Incognita Red Bull: pro e contro di un rinnovamento epocale

8 febbraio 2015 14:31 Scritto da: Antonino Rendina

Senza Sebastian Vettel e con un Adrian Newey meno partecipe la Red Bull è un team quasi nuovo, ma per niente appagato.

redbull-camuffata

La Red Bull si nasconde, in tutti i sensi. Camuffata, mimetica, curiosamente zebrata nella livrea, ma anche nei nelle prestazione. E’ una “lattina” che si rinnova, lavora sottotraccia e non dà punti di riferimento. Guai però a sottovalutare la squadra che ha dominato per quattro anni la scena, portandosi a casa ben otto titoli iridati (quattro mondiali Piloti e quattro Costruttori).

A Jerez la Red Bull è rimasta nell’ombra, sempre nel mezzo, senza acuti degni di nota. Eccetto un folle pomeriggio senza ala anteriore, Milton Keynes ha scelto un “profilo basso”, ha girato relativamente poco (una sessantina di giri al giorno per Ricciardo e Kvyat) senza però fare drammi e lamentando qualche problema con l’ERS, poca roba però in confronto ai test del 2014, nei quali la PU era stata un vero e proprio disastro.

La squadra anglo-austriaca, lo ricordiamo, è stata l’unica a battere la Mercedes in tre gare l’anno scorso. Solo questo dovrebbe bastare a tenerla sempre in considerazione, a non snobbarla “mediaticamente“.

Tuttavia questa Red Bull a modo suo ha dato un taglio netto rispetto al passato, con alcuni pro e alcuni contro. Di positivo c’è l’entusiasmo e l’esplosività di un pilota come Daniel Ricciardo, la cui velocità unita ad una certa aggressività di guida, ne fanno un pilota di sicuro affidamento. Pollice alto poi per aver trattenuto Rob Marshall, per evitare una vera e propria diaspora di tecnici. E infine c’è un rapporto migliorato, privilegiato, unico con Renault. Il costruttore francese, fornitore di Red Bull e Toro-Rosso, non è più solo il motorista, ma è uno stretto collaboratore. E l’integrazione piena tra telaio e Power Unit nella Formula ibrida paga eccome.

Di contro però c’è questo leggero disimpegno del vulcanico Adrian Newey, che ha lasciato il testimone della direzione tecnica a Marshall e non si occuperà più a tempo pieno della monoposto.  La RB11 è tutta farina del suo sacco, giurano a Milton Keynes. Gli dobbiamo credere, ma è chiaro che un Newey mentalmente più lontano e l’assenza di un pilota leader come Vettel non sono novità di poco conto. E la Red Bull ha perso anche un altro grande aerodinamico come Peter Prodromou (ora progettista McLaren). La coppia piloti, poi, non può essere paragonata ad altre corazzate presenti in griglia, a meno di un favoloso exploit del giovanissimo Kvyat.

Attualmente la copertina è tutta per Mercedes (a ben donde), Ferrari, McLaren, Williams, mentre sulla carta questa “nuova” Red Bull sembra meno competitiva, ridimensionata quasi. Ma dal camouflage di Jerez può uscire davvero di tutto, lo insegna la storia recente. Quella di un team i cui risultati strepitosi degli ultimi anni, la capacità di reazione e la voglia di vincere hanno annichilito la concorrenza. Red Bull: incognita si, minaccia forse, spacciata mai.

8 Commenti

  • l’assenza di Vettel non credo sia un contro, le ha prese sonoramente da Ricciardo, indipendentemente da chi si aggrappa a storie pazzesche per giustificare il tedesco dicendo “ha guidato male apposta”, la verità è che le ha prese e senza un super bolide ha dimostrato di essere tutt’altro che un campione vero.

    L’assenza di Newey peserà moltissimo invece

  • Nel 2015 assisteremo all’inizio del declino di Red Bull, ovvero la fine del programmato investimento pubblicitario della famosa ditta che produce bibite energetiche.

    A chi venderà tutto il pacchetto tra 2/4 anni ? gruppo Audi – VW ? Toyota ? o rientrerà Renault in via ufficiale?

  • Comunque sulla coppia piloti non avrei niente da dire, a parte l’incognita kvyat che si vedrà quest’anno se saprà reggere la pressione, ricciardo ha già dimostrato di essere un top driver, per me quasi al pari dei campioni del mondo.

    • MotoreAsincronoTrifase

      un solo anno non significa nulla, ci sono stati tantissimi piloti che per un solo anno sono stati grandi e poi si sono ridimensionati pesantemente. Ricordo frenzen, ralf schumaker, massa, barrichello e tanti altri che hanno fatto una o due grandi stagioni per poi ridiventare buoni piloti ma niente piu’. In toro rosso ricciardo era simile a vergne se non un po’ piu’ veloce in qualifica. Non dico che non e’ un fuoriclasse, ma solo che e’ presto per dirlo.

      • Spero che la mia ipotesi sia giusta. Comunque sono più che altro curioso di vedere kvyat, secondo me un altro anno in toro rosso non gli avrebbe fatto male ma staremo a vedere se si dimostrerà al livello dell’australiano.
        Vergne invece sono pronto a scommettere che lo vedremo in Haas l’anno prossimo

      • stardrummond

        si potresti avere ragione, pero’ in merito a ricciardo in toro rosso non ha asfalto vergne semplicemente perchè lo stesso vergne è un signor pilota, purtroppo sottovalutato in questo mondo di portavaligie e figli di papa’
        su kvyat invece credo che potrebbe faticare e non poco, e ritengo anche io che un altro annetto in toro rosso lo avrebbe aiutato a crescere con un minimo di calma

  • redbull e’ una incognita,con tutti i pezzi pregiati che ha perso e che stanno perdendo per strada nn so se potra fare un campionato come l’anno scorso.sicuramente il telaio nn gli manca ma psicologicamente quando mancano certe figure nn e’ cosa da poco

  • Cicli che terminano e cicli che iniziano, bravi i piloti che riescono a spostarsi in tempo nel team che sta per iniziare il proprio ciclo, Hamilton ha colto l’attimo, spero che lo abbia colto anche vettel, magari non per il 2015, ma per il 2016….. Chi sembra non esser bravo a salire sul treno giusto è Alonso….

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