Altro stop al “salva-Monza”: GP a rischio

5 marzo 2015 18:35 Scritto da: Valentina Costa

E’ stato nuovamente cassato, stavolta dalle Commissioni Finanza e Attività Produttive della Camera, l’emendamento “salva-Monza”. L’ennesimo stop pregiudica il futuro del Gran Premio, in scadenza di contratto nel 2016.

Monza-logo-circuito

Le beghe da cortile sembrano non abbandonare mai la politica italiana. Nemmeno quando a rischio è una delle manifestazioni sportive più tradizionali nel panorama italiano, il Gp di Monza. Per l’ennesima volta (la quarta) l’emendamento “salva-Monza” si arena in Commissione Parlamentare. Stavolta si tratta delle Commissioni Finanza e Attività Produttive, riunite in seduta comune, che hanno detto “no” all’emendamento per inammissibilità.

Ma di che si tratta, nel dettaglio? Dallo scorso anno il supremo della Formula1, Bernie Ecclestone, paventa l’intenzione di non rinnovare il contratto dello storico autodromo brianzolo (è dal 1922 che Monza ospita la Formula1) dopo il 2016, a meno che la proprietà dell’Autodromo non metta sul piatto migliorie di carattere infrastrutturale e qualche soldino in più. Ecclestone non ha mai fatto mistero dell’intenzione di vendere la tappe mondiali di Formula1 ai migliori offerenti e, probabilmente, ciò che si aspetta è una risposta concreta di interesse da parte delle istituzioni italiane nei confronti dello sport (in soldoni, di stanziamenti appositi di risorse).

A scendere in campo con una parziale soluzione è stata, lo scorso novembre, la Regione Lombardia. La Regione avrebbe messo sul tavolo una prima tranche da 20 milioni di euro per diventare comproprietaria del Parco di Monza -composto dal Parco, dalla Villa Reale e dall’Autodromo- insieme ai comuni di Monza e Milano, e per effettuare un intervento di ristrutturazione dell’impianto.

Il problema è che per effettuare il passaggio di proprietà si dovrebbero pagare cospicue tasse sull’atto, che andrebbero a erodere la somma stanziata e renderebbero impossibili gli interventi. Da qui l’idea di presentare, alla fine dello scorso anno, nell’ambito della Legge di Stabilità, un sub-emendamento che prevedesse la defiscalizzazione dell’operazione. La proposta ha subito lo stop allora, così come in altre occasioni. Ma la bocciatura di ieri è arrivata a sorpresa, perchè l’emendamento, riscritto in forma più accettabile, aveva ricevuto pareri favorevoli in maniera trasversale.

Non abbiamo più tempo, ora il Governo deve fare la sua parte“, ha affermato Andrea Dell’Orto, presidente della Sias, società che gestisce l’Autodromo di Monza. “Siamo alla quarta bocciatura, è inammissibile. E’ un problema politico, perché il provvedimento non ha nessun costo per il Governo. Non voglio pensare che ci sia qualcuno che abbia interesse ad ostacolare lo sviluppo dell’Autodromo e voglia interrompere una tradizione che segna la storia dell’automobilismo in Italia dal 1922, quale è il Gran Premio d’Italia a Monza. Penso alle risorse che la Regione ha messo a disposizione per il bene del territorio, che al momento non possono essere utilizzate per valorizzare, migliorare ed implementare il circuito con una vera riforma strutturale, radicale e concreta. Vorrei chiarezza in questa vicenda che dal 20 novembre ad oggi continua a rimandare il vero rinnovamento dell’Autodromo, un asset non solo regionale, ma nazionale per un prodotto made in Italy famoso e riconosciuto in tutto il mondo”.

Se a Monza la Formula1 sembra avere gli anni contati, si fa strada un’ipotesi diversa: una candidatura del circuito del Mugello. I recenti lavori di ammodernamento della pista, tra cui diverse vie di fuga asfaltate su suggerimento della federazione, sembrerebbero dare adito a questa supposizione. Tuttavia la cosa viene smentita da Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci. “Ho parlato con Renzi“, ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, “e l’impressione è che abbia a cuore il problema e che non ci sia alcun progetto per il Mugello. Il rischio è un altro: quello di ritrovarsi in una situazione simile a quella della Germania“, il cui Gran Premio, quest’anno, è a forte rischio, perchè non ci sono più fondi per finanziarlo.

