GP Malesia 2015: prima vittoria in Rosso per Vettel!

29 marzo 2015 10:14 Scritto da: Diletta Colombo

In Malesia è arrivata la prima vittoria di Sebastian Vettel al volante della Ferrari; il pilota tedesco, autore di una prestazione magistrale, ha avuto la meglio su Hamilton e Rosberg. Quarto Raikkonen; Button e Alonso out e Red Bull doppiate.

vet_malesia

Nessuno se lo sarebbe aspettato alla fine della scorsa stagione, eppure il sogno dei tifosi della Ferrari di vedere di nuovo una Rossa sul primo gradino del podio è diventato realtà in Malesia: Sebastian Vettel, alla sua seconda gara al volante della Ferrari, ha colto la sua prima vittoria per la scuderia di Maranello. Si tratta del quarantesimo successo in carriera per il campione tedesco, che si porta così a meno uno da Ayrton Senna nella classifica dei piloti più vincenti di tutti i tempi. Vettel è stato autore di una prestazione magistrale, grazie all’ottimo passo gara mostrato dalla SF15-T, in particolare nel primo e nell’ultimo stint di gara. Eccellente la gestione degli pneumatici, che ha permesso a Vettel di effettuare una sosta in meno rispetto ai due alfieri della Mercedes. Simbolico, alla fine della gara, il doppiaggio da parte del tedesco ai danni delle due Red Bull di Kvyat e Ricciardo. L’incubo per la Rossa è finito: la Ferrari ha interrotto un digiuno di successi che durava dal Gran Premio di Spagna del 2013.

Per la prima volta da oltre un anno, la Mercedes non ha potuto nulla contro un’altra scuderia. Hamilton si è dovuto arrendere alla superiorità di Vettel e non è riuscito a riprendere il pilota tedesco nell’ultimo stint con le P Zero Orange Hard, dovendosi così accontentare del secondo posto. Il gradino più basso del podio è ad appannaggio del compagno di squadra dell’anglocaraibico, Nico Rosberg, che ha cercato di avvicinarsi ad Hamilton nell’ultima fase di gara, in cui montava le P Zero White Medium, senza però riuscire nell’impresa.

Gara degna di nota anche quella di Kimi Raikkonen: il pilota finlandese, dopo aver rimediato una foratura in un contatto con Nasr al primo giro, è riuscito a recuperare posizioni, cogliendo un buon quarto posto. Seguono le due Williams di Bottas e Massa: entrambi gli alfieri della Williams hanno accusato problemi durante uno dei tre pit stop effettuati, e sono stati protagonisti di un duello rusticano all’ultimo sangue durante le ultime tornate. Il finlandese ha avuto la meglio sul brasiliano, conquistando così la quinta posizione.

Settimo posto per un combattivo Verstappen: il rookie olandese è stato autore di diversi sorpassi, mostrando una buona maturità nel corpo a corpo e avendo la meglio sul compagno di squadra Carlos Sainz alla fine della gara. Unica pecca della prestazione del giovanissimo Verstappen il lungo all’entrata ai box in occasione del suo ultimo pit stop. Chiudono la top ten le due Red Bull, addirittura doppiate: nono Kvyat e decimo Ricciardo. Il pilota australiano ha accusato problemi ai freni, mentre il russo è stato protagonista di un testacoda dovuto ad un contatto con Hulkenberg.

Fuori dai punti la Lotus di Grosjean, giunto undicesimo al traguardo. Segue Nasr, la cui gara è stata decisamente in salita: dopo il contatto con la Ferrari di Raikkonen in cui ha danneggiato l’ala anteriore, il pilota brasiliano non è riuscito a risalire la china e si è dovuto accontentare del dodicesimo posto in gara. Tredicesima e quattordicesima piazza per le Force India di Sergio Perez e Nico Hulkenberg; ai due piloti sono state comminate dalle penalità di dieci secondi per i contatti con Grosjean e Kvyat, rispettivamente. Fanalino di coda della classifica la Manor di Roberto Merhi, che può dirsi soddisfatto di aver terminato la gara.

