F1 Story | Gp Usa 2000, Schumacher ad un passo dal sogno

26 dicembre 2014 11:47 Scritto da: Marco Di Marco

Riviviamo le emozioni della terzultima tappa del Mondiale di Formula 1 2000 e del duello tra la Ferrari di Michael Schumacher e la McLaren di Mika Hakkinen.

Gp Usa 2000

Una fumata grigia quasi quanto il colore della propria vettura. Un fumo denso, acre, simbolo di una resa da parte della McLaren e di Mika Hakkinen nei confronti del trionfatore di quella edizione, Michael Schumacher. Questa è l’immagine impressa nella memoria di tutti quando si volge indietro lo sguardo all’edizione del Gran Premio degli Stati Uniti, la prima ad Indianapolis.

Il 24 settembre 2000 le monoposto di Formula 1 tornarono nella terra a stelle e strisce scegliendo come palcoscenico il circuito simbolo della cultura yankee del motorsport. Non fu utilizzato il celebre catino – teatro della storica 500 miglia – ma un circuito interno all’ovale, da percorrere in senso opposto rispetto alla classica di maggio, che sfruttava una sola parabolica necessaria affinchè le vetture potessero attraversare la brick yard posta sul rettilineo d’arrivo.

La pole position fu realizzata da Michael Schumacher con un distacco di soli 162 millesimi sul duo McLaren Coulthard – Hakkinen, mentre Barrichello con la seconda F1 2000 si piazzò in quarta posizione distaccato di 332 millesimi.

La partenza vide Coulthard compiere un errore che si rilevò determinante nell’equilibrio della gara. Lo scozzese scattò in anticipo e prese subito il comando della gara, consapevole che la penalizzazione sarebbe arrivata senza appello. Schumacher seguì come un ombra lo scozzese che, in attesa di conoscere la decisione dei commissari, iniziò a rallentare vistosamente per far riavvicinare Hakkinen al tedesco. Al giro numero 7, Michael decise che era giunto il momento di liberarsi di Coulthard e, con un maestoso sorpasso alla fine del rettilineo d’arrivo, si portò al comando.

Lo scozzese, annichilito dalla supremazia italo germanica, decise di scontare la penalità di dieci secondi, mentre Hakkinen tentò il tutto per tutto anticipando la sosta ai box per montare gomme d’asciutto. Il muretto box Ferrari concordò con Schumacher di allungare lo stint. 28 chilometri percorsi senza alcuna sbavatura dal tedesco prima di effettuare il cambio gomme. 16 secondi, questo era il vantaggio di Michael su Mika dopo il pit stop, ma i colpi di scena non erano ancora finiti.

Il campione del mondo finlandese iniziò a spingere come un forsennato recuperando terreno ad ogni tornata. Giro numero 24, il distacco tra i due primattori del mondiale ammontava a soli 5 secondi; Hakkinen sentiva l’odore dei gas di scarico Ferrari, mentre un gelido Schumacher  continuava la sua gara consapevole che l’attacco sarebbe arrivato a breve. Giro numero 26, una fumata grigia esce dalle ciminiere della McLaren numero 1. Questa è l’immagine della resa di Mika Hakkinen e della sua fida McLaren numero 1, parcheggiata a bordo pista col V10 Mercedes avvolto dal fumo e dalle fiamme. Ai box Ferrari tirarono un sospiro di sollievo, consci che l’avversario più ostico era ormai fuori dai giochi.

Solo negli ultimi giri il Kaiser fece venire i brividi alla premiata ditta Todt & Brawn a causa di un testacoda con escursione sull’erba che, tuttavia, non pregiudicò il successo.

Se il primo gradino del podio aveva ormai le impronte delle suole di Michael Schumacher, tutto restava aperto per la piazza d’onore. Rubens Barrichello, grazie ad un’ottima strategia del box di Maranello, sopravanzò Frentzen, autore di una gara inattesa al volante di una rinata Jordan, e regalò alla Ferrari una doppietta storica.

Allo sventolare della bandiera a scacchi Schumacher colse il successo numero 23 al volante della Rossa e si issò nella classifica piloti con otto punti di vantaggio su Mika Hakkinen. La stoccata decisiva era ormai stata data dal tedesco ed il sogno della conquista dell’alloro iridato era ormai quasi realtà.

4 Commenti

  • Il Mondiale del 2000 è stato per me il più bello di tutti, una grandissima sfida tra due grandissimi uomini, tra bellissime macchine e un sound dei motori fantstico, BMW, Mughen Honda, Renault Supertech fino all’urlo del V10 Ferrari e al sibilo del Mercedes, questo è come la F1 dovrebbe essere…

    Belissimi ricordi… 😉

  • Ogni volta che vengono pubblicati articoli di questo genere, il mio cuore va letteralmente in frantumi.
    Ho iniziato ad appassionarmi alla F1 da piccolo, tanto che ho visto in diretta l’incidente di Senna, ma solo nel ’99 ho iniziato a seguire praticamente GP per GP questo sport.
    Cercavo di non perdermi nessuna diretta, mi svegliavo alle 4 per seguire la gara in Australia, senza dimenticare il warm-up che dava il via alla domenica o quando in occasione delle gare di America, lasciavo gli amici e tutto pur di vedere il Gran premio. Facendo solo il tifo per le Rosse. Solo e soltanto Ferrari e solo e soltanto Schumacher. E pensare che ora non mi sveglio nemmeno alle 8 per vedere le gare che si corrono in Asia…
    Tornando all’articolo: la stagione 2000 è stata come minimo memorabile. Ci ha tenuto col fiato sospeso fino a quel magico GP del Giappone. Dopo le 3 gare di fila (Australia, Brasile ed Imola) infatti, il gap con la Mclaren si ridusse a causa di problemi vari. Memorabile la gara in Spagna quando Schumacher partì prima dal pit-stop e ferì, se non sbaglio, Nigel Stepney, e finì la gara 5°. O anche il ritiro a Monaco per un problema alla scarico o lo scoppio del motore a Magny Cours.
    Quella si che era F1, solo 14 anni fa. Ridatemela, ridatecela, per favore.

  • Che bel ricordo la fumata di Hakkinen.
    Sembra successo ieri, invece sono passati 14 anni.
    Sto invecchiando….

  • contebaracca

    Queste erano f1! e un ragazzino di 17 anni se le sognava .

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