La Ferrari continua con i cerchi “riscaldanti” in silicio

Nel 2013 molte squadre adottarono tecniche diverse per sfruttare il calore generato dai freni per il riscaldamento degli pneumatici. La Ferrari nel 2014 conferma l’utilizzo della fascia nera in silicio.

polisil
Foto Nextgen-auto.com

L’avevamo inserita di diritto nelle soluzioni tecniche più interessanti del 2013 ma, a quanto pare, replicheremo anche per il Campionato che sta per iniziare. Parliamo dell’idea sperimentata da diverse squadre per sfruttare al meglio la relazione termica tra il calore dei freni e gli pneumatici, al fine di far lavorare al meglio questi ultimi, garantendo il massimo delle prestazioni.

Il funzionamento del sistema è abbastanza semplice: attraverso l’uso di particolari materiali o tecniche costruttive nella parte interna del cerchione (sia all’anteriore che al posteriore), si trasferisce parte del calore generato dall’impianto frenante allo pneumatico, più precisamente, ad alcune aree interne dello stesso, favorendone il raggiungimento del corretto “range” di utilizzo. Tra l’altro la tecnica consente di scaldare lo pneumatico dal suo interno (riscaldamento molto più efficiente rispetto a quello dato dall’attrito con la pista) ed indirizzare il calore in zone ben precise dello stesso.

Le tecniche messe a punto dai team nel 2013 erano prevalentemente due (probabilmente anche combinate tra loro): la prima, adottata sicuramente da Red Bull e Mercedes, prevedeva l’utilizzo si una superficie zigrinata nella parte interna del cerchio (più o meno estesa a seconda delle necessità – FOTO), la quale tratteneva il calore e lo uniformava lungo tutta la superficie interessata. L’altra, osservata solo sulla Ferrari, prevedeva l’applicazione di una verniciatura in silicio (materiale utilizzato anche nei pannelli fotovoltaici per le sue caratteristiche conduttive) di colore nero ed estremamente leggera. Come detto, però, è possibile che chi utilizzava i cerchi zigrinati avesse trattato tale superficie anche con il silicio.

La foto sopra, scattata ai box in Bahrain, mostra che anche quest’anno la Ferrari ha deciso di puntare sulla soluzione sperimentata per la prima volta nel 2013. Sarà interessante capire se anche altre squadre hanno mantenuto o adottato tecniche simili.

10 Commenti

  1. AH avete notato che le scuderie (o i giornalisti) presi dalle nuove PU e nuove vetture non parlano più degli pneumatici e del loro consumo? LA pirelli ha portato gomme più durevoli?

  2. MI pare si chiami Polysil credo che si abbi abate siliconica, ma ci sono altri rivestimenti che vengono usati per questo scopo c’è chi ha fatto tutti i cerchi rivestiti di quel materiale… ora mi sfugge il nome e la scuderia 🙁

    1. esatto….si tratta di silice nanostrutturata, quindi SiO2 non silicio puro….che è si usato nei pannelli fotovoltaici ma per le sue doti di semiconduttore non certo per quelle di conduttività termica…..

  3. Dai… non facciamone un dramma, e solo una robetta in più che non pesa niente e serve comunque a ottimizzare la resa della gomma uniformando le temperature. Hanno tutti un sistema analogo…per il carico aspettiamo Allison non la OZ

  4. Il problema di base resta comunque generare carico, queste sono solo finezze per aumentare la resa di base di quel po’ che può fare la differenza. Resta il fatto che se non si è in grado di generare un buon carico le gomme non si scaldano in tempi utili.

  5. Spero non sia una soluzione IDENTICA a quella dell’anno scorso, considerato che il problem di fondo della ferrari era l’incapacità di raggiungere temperature ottimali in qualifica e in alcune fasi della gara…

Lascia un commento