Via col vento: sull’incidente di Alonso è ancora mistero

24 febbraio 2015 12:17 Scritto da: Antonino Rendina

La McLaren continua a sostenere che dietro all’incidente di Alonso ci sia stata una imprevedibile raffica di vento che ha tradito lo spagnolo. Ma i lati oscuri della vicenda si sprecano…

alonso-incidente

Sarebbe un “mistero buffo” – per citare Dario Fo – qualcosa di grottesco, al limite del ridicolo, se non fosse che in quegli attimi in cui Alonso “parcheggia” la sua MP4-30 è stata messa in gioco la salute di quello che a detta dei più è il miglior pilota del giro.

Cosa è successo davvero a Fernando Alonso? Difficile, se non impossibile, dare una risposta dati alla mano. Anche perché, sia chiaro, la verità è celata da una coltre di omertà spessa quanto gli interessi e i dollari in gioco. E’ tutto maledettamente serio e segreto in questa F1 da spionaggio e controspionaggio, una F1 fatta di vetture che sono metri di cavi, computer sofisticati che vanno a 300 all’ora, ricerca e laboratorio sperimentale.

“A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire”, così recita il principio del Rasoio di Occam, quanto mai utile nel nostro caso. Per capire cosa è successo bisogna prima di tutto affidarsi a quei pochi testimoni oculari, tra cui quel Sebastian Vettel che tutto ha visto: “Alonso andava relativamente piano, 150 all’ora più o meno, ed improvvisamente ha sterzato a destra ed è andato a muro. Una manovra molto strana”.

Vettel si è presentato anche, da  gran signore qual è, ai box McLaren per provare a dare una mano, a capire. Ma pare sia stato invitato a non preoccuparsi, con un “no grazie”. Il comportamento della squadra inglese è stato quantomeno bizzarro, distaccato, sospettoso. Culminato poi con il più buffo e maldestro dei comunicati stampa, dove si adducevano quale causa dell’incidente di Fernando forti raffiche di vento.

L’unica (mezza) certezza, in questa strana storia, è che quando i commissari sono arrivati sul posto il ragazzo era incosciente o comunque semi svenuto. Tanto che non è uscito da solo dalla vettura ed è rimasto alcuni minuti nell’abitacolo. Parliamo di un avvenimento inusuale; un pilota di F1, un atleta nel pieno delle forze, che sviene dopo o addirittura durante un botto che a quel livello è da considerare di “routine”. Un incidente al quale piloti così hanno fatto il callo sin da ragazzini.

E poi addirittura la confusione, lo stato d’agitazione, tali da farlo sedare (cosa appurata perché ammessa dal fisioterapista e amico Fabrizio Borra). Abbiamo sentito parlare di panico. Impossibile, per le ragioni di cui sopra. Alonso si è visto passare in testa una Lotus nel 2012 a Spa e non è andato in agitazione. E poteva lasciarci le penne. Può un campione come Alonso andare in agitazione per un urto a 100 all’ora alla guida di una F1? Certo che no, e pare chiaro che lo stato di alterazione di Fernando sia stato causato da altri fattori.

Un malore talmente forte da fargli perdere i sensi e la percezione di ciò che lo circondava. Resta il mistero sulla causa: se proveniente dal suo organismo o da un fattore esterno. Il manager di Nando è ovviamente rimasto abbottonato sulla vicenda, d’altronde quale pilota farebbe pubblicità gratuita ad un suo problema di salute, magari grave? Ma questa ipotesi la vogliamo scartare a priori, non vogliamo nemmeno pensarci. Resterebbe allora da puntate occhi e lampade in un simbolico interrogatorio alla sfuggente e pretestuosa McLaren.

Come mai, ad esempio, Button non ha girato di pomeriggio, nonostante – a detta del team – la macchina era intatta e la squadra ha un bisogno vitale di accumulare chilometri? Perché il team ha sorvolato bruscamente sull’aiuto che poteva dare Vettel? Perché aspettare tanto per un comunicato stampa? E soprattutto perché improntare un tardivo comunicato a mo’ di difesa, secondo il più classico dei “excusatio non petita, accusatio manifesta”.

Ma soprattutto: con che coraggio dare la colpa al vento con il proprio pilota in ospedale? Questa è la goccia che fa traboccare un vaso fatto di tanta ipocrisia e poco sport. Sembra di rivivere le spiacevoli sensazioni di Suzuka (ovviamente con le dovute proporzioni), quando nessuno capiva cosa era accaduto a Jules Bianchi, prima di vedere quella dannata e inopportuna gru.

