A Singapore pole numero 41 per Vettel. Webber 4°

Sebastian Vettel fa ancora la lepre, anche se con qualche brivido nel finale. Mark Webber è autore di una buona qualifica nelle prime due fasi, ma nel Q3 non riesce a raggiungere la prima fila.

red-bull-vettel-singaporeDominio a metà: questa può essere la sintesi delle qualifiche del GP di Singapore per la Red Bull. Accanto ad una… “strafottente” pole di Sebastian Vettel, che scende dalla sua RB9 ben prima del termine del Q3, c’è “solo” il quarto posto di Mark Webber, che viene superato da Rosberg e da un ottimo Grosjean.

Forti della loro superiorità, i tori sono tra gli ultimi a scendere in pista durante il Q1, come successo a Monza. Con le Pirelli Medium, Sebastian Vettel fa segnare un tempo di 1:45.376 che gli vale la terza posizione, mentre Webber, sulla stessa mescola, segna un fulmineo 1:45.271 con cui si posiziona in testa, anche davanti alla Sauber di Hulkenberg su Supersoft. Tra i top team le Red Bull sono le sole a non utilizzare le mescole più morbide, e dopo i secondi run dei rivali Webber e Vettel sono sesto e settimo. Nel Q2 montano anche loro le PZero rosse e passano il turno in prima e seconda posizione, con il tempo del Campione del Mondo in carica (1:42.905) stavolta più rapido di quello del compagno di squadra (1:43.727), di ben otto decimi. Il primo run del Q3 vale a Sebastian Vettel la prima posizione con 1:42.841, e il tedesco decide di scendere dalla macchina, senza effettuare un secondo giro. Una dimostrazione di forza schiacciante, che però rischia di pagare caro, considerando l’ottimo tempo con cui Rosberg minaccia la sua pole provvisoria. Dai box, Vettel segue con apprensione il giro del pilota Mercedes e lascia andare un esultante sospiro di sollievo nel vederlo fermarsi a 91 millesimi dal proprio tempo. Per Seb è la seconda pole consecutiva, e la quinta della stagione. Mark Webber scatterà invece dalla quarta posizione, dopo aver fermato il cronometro sull’1:43.152, un decimo più lento di Romain Grosjean.

“Anche se non è nel calendario da molto, Singapore sembra quasi un classico. Il circuito è molto lungo, con molte curve, è difficile mantenere la concentrazione per tutto il giro e peraltro di solito è la gara più lunga dell’anno. Fare il giro giusto in qualifica qui è una sensazione fantastica” commenta estasiato Sebastian Vettel che, come al solito, non vuole lasciarsi andare all’entusiasmo, nonostante il Titolo appaia sempre più vicino, sessione dopo sessione, gara dopo gara, e nonostante il suo rivale Alonso fosse così lontano da lui in Q3 da essere ben lontano dalla sua attenzione: “Non guardiamo i tempi degli altri. La gara è lunga, le Ferrari fanno sempre fatica in qualifica ma poi hanno un ottimo passo gara. Ovviamente a noi non fa certo male partire da qui, ma dobbiamo guardare alla nostra gara e vedere dove arriviamo. Comunque Fernando farà tutto quello che può per recuperare”.

Helmut Marko, intanto, ha raccontato della tensione provata nel garage Red Bull durante gli ultimi minuti del Q3, in cui Rosberg sembrava pronto a strappare la pole dalle mani di Vettel: Volevamo conservare le gomme, ma non ci aspettavamo che la pista migliorasse così tanto. Sono migliorati tutti, non solo Rosberg. Sarà una lezione per il futuro”.

E forse, con una macchina che sembra così inarrivabile, gli uomini di Milton Keynes potevano anche risparmiarsi lo spavento. Ma nonostante tutto il rischio ha pagato, e Sebastian Vettel domani partirà dalla pole. Ancora una volta.

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