Red Bull sprofonda in Malesia con Kvyat 9° e Ricciardo 10°

29 marzo 2015 11:46 Scritto da: Valentina Zuliani

Per la Red Bull è crisi nera: la 9° e 10° posizione nel Gran Premio di Malesia catapultano la scuderia di Milton Keynes al passato di team di metà griglia. Dopo i primi due gran premi della stagione i tempi delle vittorie a ripetizione sono sempre più lontani e fanno ancora più male se contrapposti alla prima vittoria di Vettel, il grande ex, con la Ferrari.

red bull malaysia
Dopo l’illusione delle qualifiche di ieri, arriva la triste realtà di oggi: la Red Bull vincente degli ultimi anni è un lontano ricordo e adesso per la scuderia di Milton Keynes è crisi nera, resa ancora più pesante dal fatto che oggi entrambe le Toro Rosso siano finite davanti alla casa madre e che il grande ex Vettel abbia trionfato con la Ferrari.

Al semaforo verde Kvyat scatta meglio di Ricciardo; l’australiano riesce a mantenere la posizione, ma nel corso del primo giro subisce un contatto che provoca un danno sulla sua ala anteriore. Al giro 5 in seguito all’entrata della Safety Car, quasi tutti i piloti rientrano ai box e i due della Red Bull dopo aver montato un nuovo set di gomme medie tornano in pista in 7° posizione con Ricciardo e 12° con Kvyat. Alla ripartenza dopo il rientro della Safety Car Ricciardo supera Perez con una bella manovra all’esterno e guadagna la 6° posizione.

All’inizio del giro 10 c’è una bella lotta tra Ricciardo e Sainz, con il pilota della Toro Rosso che non ci sta a farsi superare e porta Ricciardo all’esterno della curva 1, facendogli perdere anche la posizione su Rosberg che approfitta della situazione per soffiare all’australiano la sesta posizione. La situazione per l’aussie peggiora due giri dopo, quando viene superato anche da Massa e si ritrova Bottas e Verstappen minacciosi alle spalle.

Per Ricciardo continuano i problemi e deve cedere anche al suo compagno di squadra, che si prende la 7° posizione. Dal replay di questa sorpasso si nota tanta polvere che esce in frenata dalla RB11 e questo episodio si ripeterà anche nei giri successivi, finché sarà proprio il muretto Red Bull a confermare i problemi ai freni per Ricciardo.

L’australiano, in grande difficoltà, si ferma per il pit stop e monta gomme Orange Hard e dopo 3”5 di stop rientra in pista in 15° posizione. Anche per Kvyat arriva il momento dello stop: dopo 3”1 il russo rientra in pista in 12° posizione con gomme Hard. Ricciardo, intanto, grazie ai vari pit stop è risalito in 10° posizione, ma per lui i problemi non sono finiti e nel 23° giro deve subire l’onta del sorpasso di Verstappen.

Siamo nel corso del 26° giro quando i due della Red Bull tentano un doppio sorpasso su Hulkenberg. Kvyat, però, ha un contatto con il tedesco e finisce in testacoda, perdendo così la posizione su Perez  che lo seguiva. Dovrà passare ancora qualche giro prima che entrambi riescano a sbarazzarsi della Force India del tedesco. Dopo l’ultimo pit stop, nel quale sono state montate ancora gomme Orange Hard, Ricciardo è 9° e Kvyat 10°, a chiudere la zona punti.

Ma la giornataccia della Red Bull non è ancora finita: nel corso del 53° giro Sebastian Vettel, il grande ex e leader della corsa, doppia entrambe le monoposto della scuderia di Milton Keynes per mettere il sigillo definitivo su una gara da dimenticare. In occasione del doppiaggio Kvyat approfitta per superare Ricciardo e le posizioni rimangono invariate fino alla bandiera a scacchi. Un 9° e 10° posto che non fanno altro che suonare un ulteriore campanello d’allarme in casa Red Bull che stavolta non potrà limitarsi a scaricare le colpe sui motori Renault, ma dovrà fare una grande autocritica.

E il sentore che in casa Red Bull inizi a farsi chiara questa situazione di crisi profonda si capisce anche guardando i piloti nelle interviste post gara. Sul viso di Daniel Ricciardo, infatti, il sorriso inizia ad essere sempre più tirato:  “E’ stata sicuramente una gara difficile, per niente divertente. Avevo delle speranze per oggi, pensavo che sarebbe stata una lotta molto dura, ma alla fine non abbiamo nemmeno potuto lottare e ogni volta che ci ho provato ho perso ancora più terreno. Sapevamo di avere un passo migliore sul bagnato, ma ci aspettavamo di poter chiudere tra i primi cinque anche oggi e invece è andata così. Ho danneggiato l’ala anteriore nel primo giro e questo non ha aiutato ovviamente, ma c’era anche un problema ai freni che non faceva lavorare bene le gomme, insomma direi che è stata una giornata inutile”. L’australiano, infine, fa anche i complimenti al suo ex compagno di squadra: “Non mi aspettavo che la Ferrari potesse vincere già oggi, ma complimenti a loro e a Seb, hanno fatto un grande lavoro”.

Daniil Kvyat ribadisce i problemi sul passo gara della sua RB11: “Stiamo lottando con il passo gara che in questo momento ci manca come si è visto anche oggi. I freni non andavano bene, ma non era un problema così grave”. Il russo parla poi del contatto con Hulkenberg: “E’ stato solo un incidente di gara, penso che se non ci fosse stato sia io che Daniel avremmo potuto guadagnare un qualcosina, ma non ho niente contro Hulkenberg”.

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