Il compagno di squadra del giovane spagnolo, Will Stevens, non ha invece preso il via del Gran Premio: il problema alla pompa di benzina occorso alla sua Manor ieri, che gli ha impedito di disputare le qualifiche, non è stato risolto in tempo per la gara e lo ha costretto dunque a saltare anche il secondo appuntamento della stagione, dopo il forfait in Australia. Marcus Ericsson è stato protagonista di un testacoda alla prima curva del quarto giro, ed è finito nella ghiaia: gara finita per lo svedese. Il primo Gran Premio di Fernando Alonso al volante della McLaren-Honda è durato solo 22 giri: mentre si trovava in nona posizione, il pilota spagnolo è stato costretto al ritiro da un problema tecnico alla sua MP4-30. Non è andata meglio al compagno di squadra dell’asturiano, Jenson Button, abbandonato dalla sua vettura alla quarantaquattresima tornata. Ritiro anche per Pastor Maldonado, la cui gara era iniziata in modo difficile, con una foratura causata da un contatto con Bottas nelle primissime fasi del Gran Premio.

 RISULTATI GP MALESIA 2015

Pos Pilota Team Tempo e Gap
1 Sebastian Vettel Ferrari 1h41m05.793s
2 Lewis Hamilton Mercedes 8.569s
3 Nico Rosberg Mercedes 12.310s
4 Kimi Raikkonen Ferrari 53.822s
5 Valtteri Bottas Williams/Mercedes 1m10.409s
6 Felipe Massa Williams/Mercedes 1m13.586s
7 Max Verstappen Toro Rosso/Renault 1m39.085s
8 Carlos Sainz Toro Rosso/Renault 1 Lap
9 Daniil Kvyat Red Bull/Renault 1 Lap
10 Daniel Ricciardo Red Bull/Renault 1 Lap
11 Romain Grosjean Lotus/Mercedes 1 Lap
12 Felipe Nasr Sauber/Ferrari 1 Lap
13 Sergio Perez Force India/Mercedes 1 Lap
14 Nico Hulkenberg Force India/Mercedes 1 Lap
15 Roberto Merhi Marussia/Ferrari 3 Laps
Pastor Maldonado Lotus/Mercedes Retirement
Jenson Button McLaren/Honda Retirement
Fernando Alonso McLaren/Honda Retirement
Marcus Ericsson Sauber/Ferrari Retirement
Will Stevens Marussia/Ferrari Withdrawn

205 Commenti

  • legolas777

    Sempre d’accordo con max Leon e Fabio però io non sono convinto che le Mercedes fossero più veloci a sepang a gomma fresca per lo meno non in gara….detto questo sicuramente la Cina sarà un’altra storia proprio in virtù delle temperature che non saranno così proibitive e dell’asfalto non cosi abrasivo Mercedes tornerà forte ma c’è la batteremo….io sono rimasto sconvolto dal giro di qualifica di Vettel non una sbavatura linee sempre perfette segno che la macchina è stra bilanciata senza dover caricare così tanto le ali e questo a lungo andare potrebbe tornare molto utile…

  • @triktrok ma che gara hai visto?
    quando ham si è liberato dopo la safety aveva 10 sec di ritardo gli stessi che aveva alla fine… e dopo 4 giri vettel (prima della safety)era entro il secondo di ritardo. io ne deduco che senza safety avrebbe cmq fatto sosta in più perdendo circa 24 secondi invece di 10…

    • Concordo, il fatto che Hamilton ha usato un ulteriore treno di hard alla fine, attesta che con le soft non avrebbe potuto fare i 17 giri che mancavano fino alla fine e se anche avesse potuto farlo avrebbe dovuto spingere molto per recuperare su Vettel e questo non solo avrebbe compromesso le gomme, ma alla fine comunque non ne avrebbe avuto per sorpassare il ferrarista che, tra l’altro, era più veloce sul dritto; tra l’altro con il “degrado termico” non si scherza, le gomme ti possono abbandonare all’improvviso e nel primo pit stop al 16° giro (al netto dei 4 giri dietro la SC) Hamilton era arrivato ad 1:47.5, quindi se non avesse sfruttato la SC, in ogni caso avrebbe dovuto fare 3 soste, tra l’altro solo la Ferrari ha effettuto due soste senza risentirne sui tempi, (gli altri sono stati Sainz e Perez, ma letteralmente remavano in pista al termine di ogni stint con tempi altissimi).

  • Alessandro HAMALORAI

    Volevo far presente a chi fà notare che Hamilton è arrivato sotto ai 10″ da Vettel (che poi alla fine gestiva e ha zigzagato per 300 metri sul traguardo), che la SC ha avuto un ruolo nel distacco finale.
    Infatti se le 2 Mercedes avessero pittato senza la SC, si sarebbero prese il gap di 20″ da Vettel come una normale sosta. Il fatto che ci fosse la SC ha contenuto il gap della loro sosta essendo impacchettati tutti dietro la SC.

