Senna ustionato a causa di un problema al KERS

Davvero un GP da dimenticare, quello di Marina Bay a Singapore, per Bruno Senna e per la Williams.

Dopo la sostituzione del cambio avvenuta sabato, la conseguente retrocessione di cinque posizioni in griglia di partenza che lo ha relegato nelle posizioni di coda e lo stop a pochi giri dal traguardo che, a conti fatti, avrebbe regalato a Senna la zona punti (penalizzazione a Webber decisiva), è arrivato l’ennesimo problema a rendere il weekend degli uomini di Sir Frank Williams ancora peggiore.

Durante il GP, sulla macchina del brasiliano, c’è stato un problema al sistema del Kers che lo ha costretto al ritiro a pochi giri dal termine, quando occupava la undicesima posizione. Questo problema ha causato, incredibilmente, più ustioni alla schiena del pilota paulista.

Poco prima del ritiro di Senna, via radio gli è stata data la seguente comunicazione:Abbiamo problemi al KERS. Ritirati e quando scendi non toccare la vettura. Ripeto, non toccare la vettura ed il suolo contemporaneamente, potrebbero esserci problemi di conduzione elettrica del dispositivo“.

In Williams hanno poi comunicato che Senna ha avuto ustioni alla schiena. Mark Gillan, ingegnere capo delle operazioni Williams, ha aggiunto:Abbiamo un’idea sull’accaduto, ma stiamo ancora indagando in modo da poter analizzare tutte le eventualità, senza tralasciare nulla“.

Non è la prima volta che alla Williams accadono inconvenienti del genere: in questa stagione, infatti, dopo il GP di Barcellona vinto da Maldonado, c’è stato un corto circuito che ha mandato in fiamme il box Williams. Ciò fu dovuto ad un problema al Kers, esattamente come questa volta, ma con danni infinitamente maggiori (economicamente parlando).

Gli uomini di Sir Frank dunque, dovranno aumentare la qualità dei controlli sui materiali, per poter scongiurare questi spiacevoli inconvenienti. Sia per il team che per l’incolumità dei piloti stessi.

9 Commenti

  1. Proposta: ma rendere obbligatorio un manettino, un cordino anni 70, un qualsiasi ageggino che garantisca come la folle obbligatoria e il punto di aggancio per la cinghia di sollevamento un modo per scaricare l’energia elettrostatica

    1. L’idea mi inquieta non poco. L’avviso è più o meno: “la scarica di attraverserà da un’estremita di una gamba fino all’estremità dell’altra attraversando tutti i tessuti e organi che stanno nel MEZZO”. Un bel respiro, sono su una sedia di ufficio, posso scendere con calma…sbrabrabrang. 😉

  2. quello che mi chiedo è: ma le tute sono studiate anche per questo tipo di problemi? ok sono ignifughe, hanno dimostrato di saper resistere per molti secondi sotto la fiamma viva … ma immagino (non sono esperto quindi potrei dire una cavolata) che il calore sviluppato da un apparato elettrico in avaria sia diverso per propagazione e per intensità … le tute sono state studiate anche per questo?

    1. Il calore ‘istantaneo’ dei 60kw se i cavi si sfilacciano credo sia notevole sui conduttori rimasti. Anche nel caso di raffreddamento insufficiente il calore accumulato puo’ essere notevole e non so dove sfoghi…ci sono poi gli acidi… Sono delle meraviglie tecnologiche ma le potenze in gioco sono notevoli, il messaggio via radio non e’ casuale.

Lascia un commento