Vettel, “Eva” e quel frutto proibito chiamato mondiale…

11 marzo 2015 17:40 Scritto da: Antonino Rendina

Formula 1 al via: team e piloti al massimo della concentrazione, c’è chi cerca conferme e chi vuole trasformare i sogni in realtà…

TEST PRE-CAMPIONATO F1/2015 - T3

Finalmente ci siamo, ladies and gentlemen start your….tv. Le squadre sono arrivate in Australia, la pit-lane di Melbourne si ridesta nel mite autunno oceanico, le monoposto sono pronte a scendere in pista.

Le parole che travalicano il sacro muro della concentrazione sono poche, spifferi più che altro, i sorrisi sono a denti sempre più stretti, ghigni fatti di quella sostanza tesa che è spasmodica attesa di mettersi in gioco, di capire a che punto sei, di iniziare a competere, che è poi l’essenza di tutto.

Parole appunto, dette e dimenticate, lasciate lì ad uso e consumo dei media per inerzia e dovere, ma la testa è già alle prove libere, al battesimo di una stagione di conferma per alcuni (Mercedes), di prova di maturità per altri (Williams) e di riscatto – si spera – per la Ferrari.

Una Rossa “ribaltata” e riaggiornata, che si affida tutta all’entusiasmo, al calore ed al carisma di Sebastian Vettel, nuovo leader designato e già beniamino di squadra e tifosi. Un amore così viscerale tra team, pilota e ambiente non lo si vedeva da tempo, senza specificare ancora una volta di quale tempo parliamo e di chi parliamo.

Seb ama dare nomi femminili alle sue monoposto – amiche fidate con cui “parla” – e anche stavolta non si è sottratto alla regola, ribattezzando la sua SF15-T “Eva”. Un nome evocativo, biblico, profetico, scelto per identificare con forza espressiva e incisività l’importanza della sua prima Ferrari. Stavolta non ci sono Suzie o Heidi che tengano, i nomi delle Red Bull erano più banali, la Rossa per Seb è già su un piedistallo.

Eva nel cristianesimo è anche sinonimo di tentazione, ed il frutto proibito si staglia lontano sull’altare della “Stella a tre punte”. Si tratta della fisiologica ambizione di un pilota abituato a vincere, che in gran segreto sogna qualcosa di (davvero) impossibile.

Perché il mondiale per la Ferrari è mera utopia, ma va apprezzato il coraggio di non voler partire sconfitti, la voglia con la quale Vettel abbasserà la sua visiera per iniziare la sua avventura – molto terrena, molto umana, molto passionale – con il mito del Cavallino.

27 Commenti

  • x sempre gilles

    A proposito oggi ho visto alcuni pezzi meccanici di “EVA”,sono tornato dal mio cliente/amico che lavora per Ferrari ed ho avuto una bella spiegazione su alcuni componenti che ho visto in lavorazione.
    Il triangolo superiore della sospensione anteriore in carbonio ulteriormente alleggerito e raffinato nella lavorazione.
    Poi le famose turbine:qui ho visto con i miei occhi le 15 versioni prodotte da ottobre ad oggi del corpo lato aspirazione in alluminio con diametri diversi e alettature più o meno fitte del’uscita dell’aria verso il motore per cui vuole dire che non hanno dormito in questi mesi a maranello.Questi pezzi vengono tutti ricavati dal”pieno” tramite lavorazione ne servono minimo 20 ore per pezzo.
    A mia domanda su Honeywell mi è stato risposto che questi mandano solo i disegni ma vengono TUTTE fabbricate qui da questo fornitore infatti mi ha fatto vedere anche il corpo lato scarico in un metallo strano visto il calore che sopporta.
    Comunque ne stanno provando tante versioni e hanno altri prototipi di turbina da testare nei prossimi mesi forse da utilizzare con i gettoni rimasti da questo inverno.
    Poi altri pezzi di diversa fattura ma non ho capito a cosa potessero servire,certo è che hanno aumentato la richiesta di particolari dalla Ferrari per cui il nuovo corso ha messo molta carne la fuoco e pepe “ar @ulo” ai tecnici!

  • lewis_the_best

    Evviva la faziosità di rendina.

    Adesso siamo arrivati al punto di stabilire che i nomi dati alla red bull erano banali mentre quello dato alla Ferrari é un nome maturo….

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