Streiff querelato per diffamazione da Todt e Saillant

23 gennaio 2015 18:21 Scritto da: Redazione

La Federazione Internazionale dell’Automobile ha annunciato un’azione legale contro Philippe Streiff, ora accusato di diffamazione.

Conferenza Stampa FIA

Philippe Streiff, ex pilota di F1 costretto sulla sedia a rotelle dopo un incidente nel 1989, era già stato al centro di diverse discussioni dopo la sfortunata vicenda che coinvolse lo scorso anno Michael Schumacher. In quella occasione, Streiff aveva fatto delle rivelazioni sullo stato di salute del tedesco, smentite seccamente dalla famiglia del sette volte Campione del Mondo.

Adesso, il Presidente della FIA – Jean Todt – e il medico Saillant, accusano l’ex pilota di diffamazione. In particolare, Streiff avrebbe parlato durante una trasmissione radiofonica, affermando che la commissione d’esperti sull’incidente occorso a Jules Bianchi, era nata al solo scopo di scagionare la Federazione da ogni responsabilità, andando a consigliare alla famiglia del venticinquenne di intraprendere le dovute azioni legali.

Da Place de la Concorde non hanno certo gradito e, dunque, si pianifica un’azione legale contro Streiff, come un portavoce della Federazione afferma: “Sia il Presidente Jean Todt che Gerard Saillant, si rammaricano nell’aver appreso delle osservazioni avanzate da Philippe Streiff riguardo lo stato di salute di Jules Bianchi, poi riprese dalla stampa. Le riteniamo infondate e diffamatorie e, in considerazione della gravità dell’intervento, gli avvocati dei soggetti coinvolti presenteranno denuncia per diffamazione, allo scopo di bloccare questo tipo di speculazioni e sanzionare Streiff in maniera adeguata. Troviamo deplorevole il fatto che tutta questa situazione non faccia che aggiungere altra sofferenza alla famiglia del pilota, alla quale desideriamo ribadire il nostro sostegno”.

4 Commenti

  • Beh FIA se sei stata cosi veloce a risolvere un caso come quello di bianchi..se sei stata cosi veloce a denunciare Streiff..dove sono quelle famose registrazioni?perchè non ci sono?perchè ad ogni incidente assurdo tutte le registrazioni spariscono?Senna 2.0..e la scusa che non ci sono è irrealistica dato che un tifoso dalle tribune registra un dipendente FOM che segue TUTTO l’incidente..la FIA ha chiuso il caso e ora spezza la gambe a chi prova a dire un filo di verità..

  • Beh che la FIA se ne sia voluta lavare le mani subito a me pare ovvio… Poi sono il primo a dire che è stata una tragica fatalità. In situazioni simili ma in generale quando si recupera un’auto e ci sono persone che lavorano in pista le altre auto dovrebbero tutte in automatico avere un dispositivo che limita la potenza nel tratto dove c’è la bandiera gialla o in tutta la pista. Ecco il flussometro lo userei solo per questo. Bandiera gialla e limite di carburante di 30 l/ora (numero casuale) Nessuno se ne avvantaggierebbe visto che deve essere automatico su tutte le vetture.

    • Bravo Federico!

      Io sono stato sempre un sostenitore del limite da imporre alle vetture magari durante l’uso della VSC ma purtroppo come sempre le cose semplici alla FIA non piacciono e si è deciso per la solita regola cervellotica della percentuale da non superare sul tempo del giro…quando invece per gli appassionati non solo sarebbe stato più immediato da capire visto che guardano il GP in tv, ma di sicuro sarebbe stato più facile da gestire sia per i pilot, che per i team e non ultima proprio per la Federazione…

    • x sempre gilles

      l’unico problema sarebbe quello di farlo fare a Tutte le auto nello stesso giro per lo stesso tratto di pista. Lo dico perche alcune volte la bandiera gialla si risolve prima che siano passati tutti in quel tratto per cui quelli che transiterebbero dopo non rallentano e ne traggono vantaggio,e’ piu ‘complicato del previsto da gestire ma non impossibile.Basta che al momento in scatta la bandiera gialla si applichi il rallentamento a tutti per lo stesso tratto e per gli stessi giri.Certo che la neutralizzazione tipo indy e’ piu’ semplice da applicare anche se spezza la corsa e noi europei non ci siamo abituati.

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