14 Commenti

  • È inutile lamentarsi fino a quandobgli italiani continueranno a votare certi politici.

    Due semplici domande che dfovreste porvi:

    1. Dove si trova il Mugello ?
    2. Di dov’è l’attuale premiert ?

    È da quando ha avuto questa carica che sta facendo i propri interessi e quelli dei suoi investitori.

    Decreti a favore delle Banche Popolari toscane (tutt’ora è in corso un’indagine e vede coinvolti membri di spicco dell’attuale governo), grossi investimenti per la costruzione di un nuovo aeroporto presso Firenze quando c’è già quello di Pisa, le Olimpiadi a Roma….

    Inutile lamentarsi, bisogna accettare le conseguenze delle proprie scelte.

  • Vogliono candidare Roma per le olimpiadi, ora probabilmente vorranno salvare il Parma calcio, per l’automobilismo i soldi non ci sono mai, vedasi Imola e ora Monza, non ci sono soldi per aiutari i giovani piloti, come invece succede per esempio in Francia, purtroppo per i nostri politici gli sport motoristici devono sparire.

    • ryudoctor

      hanno dato 5 mln al parma..e tu hai citato solo alcune cose..basta andare a vedere i soldi spesi tra expo mose tav e troppe altre cose che farebbero sembrare 20 milioni come centesimi..senza contare che l’introito non va visto solo nel circuito come biglietti venduti (e assicuro che ci ricavano dato il pienone)..ma in tutte le attività che da esso dipendono..bar alberghi hotel ristoranti negozi..e poi si è una vetrina dell’italia..perdiamo monza e avremo perso anche questo sport..anche perchè non pensiamo che monza senza la F1 cadrà in rovina al 100%

  • Non è possibile ragionare sempre e solo con i numeri, anche quando i numeri sono i soldi. Viviamo su un pianeta che nel corso dei millenni si è dato delle regole di esistenza molto diverse da quelle vulcaniane, per intenderci. L’indotto di Monza è anche sotto forma di immagine della nazione Italia a livello mondiale. Dire “l’Italia ospita un GP di Formula1″ ha la stessa valenza ma di polo opposto di “l’Italia è l’ultima in Europa come estensione della banda larga”.
    Sparire dai radar mondiali o finire agli ultimi posti non può che danneggiare una nazione nel corso dei lustri.
    Venti milioni (o la successiva detassazione) sono un mucchio di soldi con cui si possono mettere a posto un mucchio di scuole o aiutare un mucchio persone con un mucchio di problemi, ma la vera difficoltà in queste scelte è capire quando dare un colpo al cerchio e quando uno alla botte.

  • fittipaldi

    I ladroni sono preoccupati perchè forse ,da oggi in poi ,
    non arriveranno più soldi !!!……..tranquilli siamo in Italia, tutto si aggiusta.

  • Se il signor Dell’Orto e compagnia, non si fossero mangiati tutti i soldi che si sono mangiati, altro che 20 Milioni per rifare il circuito. Monza è il circuito più caro di Italia, ogni volta che si va a fare un test è una sassata.

  • 20 Milioni di euro…
    Parliamo sinceramente, il nostro Paese in questo momento se li può permettere? Sono un gran appassionato di questo sport e di certo non avrei piacere a perdere il Gp di Monza e tutto il suo indotto economico, ma la domanda è: l’indotto generato da un Gp di F1 sul territorio permette di recuperare questa cifra ed anzi di guadagnarci molto di più?

    Non dimentichiamo che attualmente stiamo pagato l’IVA al 22%, abbiamo tra le accise più alte si carburanti. Paghiamo tasse sulla casa, sui servizi municipali e sui terreni che ci stanno svenando.. Siamo sicuri che sia un giusto “sacrificio” da fare?

  • ImolaBack

    Non so se avete visto i recenti lavori attuati dal Mugello sulle vie di fuga… Palesemente atti ad essere a posto per la F1. ormai la strategia di Bernie è chiara, andare in Toscana!!

    • cosa dici.. quel vecchio non vuole un gran premio d’Italia perchè ci odia quel beitannico del cavolo… Monza è Monza punto.. io vado quasi sempre al mugello visto che abito lì… non h a il fascino di Monza

  • Ecclestone è un genio. Si è visto come uno dei migliori offerenti, l’India, ha avuto il sold out.
    Certo che non riuscire a connettere le due cose è proprio da rincoglioniti

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