La crisi di Rosberg passa per la superiorità di Hamilton

16 aprile 2015 17:55 Scritto da: Alessandro Crupi

La polemica divampata dopo il Gp di Cina dimostra che Nico sta perdendo la calma di fronte alla supremazia del campione del mondo

Hamilton - Rosberg

Il potere logora chi non ce l’ha. Lo diceva Giulio Andreotti teorizzando in poche, ma incisive, battute un concetto da estendere a tutti i settori della vita. Ed è un principio da cui a maggior ragione non si scappa neppure in Formula 1. A dimostrarlo in modo tanto evidente quanto lapidario sono proprio i due protagonisti assoluti del duello-clou degli ultimi due anni, ovvero Lewis Hamilton e Nico Rosberg. C’è un atteggiamento comportamentale, su tutti, che testimonia quanto sia vera l’affermazione andreottiana: il nervosismo.

Quel mix di rabbia, delusione, ansia ed inquietudine che, attualmente, sta vivendo Rosberg nei confronti di un compagno di squadra lanciatissimo, in testa alla classifica, che non sbaglia un colpo e che sistematicamente lo batte in velocità assoluta e costanza di rendimento. La polemica innescata dal tedesco al termine del Gp di Cina sul presunto, volontario rallentamento del campione inglese al fine di danneggiarlo a vantaggio di Vettel non lascia adito a dubbi: sono chiari segnali di debolezza.

Nico, infatti, ha capito che quest’anno Hamilton è più forte che mai, ha una solidità mentale e sicurezza nei propri mezzi che gli fa esprimere il meglio di se stesso in pista senza lasciargli scampo. In sostanza, ha in mano il potere della situazione e ciò logora Rosberg, che quindi adesso cerca di destabilizzarlo sul piano psicologico per rifarsi sotto. Una tattica simile a quella usata da Prost contro Senna quando Alain si era reso conto che Ayrton gli aveva sottratto molto potere in squadra e in pista, anche perché era più brillante.

Tornando ad oggi, questo finora osservato è uno scenario opposto a quello del 2014 in seno alla Mercedes quando, invece, è stato Hamilton a masticare amaro per più di metà campionato, prima del rush finale vincente. Allora era lui, difatti, a manifestare nervosismo e instabilità, esplosi dopo il tamponamento tra i due al Gp del Belgio mentre il tedesco si godeva il primato in campionato.

Fino a quell’episodio, come si ricorderà, Rosberg giocava al gatto con il topo (proprio come fa adesso Lewis) approfittando del suo momento difficile, ma poi la forte personalità dell’inglese è venuta fuori con caparbietà. Ha vinto la sfida ed è divenuto il caterpillar di adesso, essendosi liberato dello spettro della sconfitta. Sono corsi e ricorsi della storia a conferma, inoltre, che ad ogni livello di competizione in F1 il primo nemico è sempre il compagno di squadra. E sarà sempre così.

Rosberg lo sa bene e per questo sta iniziando a perdere lucidità mentale e velocità sui circuiti di fronte allo strapotere della Mercedes numero 1. Del resto, che Hamilton quest’anno sia per adesso fuori dalla portata di Nico lo dicono anche i numeri. Nel 2014 dopo tre gare il due volte campione del mondo aveva 50 punti contro i 61 di Rosberg mentre quest’anno le forze in campo si sono ribaltate: 68 contro 51 a vantaggio di Hamilton, con in più la variante Ferrari-Vettel ad infastidire i due.

Con un Hamilton così in palla, molto difficilmente la sua superiorità potrà essere messa in discussione dal vicino di stanza nel prosieguo del mondiale.

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