Hulkenberg a cuore aperto: “Sogno un top team in F1″

18 febbraio 2015 18:39 Scritto da: Antonino Rendina

In un’intervista al settimanale Autosprint il pilota tedesco della Force India parla del duplice impegno che lo vedrà protagonista nel 2015.

Nico-Hulkenberg-force-india-2014

Mai domo, e con una certa positività caratteriale che lo accompagna, calmo in modo olimpico, nonostante il ragazzo sia in credito con la fortuna. Nico Hulkenberg è un talento apprezzato, amato, eppure considerevolmente snobbato dalle migliori scuderie. Una vita da mediano per chi avrebbe le potenzialità del fuoriclasse: “Ma la chiamata giusta non arriva mai…” sottolinea, fatalista.

Quest’anno però è arrivata la chiamata importante di un costruttore serio, della Porsche impegnata a pieno titolo nel mondiale Endurance, quel WEC ormai meta e speranza di molte case automobilistiche. Hulk correrà due endurance: la sei ore di Spa e – meglio dire soprattutto – la leggendaria 24h di Le Mans. Una scelta che merita applausi per il solo fatto che Nico non si risparmierà, affrontando l’avvincente e pericolosa gara di durata a cavallo del Gran premio del Canada e quello d’Austria.

In una lunga intervista ad Autosprint Hulkenberg  ha parlato delle sue aspettative, così come dei suoi sogni nel cassetto: “Ringrazio la Porsche per la chiamata, credo nel loro progetto, anche se io sono part-time visto che correrò solo due appuntamenti. Devo anche ringraziare la Force India che mi ha concesso questa grande opportunità. Questo impegno nel WEC non pregiudicherà la mia stagione in F1, ne sono certo. Per il resto nel Circus non mi sento un pilota sottovalutato, tutti mi rispettano e conoscono il mio valore, diciamo che non ho ancora avuto l’opportunità di esprimermi ad alti livelli, ma io non mollo. Il mio tempo non è scaduto, se continuo a lavorare al meglio avrò la mia opportunità”.

Interessanti i passaggi sulla diversità di guida nelle due categorie: “Monoposto di F1 e prototipi LMP1 sono profondamente diversi. La Porsche 919 Hybrid richiede uno stile molto diverso dalla F1 perché è più pesante, ha la trazione integrale e c’è il traction control. Entrambe sono vetture molto veloci, con grande carico aerodinamico, ma dal punto di vista atletico la F1 resta più impegnativa. Comunque ci vuole tempo ad adattarsi alla LMP1, diciamo che la F1 si guida più deliatamente, controllando parametri, e modulando tanto il gas in uscita curva per gestire la potenza e la trazione posteriore, mentre la Porsche su questo è più secca: apri e chiudi il gas, stile on/off, dato che il controllo della trazione e le quattro ruote motrici ti permettono qualche eccesso, sono sistemi che aiutano molto”.

Non poteva mancare un accenno alla situazione della Force India, visibilmente in difficoltà dal punto di vista economico: “Correre con la Porsche che è un costruttore solido fa piacere, ma io da pilota non mi sono mai occupato di questi problemi logistici del team; preferisco concetrarmi sulla pista e fare al meglio il mio lavoro. In realtà i ritardi con la VJM08 e l’assenza nei test non mi preoccupano granché; certo non è positivo saltare sessioni di prove però credo che faremo un lavoro migliore rispetto a quello già ottimo del 2014. Sono fiducioso”.

La chiosa, d’obbligo, sulla 24 ore che è sogno e mito: “Non sono preoccupato dalla presenza di piloti gentleman, amatori, dei doppiati. Sono tutti rischi calcolati, io dovrò solo fare il meglio secondo le mie possibilità ed aiutare la squadra provando ad essere veloce ed utile nell’economia di gara. Il livello dei piloti professionisti è altissimo, elevato, e c’è anche un bell’ambiente amicale tra tutti, anche avversari. Starò attento in traiettoria quando mi imbatterò in un pilota più lento, ma è una situazione di cui sono consapevole da quando ho deciso di correre a Le Mans, fa parte del gioco”.

Parole che confermano la passione di questo ragazzo verso il motorsport. Nico si getta nella mischia, si mette in gioco, decide di correre nel WEC a differenza di tanti colleghi formulsti un po’ snob e schizzinosi. Una conferma – se ce lo permettete – che quel numero 27 sul musetto è quanto mai meritato.

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