    Quindi, Vettel avrebbe potuto dare anche 20″ sul traguardo a Hamilton.

    • Io invece penso che se avessero adottato la stessa strategia Ferrari sarebbero stati li e avrebbero magari combattuto corpo a corpo. Secondo me Mercedes ha sbagliato a fermarsi al 4 giro, era troppo presto e non necessario! In fondo se pur di poco qui la Mercedes era ancora più veloce. Diciamo che erano abituati che lo scorso anno potevano fare quello che volevano tanto se c’era bisogno recuperavano due o più secondi al giro.

      • Alessandro HAMALORAI

        Ma è proprio questo il punto!!

        loro la stessa strategia Ferrari non potevano farla!!

      • x mercedes eerqa impossibile fare la stessa strategia ferrari come ribadito dai tedeschi perche con 23 soli trni non arrivavano in ondo

      • correggo….con 3 treni di gomme non arrivavano in fondo

  • 😉 ho letto un po’ di commenti, calmini a trarre “conclusioni” c’erano dai 60 ai 55 gradi di asfalto, condizioni che non si ritroveranno facilmente.
    Secondo me gli unici reali “dati” da tenere in considerazione sono che come vi dicevo uno dei punti di forza della Ferrari di questa stagione sta sotto il cofano, i radiatori sono un’opera d’arte, è la macchina che meno soffre il caldo di tutte quelle del circus, e che pur mancando ancora di un po’ di carico e potenza, come giustamente notava Maxleon, è una macchina all round, si guida bene e va bene un po’ dovunque.
    Chi ben comincia è alla metà dell’opera, ma non esaltiamoci, godiamo di ogni piccola soddisfazione che ci darà e sotto con i “giusti” upgrade.

    • d’accordo con te, ma ciò che è sotto il cofano non c’entra con l’usurare meno gli pneumatici così come non c’entra nell’aver messo Raikonen di guidare. QUindi le novità staranno sicuramente sotto al cofano e l’abbiamo visto tutti, ma non è il solo!!!

    • Naturalmente concordo con te e riporto esattamente quello che ho scritto altrove:
      “””Vedendo i tempi non eccezionali che la Ferrari ha fatto nel secondo settore (quello più “guidato”), mi viene da pensare che forse per “tenere a bada i consumi” abbiano lavorato moltissimo sulla fluidodinamica sia interna che esterna, in modo da migliorare notevolmente il coefficiente di penetrazione aerodinamica, da qui anche il miglioramento sulle velocità di punta; invece il fatto che la rossa abbia un ottimo degrado delle gomme, credo che sia attribuibile a due fattori: uno quello meccanico, dove le geometrie e la meccanica delle sospensioni sono state riviste in toto e consentono un ottimo adattamento della superfice del battistrada all’asfalto ed uno quello del bilanciamento, assolutamente perfetto, di fatto è stata l’unica vettura che è riuscita a fare solo due pit stop reali senza avere un grosso degrado (a parte Sainz e Perez, ma sappiamo con quali tempi).

      Naturalmente ciò attesterebbe anche un’altra cosa, quella che di fatto, sul propulsore, sono stati solo corretti gli errori del 2014, ma non è stato ancora messa mano su quello che, a mio avviso, è la cosa più importante: il fattore combustione interna.”””

      Mi sembra che ho detto più o meno quello che hai detto anche tu, certo non possiamo sapere come si comporterà la macchina in altri circuiti, sentendo Genè il degrado gomme accusato dalla Mercedes sarebbe “termico”, che è diverso dal normale degrado da usura, quindi un degrado molto più repentino. Se le cose stanno così, non sappiamo in circuiti più freschi come si comporteranno le coperture, tuttavia, dopo aver seguito i test invernali, credo che comunque la Ferrari avrà un vantaggio nella gestione degli pneumatici, forse aumenterà solo la durata con un degrado meno repentino.

      In ogni caso, obiettivamente, la Mercedes con gomme fresche ne aveva di più, questo non lo si può negare, quindi a livello di motorizzazione ancora hanno un vantaggio notevole ma vista la bontà della SF15-T, credo che quando si migliorerà su questo fronte, si potranno adottare assetti molto più carichi con i medesimi consumi.

      Per la prossima gara, l’anno scorso Alonso non fece male, ma quest’anno le cose sono diverse, la monoposto ha altre caratteristiche, quindi non si possono fare pronostici, in ogni caso l’obiettivo era quello di dare fastidio alla Mercedes con qualche podi e siamo già a 3/4 del lavoro.

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