La Ferrari a lavoro, Alonso: “Non molliamo”

23 aprile 2011 13:06 Scritto da: Antonino Rendina

Abbandonare lo sviluppo della 150° Italia e concentrarsi direttamente sul 2012? Macchè, la Ferrari non molla la presa. Queste che ci separano dal Gp della Turchia sono settimane di incessante lavoro a Maranello.

Il problema, si sa, è la galleria del vento che dà valori leggermente “sballati”. I valori di efficienza che risultano dall’impianto in scala non corrispondono a quelli della pista, problema questo che è stato di grande ostacolo allo sviluppo della vettura. Nonostante la Ferrari usi anche la galleria del vento della Toyota a Colonia.

Sotto accusa è finito il gruppo di aerodinamici guidato da Nicholas Tombazis. Ma la Scuderia, oggi, di tutto ha bisogno fuorchè di faide tra tecnici o teste tagliate. A una situazione così palesemente deficitaria si può reagire soltanto “facendo gruppo” e aggredendo i problemi in modo sostanzioso e con forte con unità di intenti.

Lo si legge tra le righe delle dichiarazioni del team principal Stefano Domenicali:  “Abbiamo un problema strutturale alla galleria. Stiamo lavorando per risolverlo. Non mi aspetto miracoli ma tutto lo staff della squadra vuole reagire quanto prima. Mi aspetto un grande lavoro a Maranello”.

La Ferrari non dominerà in Turchia, su questo non ci piove, ma non dovrà mai più essere il team abulico e fiacco visto in Cina. Il tempo è poco e il lavoro è doppio. Bisogna ricalibrare la galleria (opera che mentre scriviamo dovrebb’essere stata completata con successo) per poter insistere con più convinzione sul nuovo alettone anteriore in “stile Red Bull“. Flessibile, per capirci.

La Rossa musona vuole “puntare a terra” come le rivali dirette per trovare il carico che manca. I test a Fiorano, ormai vietati, vivono nelle scarpette e nei guanti consumati di Badoer. Non in un presente che fa del computer e del simulatore l’unico compagno di viaggio. E allora facciamola funzionare questa benedetta tecnologia. 

I piloti non possono far altro che aspettare, magari tenendosi in contatto costante con la squadra. Così fa, da vero leader qual è, Fernando Alonso. L’asturiano, inutile nasconderlo, ha delusto non poco in Cina. Sovrastato da Massa come mai era capitato finora da quando è arrivato in Italia. Matador è il primo a voler reagire a questa situazione e dimostra un’indiscussa fiducia nelle capacità di rimonta della Ferrari.

Ecco le sue ultime impressioni: “Non è stato certamente l’inizio di campionato che speravamo. Il livello della nostra prestazione non è sufficiente in questo momento, ma sappiamo bene che le cose possono cambiare in fretta in F1. Pensate alla McLaren di quest’anno, che tutti davano per spacciata… Sono rimasto in contatto con i tecnici in questi giorni e so che non c’è pausa a Maranello nel lavoro di sviluppo della vettura. Dobbiamo recuperare e non possiamo permetterci di perdere troppo tempo, anche perché non è che gli altri rimarranno con le mani in mano in queste settimane. Ho fiducia nella squadra: so di che pasta è fatta e sento la voglia di reazione che ha tutta la gente di Maranello. Negli anni passati ho sperimentato prima da avversario e poi da ferrarista la capacità di rimontare della scuderia. Mi ricordo bene di quando ero alla Renault nel 2006 nella prima parte della stagione avevo preso un grande vantaggio ma poi la Ferrari seppe sviluppare la macchina così bene da permettere una grande rimonta a Schumacher, che mi superò a due gare dalla fine. E poi c’è l’esempio dello scorso anno: in Turchia prima e in Inghilterra poi ci dicevano che dovevamo pensare all’anno successivo ma noi non abbiamo mollato e siamo arrivati a giocarci il titolo fino all’ultimo giro dell’ultima gara. Suona come uno slogan ma è la pura verità: mai mollare in Formula 1″

L’anno scorso la Ferrari per colmare il gap con la Red Bull incentrò tutto lo sviluppo sul retrotreno, con sospensioni e diffusore nuovi di zecca da metà stagione. Quest’anno, invece, bisogna lavorare sull’avantreno. Per far scendere in “picchiata” la 150° come un jet che vuole ancora combattere la sua battaglia.

Da queste parti, a quanto pare, la bandiera che sventola rimane rossa. Non è ancora bianca…

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