardi o Arrows che cercavano piloti con sponsor, ma non era la priorità. Sarebbe bello poter tornare a quella situazione, in modo da poter dire nuovamente che la Formula 1 è uno sport”.

Le difficoltà economiche stanno affliggendo la maggior parte delle scuderie in griglia, tanto che a Melbourne potremmo avere solamente diciotto vetture che prenderanno il via del campionato 2015.Se da una parte alcune scuderie devono imparare a gestirsi meglio, dall’altra credo che ci sia qualcosa che non funziona nel sistema“, accusa Sutil. “Non conosco perfettamente tutte le dinamiche, ma ci sono alcuni team che riescono a trarre profitto dalle corse perchè hanno sponsor, altri non li hanno e non ce la fanno: non dovrebbe funzionare così“, ha concluso l’ex pilota Sauber.

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