Brawn è sempre più solo: “A Sepang scelta obbligata”

Il team principal della Mercedes sottolinea la parità di trattamento tra i due alfieri del team, ma l’ordine di squadra impartito in Malesia non è piaciuto agli altri vertici della “stella a tre punte”. E le voci di un addio di Ross sono sempre più insistenti.

ross-brawnTra due o più fuochi, non c’è pace per il “mangiabanane” più famoso del circus. Ross Brawn appare quasi come un team principal delegittimato, a causa dell’ingombrante presenza di Niki Lauda e di quella dell’amministratore delegato Toto Wolff, quest’ultimo sempre più autorevole in squadra dopo la partenza di Nick Fry.

Tre boss per una sola squadra sembrano troppi, soprattutto se i due austriaci vanno a braccetto “isolando” spesso il monumento inglese. E così il direttore delle “frecce d’argento” è costretto a difendere il suo operato, a due settimane dal Gp della Malesia, quando un tempo la sue decisioni erano semplicemente legge.

Non è piaciuto, anche agli altri vertici della squadra, la decisione di fermare Nico Rosberg per tutelare il podio di Lewis Hamilton. Ma Brawn è sicuro di aver fatto la cosa giusta, affermando una competenza che non deve essere messa in discussione:

“Al muretto le decisioni le prendo io, perchè ho tutti i parametri sotto controllo. Non mi piace dare ordini di squadra, non l’abbiamo fatto negli ultimi anni con Nico e Michael come avete potuto vedere, ma sarebbe stato sciocco da parte nostra far restare le nostre monoposto senza benzina con un doppio piazzamento in cassaforte”.

La risposta, anche diretta, è proprio al “presidente non esecutivo” della Mercedes: “Lauda non conosceva il quadro generale della situazione al momento della mia decisione. E’ stata una scelta obbligata. Hamilton non è la prima guida nè Rosberg la seconda. Anzi l’approccio di Lewis, scontento per l’ordine, è stato quello giusto. Nessun favoritismo da parte nostra, è stata semplice necessità”.

Ross ormai deve continuamente giustificarsi e il licenziamento di Fry, suo collaboratore dai tempi della Honda (dal 2007 in poi) è un altro segnale del rinnovamento che il nuovo corso di Stoccarda sta attuando. Quella sedia al muretto, un tempo intoccabile e insindacabile, sembra improvvisamente e pericolosamente traballante.

5 Commenti

  1. SCUSATE, NON VOGLIO OFENDERE NESSUNO PERO LAUDA DOVREBBE TACERE DI PIù PUR TROPPO SENZA OFESA GLI ITALIANI SONO MOLTO POLEMICI, ANCHE NELLE OLIMPIADE SI LAMENTANO SEMPRE LORO

  2. Che LAUDA e WOLFF si occupino SOLO dell’aspetto commerciale e del Business, agli aspetti Tecnici e sportivi ci pensa ROSS BRAWN che non ha certo nulla da imparare da Niki e Toto, anzi è il contrario.

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