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I fatti dicono che c’è un pilota che improvvisamente si è sentito male – non si sa per quale ragione – e ha bruscamente sterzato a destra aggrappandosi ai freni negli ultimi barlumi di lucidità prima del botto, per essere poi svegliato e non ricordare – forse – nemmeno il suo nome. E’ un fatto di una gravità inaudita ed è intollerabile che l’opinione pubblica non possa sapere cosa è accaduto davvero in quegli attimi. E la faccia di Fernando in ospedale dice tutto: guardate lo sguardo, gli occhi, il sorriso stentato. Con la salute non si scherza, e non si scende a compromessi, mai.

156 Commenti

  • Il ridicolo della teoria del vento è legata a numerosi aspetti: Barcellona è si ventosa da sempre, ma non si è mai sentito di un pilota che abbia sbattuto o perso il controllo per un’improvvisa folata di vento, men che meno un pilota esperto, bi campione del mondo con al suo attivo migliaia di km al volante di vetture di f1. Al massimo concedo un “può essere stato disturbato dal vento”, ma al massimo questo avrebbe inficiato un suo giro veloce, nulla di più.
    Altro aspetto: il vento non è un cilindro che decide di colpire un punto preciso stile raggio della Morte Nera: per sua natura copre una zona molto ampia e dura (anche la folata più rapida) più di mezzo secondo. Da qui la domanda: ma Vettel che, a farla grande, seguiva Alonso a 200 metri, non ha sentito nulla? Pesa così tanto la Ferrari che neanche la Bora la sposta?
    Inoltre, mettiamo che la teoria McLaren sia valida: allora c’è un errore di progettazione della vettura e grave se una folata laterale è in grado di far perdere il controllo dell’auto ad un pilota esperto. Neanche quando i cofani motori si erano trasformati in vere e proprie vele da Coppa America 2007/2008/2009… era mai accaduta una cosa del genere: all’epoca le superfici laterali erano ben più ampie. Dai è evidente che non sta in piedi, a meno di un marchiano errore di progettazione, ma enorme come nessuno prima!

    Un’ultima cosa a proposito dei rimbalzi multipli che la McLaren fa contro il muretto dopo il primo impatto: Alonso, per quello che posso saperne io, dopo l’incidente del 2012 a SPA potrebbe aver cambiato idea su come tenere le mani quando si “diventa semplici passeggeri della propria vettura”, ovvero, per evitare contraccolpi a braccia, mani, polsi ecc, potrebbe aver deciso in caso di impatti, di staccare completamente le mani dal volante, una cosa che sta diventando molto comune fra i piloti di oggi. Non è nel suo modo di affrontare gli incidenti, però potrebbe aver cambiato idea e così si spiegherebbe il motivo per cui la McLaren abbia rimbalzato contro il muro più e più volte (detto comunque che, nella storia di Alonso, lui le mani sul volante le ha sempre tenute anche negli incidenti più brutti della sua carriera).

  • McLaren ha appena ingaggiato uno dei progettisti di oracle per sfruttare a proprio vantaggio altre folate di vento che si presenteranno nel susseguio del mondiale.
    A breve saranno diramate le prime foto della firma del tecnico insieme a Boulder.

  • NonEsisteVerita

    probabile che cambieranno il regolamento, la bandiera rossa non segnalerà più interruzione della gara bensì forte vento e mare agitato!

  • vento e poi rinunci alla MGU-K Honda? coincidenze…

  • E’ chiaro e palese che il vento non centri niente…ma anche se fosse la causa appoggiarsi a muro a 150 kmh con le f1 di oggi non e’ niente. In Indy spesso escono con le proprie gambe quando vanno a muro a 360kmh..io ho l’idea che si e’ preso un schicchera da 20 mila volts che l’ha lasciato secco…ed e’ andata bene..

  • La McLaren honda dice che e’ stato il vento quindi ci dovrebbe essere nei prox test se no n avrebbero senso le dichiarazioni fatte..se poi si inventano altri fattori fantastici e allora ci sarebbe da ridere davvero..ce troppo silenzio

  • Analizziamo però le implicazioni di questa vicenda:

    1- sponsor o no se si trattasse di un malore Fernando Alonso sarebbe un pazzo a proseguire in formula uno rappresentando un pericolo prima di tutto per la sua vita, oltre che quella degli altri piloti.

    2- Fosse dovuto all’ERS e fosse andato in arresto cardiaco, io fossi in Button e Alonso non salirei più sulla Mc-laren finchè non si sia fatta chiarezza ASSOLUTA sulle cause.

    3- Fosse il vento, cosa che non credo, bisognerebbe fare valutazioni comparate con le altre squadre per stabilire quando le condizioni metereologiche possono costituire una discriminante importante sulla sicurezza dei piloti.
    Se risultasse la Mc-laren Honda diversamente sensibile alle dinamiche eoliche richiedere un adeguamento, pena la squalifica.

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