Hülkenberg: “I rookie 2014? Favoriti dal nuovo regolamento”

L’alfiere tedesco della Force India attribuisce parte del successo dei rookie di questa stagione al cambio radicale del regolamento, che avrebbe ridotto il vantaggio competitivo dei piloti di maggior esperienza e avrebbe reso l’approccio alla Formula 1 più facile rispetto al passato.

Hulk

Tre sono i rookie ad essere approdati in Formula 1 nel 2014: Marcus Ericsson, in forza alla Caterham; l’alfiere della Toro Rosso Daniil Kvyat, fresco vincitore del campionato GP3; ed infine Kevin Magnussen, approdato in McLaren dopo aver conquistato il campionato Formula Renault 3.5. Seppur con inconvenienti dovuti alla mancanza di esperienza tipica dei rookie, Kvyat e Magnussen hanno ben figurato nel corso della prima parte del campionato, nonostante siano passati in Formula 1 direttamente da campionati minori, saltando così il passaggio intermedio della GP2. Dal campionato “cadetto” sono passati infatti diversi piloti ora affermati, come i due alfieri Mercedes, i nemici-amici Nico Rosberg e Lewis Hamilton, vincitori del campionato GP2 rispettivamente nel 2005 e nel 2006.

La mancanza di esperienza, però, non ha evidentemente impedito ai due giovanissimi di mettersi in luce fin da subito. Se Magnussen è stato protagonista di un esordio con il botto, centrando il podio alla prima gara in Formula 1 con il terzo posto ottenuto in Australia, poi diventato secondo a seguito della squalifica di Ricciardo, Kvyat non è stato da meno, diventando il pilota più giovane ad essere andato a punti in Formula 1 a soli 19 anni e 324 giorni, battendo in Australia il record detenuto da un illustre predecessore, il futuro quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel, a punti nel Gran Premio degli Stati Uniti del 2007, a 19 anni e 349 giorni. Il campione tedesco disputò quel Gran Premio al volante della BMW Sauber F1.07 in sostituzione di Robert Kubica, tenuto fuori dai giochi per precauzione dopo il terribile schianto occorsogli durante il Gran Premio del Canada di quell’anno. I due giovanissimi hanno poi avuto fortune diverse: il danese Magnussen, 22 anni ad ottobre, pur non mostrando nuovamente la forma eccezionale del debutto in Australia, è riuscito a stare davanti al navigato compagno di squadra Jenson Button, dal 2000 in Formula 1, per cinque volte in qualifica, perdendosi però in gara, dove l’inglese gli è stato davanti 8 volte su 10. Stesso risultato per il ventenne Kvyat nella sfida in qualifica col compagno Jean-Éric Vergne, in Formula 1 da tre stagioni; il russo ha mostrato però anche una forma invidiabile in gara, dando sfoggio di una grande maturità nella guida, nonostante sia poco più che un teenager.

Il nuovo regolamento in vigore da quest’anno può aver influito positivamente sui risultati ottenuti dai rookie di questa stagione? Secondo Nico Hülkenberg, sì. Il pilota tedesco, attualmente in organico alla Force India, esordì in Formula 1 nel 2010 al volante della Williams, dopo aver vinto il campionato GP2 nel 2009. Nel corso della sua prima stagione nella massima serie, il pilota tedesco regalò alla Williams la sua prima pole position dal 2005 in Brasile, ma non riuscì a battere in classifica piloti il compagno di squadra, il ben più navigato Rubens Barrichello, concludendo la stagione con 25 punti in meno rispetto al pilota brasiliano. “Mi chiedo se sia diventato più facile debuttare in Formula 1 al giorno d’oggi, con i nuovi regolamenti e monoposto completamente differenti rispetto a prima”, ha dichiarato Hülkenberg. “È evidente che i rookie di oggi, come Kvyat e Magnussen, siano arrivati in Formula 1 ottenendo subito ottimi risultati e battendo molto spesso i compagni di squadra con maggior esperienza. Non dico che non abbiano talento, anzi, penso siano buoni piloti; ricordo, però, di avere avuto molte più difficoltà da rookie. Non so se siano loro ad essere più bravi di quanto lo fossi io o se le cose siano diventate più facili. I piloti che competono da oltre dieci anni in Formula 1 potrebbero aver perso parte del vantaggio legato alla propria esperienza proprio a causa delle monoposto radicalmente differenti rispetto al passato”, ha precisato il pilota tedesco.

Dal canto suo, la vera rivelazione tra i debuttanti di quest’anno, il talentuoso russo Kvyat, riconosce che il cambio di regolamento abbia facilitato in parte il suo debutto in Formula 1, ma sostiene che ci sia comunque tantissimo da imparare per i rookie: “Ci sono un sacco di cose riguardo alla Formula 1 che devo ancora comprendere appieno, come la deportanza, l’assetto della monoposto per la gara e molto altro. Ci sono tantissimi aspetti da prendere in considerazione: aerodinamica, bilanciamento della monoposto… Per ora, me la sto cavando bene”, ha dichiarato l’alfiere della Toro Rosso.

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